Mamme imprenditrici: Alessia Gribaudi

Questa settimana, con le mamme imprenditrici, torniamo nell’ambito del web per incontrare Alessia Gribaudi, blogger creativa (Alessia scrap & craft, Casa Organizzata) e mamma single, che ci racconta come riesce a portare avanti la sua attività con due bambini. Una professionista vera, una donna dalle mille risorse.
La parola ad Alessia!

Quanto sei cambiata dopo la nascita dei tuoi figli?

Non è che io sia cambiata tanto, a parte il fatto che sono molto più stanca e smemorata.
Più che altro è cambiata la vita, l’organizzazione deve essere ferrea e malgrado questo mi sento sempre di corsa, in affanno.

Che lavoro facevi prima di diventare blogger?

Ho fatto tanti corsi (sia universitari che privati) e lavori diversi perché amo imparare sempre cose nuove, in particolare sono un’infermiera diplomata, ho un attestato professionale da vetrinista, ho gestito una piccola libreria nella mia città per oltre 10 anni e contemporaneamente ho creato un piccolo ecommerce grazie alla mia passione per internet, nel 1998 ero già online con quell’idea, uno dei primi siti di vendita online della mia provincia che purtroppo da qualche anno non esiste più.

L’arrivo dei figli e la crisi mi hanno spinto a cambiare ancora la mia prospettiva, ma la passione per la rete è rimasta ed è diventata un lavoro vero e proprio, quello attuale.

Ci sono delle difficoltà maggiori per una mamma freelance separata rispetto ad una donna che può contare sull’appoggio del proprio compagno?

La separazione facilita un pochino quando tra coniugi ci sono liti per tutto, in questo caso non si deve più mediare con un’altra persona ogni più piccola decisione. Però ovviamente i problemi di gestione di casa, famiglia e lavoro restano completamene a carico del genitore che tiene i figli per la maggior parte del tempo, che nel 95% delle famiglie monogenitoriali è la mamma.

Il lavoro come freelance può essere un grande ostacolo per quanto riguarda il fattore puramente economico, non c’è stipendio fisso e non ci sono ammortizzatori importanti come i giorni di malattia, infortunio e ferie e questa è una cosa che pesa, quando si è soli con dei figli pesa ancora di più. Se non si lavora non si guadagna tout court.
Per contro il tempo si può gestire in modo molto più semplice, non avendo un orario stabilito dall’alto ci si può organizzare per andare a prendere i bambini a scuola, per presenziare a tutte le riunioni di genitori e così via, ovviamente questo vuol dire lavorare in altri orari, mentre gli altri sono rilassati a casa, nei week-end e magari anche nelle ore serali, infatti spesso si finisce per lavorare molte più ore rispetto ai dipendenti.

Io amo talmente il mio lavoro che faccio una gran fatica a separarlo nettamente dal resto, tendo ad essere sempre “connessa” e questo non si dovrebbe fare.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

Incrementare il mio lavoro sia in termini di quantità e, soprattutto, di qualità. Il mio è un lavoro ancora poco conosciuto in Italia e quindi le aziende e le agenzie devono ancora comprendere appieno qual’è il modo giusto per collaborare.
Però i segnali sono buoni, malgrado la crisi si comincia a comprendere che la rete e l’interazione ben fatta con il pubblico è un antidoto possibile.

Cosa consiglieresti ad una donna che vuole buttarsi in un’attività in proprio?

Ecco la parola giusta è proprio “buttarsi”, bisogna buttarsi nel senso di prendere il toro per le corna, soprattutto in questo periodo chi desidera tentare un lavoro autonomo trova un’opportunità ottima nel Regime dei Minimi che non è mai stato così vantaggioso.

Buttarsi però non vuol dire buttarsi allo sbaraglio, prima bisogna essere professionalmente e tecnicamente preparati, io penso al mio lavoro che sembra alla portata di tutti per chi lo guarda da fuori. In realtà bisogna avere tantissime competenze diverse e lavorare tanto tanto (e parlo di anni) per riuscire ad avvicinarsi ai compensi del lavoro subordinato, la crescita è lenta ma costante, il lavoro è tanto ma i lati positivi sono ideali per le donne con figli.

La mia speranza è che la situazione politica cambi presto in meglio e che si accorga di quante donne con talento vorrebbero mettersi in proprio ma sono frenate dalla paura di non farcela, è importante che si facciano delle leggi e delle agevolazioni per la microimprenditoria femminile, semplificando al massimo la burocrazia, noi donne ci meritiamo di essere protagoniste nel lavoro anche dopo la maternità, ma con i ritmi giusti!

Potete leggere tutte le interviste delle mamme imprenditrici.

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5 Comments

  1. Alessia 14 Mar 2013 at 10:32

    Grazie Cristiana 🙂

    Reply
  2. MICHELA PALATUCCI 14 Mar 2013 at 13:25

    Complimeti a Cristiana per l’intervista e ad Alessia per il successo del suo lavoro in proprio!
    Ciao
    Michela

    Reply
  3. Twins(bi)mamma 14 Mar 2013 at 14:02

    complimenti per l’attività e la molteplice versatilità nella vita!

    Reply
  4. Il Tondo e l Ovale - Event and Wedding 14 Mar 2013 at 16:39

    Scopro oggi questo blog.
    Bellissima testimonianza quella di Alessia.
    Anch’io sono una mamma imprenditrice da molti anni, le difficoltà sono molte, ma molte anche le soddisfazioni!
    Complimenti!

    Cristina

    Reply

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