Un sabato qualunque, un sabato italiano

Ho avuto un sabato come quelli che molte famiglie scelgono per sé ogni settimana.
La mattina l’ho passata tra lavatrici e cambi di lenzuola, tra golfini da lavare e aspirapolvere. Ogni tanto ci vuole, anche se più lo faccio e più capisco che non sono portata per i lavori domestici.
Poi al pomeriggio, spinta dalla speranza di poter finalmente ritirare il mio robot da cucina scelto tra i premi Esselunga, ho proposto alla Nonna un giro al supermercato. Era quasi un anno che non varcavo quella soglia, assuefatta alla spesa online e al gentilissimo signore che mi consegna le mie borse a casa.
E c’era, come prevedibile, l’inferno.
Intere famigliole con due o tre bambini che trascorrono le poche ore alla settimana dedicate alla famiglia in un supermercato, tra scatole di pelati e carrelli stracolmi, luci al neon e musichette invitanti.
Bambini che ovviamente piangevano, genitori che litigavano e nervosismo palpabile. Ho poi osservato con quanta rabbia le persone si aggirassero tra gli scaffali e la riversassero su chiunque si parasse davanti a loro.
Io l’ho presa con filosofia, dopo aver tatticamente lasciato a casa le bimbe con Il Maritino. Tanto chissà per quanto tempo non ci rimetterò piede.
Ma non capisco e non capirò mai chi ogni sabato costringe i bambini a questa tortura, chi, pur di non separare la famiglia, trascorre insieme del tempo di qualità pessima. Non sarebbe meglio dividersi, permettendo al papà di ritagliarsi del tempo esclusivo con i figli e alla mamma di fare la spesa con calma – o il contrario… -?

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2 Comments

  1. Marina 18 Mar 2012 at 16:10

    In effetti, di sabato o ci si lancia decisi nel supermercato al grido di “Sandokaaaan..!” oppure è facile essere sopraffatti da domande cosmico-esistenziali sul senso dell’esistenza umana.
    Noi abbiamo un bimbo particolarmente esagitato e da un bel po’ abbiamo rinunciato a portarlo con noi in giro per commissioni ecc. perchè si stufa subito e si stanca. Mio marito ed io nel fine settimana preferiamo alternarci con lui e ritagliarci un’oretta a testa per qualche piccola commissione o due passi con calma. Basta organizzarsi un po’, anche un’oretta di tranquillità può essere ossigeno per la mente (e l’armonia familiare).

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  2. Silvia 19 Mar 2012 at 12:47

    io personalmente detesto i grandi ipermercati (li detestavo anche quando non avevo figli…)
    da circa 6 mesi ho l’immensa fortuna di un supermercato di dimensioni “medie” (e per me corrette) proprio sotto casa (nel senso che potrei scendere in ciabatte….)
    devo dire che mi ha cambiato la vita. Spesa online per acqua minerale e detersivi, e spesa fresca quasi quotidiana (anche con i bimbi, tanto viste le dimensioni si entra e si esce in 10 minuti compresa la coda al banco del prosciutto)
    ogni tanto al sabato mio marito si fa un giro al mercato con uno alessandro o laura.
    l’ipermercato al sabato pomeriggio è effettivamente quanto di più vicino all’inferno dantesco offrano le nostre città!

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