La scelta della strada

La Fornero direbbe che sono choosy. Si, perché non mi accontento mai, sono sempre alla ricerca del meglio e rimetto in discussione me stessa e le mie scelte all’infinito.
Come sarebbe bello poter chiudere gli occhi e spegnere quella vocina che da lontano inizia a insinuare il dubbio. Come vorrei fare come tanti altri, che una volta intrapresa una strada ci si adattano, si accomodano al posto di guida e guardano solo più la strada davanti a loro.
Io no.

Io mi guardo intorno, controllo nello specchietto retrovisore, ad ogni incrocio rallento e rifletto se la strada migliore sia quella che ho davanti o se forse non sia il caso di provare la panoramica che ho alla mia destra.
E in alcuni casi faccio inversione di marcia e torno indietro, là dove sono partita e da lì mi dirigo verso una strada secondaria, poco battuta, piena di buche e senza il parapetto.

Sono così da sempre. Impulsiva e animale da un lato, alla costante ricerca della perfezione dall’altra.

E anche questa volta è successo. Convinta di fare la scelta migliore, due anni fa ho spinto in famiglia perché la bambina più grande iniziasse un percorso scolastico. Che ora, a soli due anni, ho messo in discussione. Di nuovo.
Sono cambiate molte cose in due anni, è vero. Il mio lavoro, la nostra visione della vita, l’esperienza con un asilo nido comunale che mi ha fatta ricredere su tutti i miei preconcetti sulle scuole statali.

E ora siamo da capo. Con Il Maritino che in cuor suo si chiede “ma perché non la pianta con tutte ‘ste seghe mentali?” e con me che provo percorsi, studio strategie e leggo di scuole elementari.

Questa decisione è più tosta delle altre. Già, perché la scuola in questione non è quella sotto casa – sarebbe troppo semplice – e ha una lista d’attesa chilometrica.

Ma anche questa volta ci voglio provare.

Non voglio lasciare che le strade mi si aprano a fianco senza sapere dove portino.

Voglio continuare a saper dire “mi sono sbagliata, ma ora rimedio”. E se non era un errore, almeno io le ho provate tutte!

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4 Comments

  1. Anonymous 14 Feb 2013 at 12:08

    Ricorda che sperimenti sulla pelle di tua figlia, sulle sue amicizie nascenti, sulla formazione dei suoi ricordi. Il materiale umano, come di certo sai, è delicato da trattare e i segni rimangono per sempre.
    Pensaci.

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  2. Silvia 14 Feb 2013 at 12:51

    non ho capito: parli della scelta della materna per la piccola? parli di scuola elementare… ma sofia deve fare ancora un anno di materna, no?
    comunque credo che alla fine queste sono “scelte” per modo di dire. tanto mica sai a priori come saranno le maestre, i compagni, come si troverà tua figlia (è chiaro che uno raccoglie indicazioni e “impressioni” su una scuola, ma finche non ci sei dentro tali restano)
    sarà che io sono più della scuola di pensiero “scelgo e poi vado per la strada presa” (a meno di seri problemi, ma devono essere seri davvero), ma alla fine penso che un genitore può fare alcune scelte ma non controllare tutto. è impossibile, e lo sarà sempre di più mano a mano che i bimbi crescono.
    poi la logistica non è che non conti, la vita è fatta di quotidianità, se ci devo mettere mezz’ora solo di spostamento per prenderli e portarli da scuola diminuisce la qualità della vita di tutti.
    questo per dirti.. in bocca al lupo per la tua scelta ^_^
    Silvia

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