Mamme imprenditrici: Elena Augelli

E se il lavoro dei nostri sogni è un’attività artigianale? Oggi incontriamo Elena Augelli, creatrice di bijoux, con un passato da impiegata.
Un cambio di direzione nella sua vita avvenuto in seguito alla nascita dei suoi due figli. Una mamma che ha combattuto contro chi le diceva di lasciar perdere, un’altra storia di successo al femminile.

Quanto sei cambiata dopo la nascita dei tuoi figli?


La mia vita è sempre stato un fluido cambiamento da un modo di essere ad un altro, da una città all’altra, da un lavoro all’altro, da una casa all’altra e i figli si sono inseriti in questa scia. La prima figlia non ha portato grossi sconvolgimenti , ma il passaggio da un figlio a due sì. Fortemente voluti e molto vicini di età (18 mesi di differenza), mi hanno tenuta impegnata full time due anni, alla fine dei quali ho avuto necessità di riorganizzare la mia vita. Ero abituata a star fuori per un’intera giornata lavorativa, e il blocco a casa per la maternità mi ha scombussolato.

Sono riuscita a rientrare nel mondo del lavoro, accettando posizioni di basso profilo, perchè oltre ai figli mi sono trovata in una città diversa dalla mia senza contatti e senza aiuti per i bambini, quindi in una posizione non proprio di vantaggio. Dopo aver maturato ancora un po’ di esperienza lavorativa presso terzi ho capito che la mia strada doveva essere quella del lavoro autonomo e ho iniziato a ragionare su che forma dare alla mia decisione.

Che lavoro facevi prima di iniziare la tua attività di creatrice di bijoux?

Le mie esperirenze lavorative prima di mettermi in proprio sono state tutte legate al settore terziario e svolte all’interno di un ufficio (molto diverso da un laboratorio artiginale dove ora passo il mio tempo).

Ho lavorato in una casa editrice, in una agenzia di promozione e pubblicità, in una società organizzatrice di fiere, in una Associazione Confindustriale e in uno studio di periti navali.
Ho lavorato e vissuto a Milano, Genova e Torino, dove ora risiedo stabilmente.

Tutte queste esperienze sono state dei tentativi, ovvero ho girato intorno all’obiettivo, senza vederlo. Non avevo ancora pensato al lavoro autonomo e non ero ancora diventata mamma.
In ogni caso, tutto questo girovagare mi ha lasciato un grosso bagaglio di esperienza. Ogni esperienza di lavoro e di vita ha lasciato un suo segno e oggi l’insieme è la somma dei segmenti precedenti.

Dopo essere diventata mamma per la seconda volta, alla soglia dei quarant’anni, sono riuscita a rientrare nel mondo del lavoro, cercando di sistemare i figli in un modo accettabile, ed ho ottenuto un contratto a progetto presso un’Agenzia Formativa, che gestisce fondi comunitari, per l’erogazione di corsi di formazione per disoccupati e occupati.
A questo punto, dopo un po’ che organizzavo i corsi di taglio hobbisitco per gli occupati mi sono decisa a iscrivermi e a partecipare a due corsi: bijotteria e ceramica.
Seduta dalla parte degli allievi e “sgravata” dalla parte burocratica/organizzativa ho “lasciato andare” le mani e ho scoperto oppure semplicemente “visto” che avevo delle doti e che intendevo sfruttarle.
In realtà ho sempre pasticciato con le mani per compensare la mia personalità cerebrale, ma questa volta si intravedeva qualche cosa di più concreto.

Così ho iniziato a ragionare sul fatto di creare un mestiere mio, che prevedesse l’uso delle mani e anche della creatività e mi sono indirizzata alla produzione del bijoux in ceramica.
Il progetto è rimasto ancora nel cassetto, sotto forma di hobby, per due anni circa e poi, in coincidenza della contrazione dell’offerta di lavoro presso il mio ufficio, ho deciso di iscrivrmi al MIP – sportello della Provincia di Torino che svolge servizio di assistenza e supporto alle persone che decidono di Mettersi In Proprio.

Spesso quando si prende una grossa decisione, come questa della svolta lavorativa, si pensa già di essere a metà dell’opera e invece no.
Innanzitutto,sono stata fortemente sconsigliata da tutti per: settore di produzione scelto (super inflazionato), per gli elevati costi di produzione (la ceramica costa più delle pietre dure a buon mercato) e bassi margini di guadagno, nessun capitale di partenza e nessuna possibilità di rinpinguare le casse con soldi propri.
Però, a furia di schemi, numeri, simulazioni e nel frattempo un po’ di pratica ho fatto capire al mio tutor che ero convinta di voler andare fino in fondo.
E così il MIP mi ha laureato abile a luglio 2010 ad aprire la mia attività che è poi iniziata a settembre 2010.

La testardaggine, ma anche la capacità di creare dei bijoux con una personalità, la responsabilità di avere un’attività propria (finalmente!) hanno iniziato a farsi strada e pian piano mi hanno fatto allargare il giro: dagli amici e parenti al grande pubblico.
In realtà, in questo momento così difficile per l’economia e per i suoi risvolti sulla società (si taglia ovviamente sul superfluo) la mia attività va avanti a piccolissimi passi e non avere un capitale da investire, ad esempio in promozione/pubblicità o in aiuti finalizzati all’espansione (come avere un commerciale che veicoli i miei prodotti) sicuramente non accellera il processo.
Ma aver in mano una mia creatura, nutrirla e farla crescere ha finalmente compiuto quella voglia di cambiamento che mi ha accompagnato dall’adolescenza ad oggi.

In che cosa consiste il tuo lavoro?

Il mio lavoro è un lavoro completo, che comprende la fantasia e che necessita di una solida organizzazione per svilupparsi e crescere.

Essere la titolare di un’attività artigianale significa occuparsi di tutto: acquisti, creazione e produzione, fotografia dei prodotti, commercializzazione e promozione, contabilità e controllo di gestione.

Chiaramente il tutto si deve armonizzare con la vita da mamma che, una volta lasciati i pannolini, viene catapultata nel mondo dello sport, della musica, delle verifiche a sopresa, dei pomeriggi a casa degli amici, dell’acquisto dei libri di testo, della spesa e della cucina. A volte la sera vado a dormire prima dei miei figli…

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

In uno scenario non roseo “I miei bijoux” nutrono sogni di espansione e per questo è necessario creare e mantenere costantemente contatti, leggere, viaggiare, confrontarsi, in poche parole avere un atteggiamento aperto verso il mondo.

I nuovi strumenti di lavoro come il web sono di grande aiuto per le piccole attività, perchè permettono una visibilità a costo veramente contenuto.

Mi piace pensare che le miei creazioni riflettano la mia personalità: ovvero collane e orecchini che conferiscono un tocco di originalità al proprio guardaroba, facendosi notare, ma senza stravolgerlo e che si possa tornare a scegliere prodotti di qualità, invece che quantità di prodotti.

Cosa consiglieresti ad una donna che vuole buttarsi in un’attività in proprio?

Il consiglio, che hanno dato tutte le donne mamme intervistate prima di me, è sempre lo stesso: fallo se ci credi, perchè i momenti di dubbio, di sconforto sono tanti, ma i successi poco a poco arrivano.

Aggiungo, visto che i miei figli hanno 12 e 11 anni, di non trascurare mai quello che ti dicono, perchè dalla loro prospettiva più semplice e lineare di quella degli adulti, spesso vedono cose che noi grandi non vediamo e che invece ci possono essere di grande aiuto.
E poi sono i nostri primi fans!

I Miei Bijoux di Elena Augelli
elena.augelli@mieibijoux.com
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1 Comment

  1. laura laura 27 Set 2012 at 14:16

    ciao complimenti, in tante cose mi riconosco… stringiamo i denti!!!

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