Sulle tracce dei nostri genitori

memoramia

A novembre 2012, improvvisamente è mancato il mio papà. Un passaggio naturale, dalla vita alla morte, che però mi ha colto impreparata. Dalle moltissime testimonianze di tutte le persone che lo hanno conosciuto e stimato nel mondo del lavoro è emerso il ritratto di un uomo garbato, allegro, ironico e soprattutto totalmente disponibile a condividere e trasmettere il suo sapere di ingegnere termo acustico alle nuove leve, incontrate in moltissimi anni di lavoro.
Questi ricordi così generosamente consegnati alla nostra famiglia in un momento difficile mi hanno fatto nascere il desiderio di fermarli nella memoria, unendoli a quelli di noi figlie, moglie e nipoti in un libro, da consultare nei momenti belli e non.

La raccolta dei ricordi

Ho la fortuna di avere delle intraprendenti amiche che qualche anno fa hanno progettato un servizio di “raccolta memorie” molto bello: Memoramìa.

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Ho visto cosa avevano realizzato per fissare il ricordo di genitori di amici, peraltro ancora in vita, e ho preso la decisione di voler ricordare il “babbo garbato”.
E così ho iniziato la raccolta delle testimonianze, delle foto, degli oggetti cari al babbo (ognuno di questi racchiude una storia).
Il percorso è stato emotivamente forte, ma il ritratto che alla fine ho composto del mio papà è stato univoco: un uomo così appassionato ed esperto del proprio mestiere da poterlo generosamente (e simpaticamente) spiegare a tutti coloro che ne volessero sapere.

L’eredità

Un’eredità non da poco! Infatti, se da una parte è difficile misurarsi con figure paterne così importanti, dall’altra l’orgoglio che si prova ad avere avuto un genitore apprezzato e stimato è tanto.
In ogni caso, questo percorso nella memoria mi ha ridato il gusto e il piacere di tanti oggetti che forse oggi sono oscurati da altri decisamente più in uso. Mi riferisco in particolare a carta, penna, fotografie su pellicola, libri che man mano ritrovavo e che mi suggerivano ricordi, storie, momenti e anche preziosità. Un libro che sa di vecchio è impagabile e se quel “vecchio è tuo” ovvero l’usura del libro o oggetto dipende dal fatto che è stato in uso nella tua casa, nella tua libreria, sul tuo comodino è veramente emozionante e prezioso.
Quando si mettono le mani nei ricordi non c’è una fine, si potrebbe andare avanti all’infinito e questo è forse il bello di questa esperienza: è un cammino parallelo alla nostra vita da cui attingere a piene mani.
E voi che rapporto avete con la memoria? Cercate di ricordare, recuperare o guardate solo avanti e mai indietro?

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