Principesse, filtri magici e cavalli bianchi

Negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo rifiuto di tutto ciò che le generazioni precedenti alla nostra hanno costruito in materia di educazione e formazione dei bambini.
Oltre alla Barbie, capro espiatorio di anoressie che non si vogliono attribuire a responsabilità della famiglia, sono state prese di mira le fiabe. Causa, secondo i loro detrattori, di discriminazione.

Non vorrei apparire superficiale e semplicista nel dire che mi sembra esagerato e poco verosimile come intrepretazione. Ebbene, le nostre bambine diventano le donne di domani giorno dopo giorno, mettendo insieme tutti i tasselli della loro esperienza e degli insegnamenti che arrivano loro in primis da noi genitori e poi da tutte le persone coinvolte nella loro educazione. Anche gli stimoli esterni hanno un peso, ma bisogna, secondo me, considerarli nel loro insieme e non slegati l’uno dall’altro. Per assurdo, se una bambina vivesse nel mondo di Barbie 24 ore su 24, se la sua mamma fosse una Barbie in carne ed ossa, se il suo papà fosse Ken – oh, povero papà!!! – se si badasse sempre e solo all’esteriorità e alla bellezza, di sicuro crescerebbe con qualche trauma. Ma siccome tutto concorre all’educazione e alla crescita, allora lasciamo sognare queste future donne di domani… E se tra 20 anni il Principe Azzurro sarà un po’ più sgarrupato di quello di Cenerentola, o se si darà alla macchia, spero che saranno talmente cazzute da farne a meno e farsene una ragione!

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