Lo stress dei genitori e la serenità dei figli

Ci sono periodi della vita in cui la serenità non è di casa. Non si può sempre essere rilassati, orientati ai bambini e felici del percorso che si sta facendo – anche se la mia amica Barbara mi sta guidando verso la ricerca della felicità sempre.
Ed è in quei momenti che è più difficile essere genitori. E’ lì che si vede la nostra bravura. E’ lì che mettiamo alla prova i nostri credo e le nostre certezze – anche se io di certezze ormai ne ho giusto solo più un paio, e neanche così granitiche… E’ lì che impariamo cosa vuol dire essere adulto, avere la responsabilità nei confronti di esseri indifesi e ingenui, di quell’ingenuità che ogni tanto invidio loro.

Ma come è possibile riuscire a non spaventare i bambini quando le cose non vanno come dovrebbero? Come è possibile non trasmettere loro le nostre angosce, quando solo abbracciarli ci fa venire le lacrime agli occhi?

Nei periodi di maggior stress e insicurezza, quando ci sono problemi di lavoro, di soldi o di famiglia, è difficile riuscire a pensare ad altro, focalizzare la propria attenzione sui bambini o sul clima sereno che solitamente è la base delle nostre famiglie. Penso anche ai tanti casi di famiglie che hanno subito uno choc come il terremoto o altre calamità naturali, o un furto in casa. Non è facile restare calmi e trasmettere tranquillità ai bambini, non lo è proprio per niente.

Come comportarsi, dunque? I periodi no passano e vedere le cose con la giusta prospettiva è fondamentale per la nostra integrità mentale, oltre che per la serenità dei bambini. Se però ci si sente in una situazione senza uscita o se occuparsi dei bambini è un peso troppo grande da sostenere, ricordiamoci di chiedere aiuto a parenti o amici per la gestione dei bimbi.

Cercare di nascondere il problema sotto la sabbia, far finta che vada tutto bene e fingere di sorridere non serve a nulla, anzi. I bambini sono piccoli, non sono stupidi. E fanno parte della famiglia. A mio avviso hanno diritto di sapere, nei modi e nei tempi adatti alla loro età, cosa sta accadendo attorno a loro. Ritorniamo sul discorso della fiducia: noi chiediamo loro di non dire le bugie e siamo i primi ad ingannarli quando abbiamo un problema, anche se a fin di bene, sia chiaro. Non si fa. E’ sempre meglio dire la verità, magari evitando dettagli che possono provocare ansia, e far vedere ai bambini che non siamo infallibili piuttosto che ingannare loro e noi stessi fingendo di essere le rocce che non siamo.

E voi, come gestite le situazioni di stress in famiglia? Siete d’accordo con il mio approccio?

Cristiana

Innamorata della vita, entusiasta per natura, ottimista fino al midollo e testarda come un mulo. Sono io. Blogger per scelta e per amore.

4 Comments
  1. I momenti di stress sono stressanti per tutti ed è vero che i bambini le percepiscono e sempre di più man mano che crescono. Le bugie non servono e anche se a volte è difficile spiegare, trovare un modo per dire le cose senza generare ansia, è la strada che cerco di intraprendere. Mia nonna diceva che alla base di una famiglia unita c’è sempre il dialogo e poi Bimba ad esempio non accetta un semplice “No” se non le fornisco una spiegazione mi ricorda “Mamma tu dici che “no, perche di no” non è una risposta” 🙂

  2. la penso come te, bisogna sempre spiegare, in modo comprensibile, io l’ho fatto anche a poche ore dalla scomparsa di mio padre, quando avrei voluto solo urlare, ma ho spiegato loro cosa fosse successo, ho risposto e rispondo tuttora alle loro domande anche se dopo quasi due anni ancora piango al solo pensiero

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