Uomini che bruciano le donne

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Non ne volevo parlare, di quest’ennesima brutale uccisione. Non volevo aggiungere banalità alle banalità dette su una ragazza di 22 anni bruciata viva dal suo ex fidanzato. E invece ho cambiato idea, perché anche se sono banalità, di questi delitti raccapriccianti dobbiamo parlare, tutti, soprattutto noi che stiamo crescendo dei bambini.

C’è un mostro, che è arrivato a pensare di dare fuoco ad una persona. Un mostro che non voglio definire malato per non giustificarlo con la malattia. C’è una ragazza che si accorge che quello che credeva essere il principe azzurro in realtà è un violento. E lo lascia, senza denunciarlo “per non fargli perdere il lavoro da guardia giurata” (fonte: Sky TG 24). C’è un mostro che la segue, la obbliga ad accostare con la macchina alle 4 del mattino, le sale in macchina, ci litiga e le rovescia addosso dell’alcool. Lei prova a chiedere aiuto e lui le da fuoco. Ripeto, LE DA FUOCO. Ma che uomini stiamo crescendo? Incapaci di accettare un rifiuto, incapaci di amare, incapaci di volere la felicità degli altri. Capaci solo a picchiare, aggredire, manifestare il proprio essere possessivi con minacce e parolacce, a uccidere, a bruciare vivo qualcuno colpevole di volerli lasciare.

Io non ho idea di cosa stia succedendo, ci sono gesti che sono talmente lontani dal mio modo di vedere il mondo che non so neanche come trattarli. Ma una cosa è certa: non è sulle donne che dobbiamo lavorare. Ma su questi omuncoli cresciuti nella bambagia, convinti di poter possedere una donna solo perché in mezzo alle gambe, loro, hanno un pisello. Mamme, il futuro è in mano a noi, rendiamocene conto, iniziamo a lavorare sul rispetto e sull’amore da quando sono ancora nella nostra pancia, siamo esempi noi per primi della non-violenza. Amiamoli di un amore altruista, non chiudiamoli in una teca di auto-compiacimento.

Ancora altro voglio dire sull’uccisione di Sara ed è una riflessione sui media: FATE SCHIFO. Non ho modo migliore per dirlo, purtroppo. Partiamo dall’immagine che correda tutte le notizie: un selfie di Sara e il suo cornefice, sorridenti e innamorati, contornati dalle rose. Quello che trasmette quella foto è un amore romantico. Ecco, di amore questa storia non ha niente. Iniziamo a far vedere alle persone i corpi semi-carbonizzati, accoltellati, fatti a pezzi, devastati dall’acido. Il femminicidio è questo, almeno nella legislazione il delitto passionale non esiste più.

Passiamo a Sky e tutte le altre testate online che oggi titolano “Ragazza bruciata a Roma, l’ex in carcere: «Ho paura»”. Poverino, ha paura. Machissenefrega che ha paura. Non è una notizia e non è interessante quello che prova, le giustificazioni che si da (“È stato un momento”) perché è normale che uno si incazzi e dia fuoco alla gente. Già, tanto quella bruciata è solo una donna…

Terminiamo con il culmine dello schifo, Libero. Questa la sua prima pagina (grazie a Nicola Carmignani per la condivisione su Facebook):

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Credo non ci sia bisogno di commentare. Se dipendesse da me, da domani quel giornale sarebbe chiuso, giornalista e direttore radiati dall’albo dei giornalisti. E invece, ci indigniamo per le persone che alle 4 di notte, su una strada isolata, non si sono fermate ad aiutare Sara. Perché noi l’avremmo fatto, prima di tornare a casa a picchiare le mogli e trattare il primogenito maschi come stocazzo.

 

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