La nanna secondo noi

Fortuna sfacciata o meno, non mi è dato saperlo. Due su due. Un record mondiale. Eh, sì, dormono entrambe da sempre. Non sto mentendo e non me ne sto vantando – beh, vantando un po’, si, dai concedetemelo! Ma è così, personelamente credo che l’abitudine al sonno sia una cosa che si apprende, che non è innata. Così come l’attitudine alla felicità. Certo che ci sono bambini più “portati” e altri meno. Forse questo elemento è l’incognita che fa cambiare il risultato e permette a certi genitori di dormire e ad altri di non farlo per 2-3 anni di fila.

Ecco, io sarei impazzita. E di sicuro non avrei 2 figlie. Se Sofia non avesse dormito, Cecilia sarebbe rimasta sulla sua nuvoletta ancora a lungo. La mancanza di sonno era il terrore più grande quando ero incinta.
Non che io abbia avuto tutta la strada spianata, anzi. Da subito mi sono imposta di dare – poche – regole e chiare. E di farle rispettare. Il primo spartiacque che le ho imposto è stata la distinzione tra la notte e il giorno. Non è stato facile all’inizio, ma entrambe si sono rassegnate all’idea che il giorno sia fatto per stare svegli e la notte per dormire. Ho lottato per farle riaddormentare nel lettino durante i risvegli notturni e ho passato ore ad allattare sul divano. Il Maritino ed io ci siamo alzati anche 20 volte in una notte per rimettere ciucci, sistemare copertine o cantare ninne nanne.
Ma ce l’abbiamo fatta. Le nostre bambine dormono tutta la notte, nella loro cameretta, senza bisogno della nostra presenza neanche per addormentarsi. Ah, dimenticavo, e nonostante non dormano con mamma e papà sono due bambine felici!

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1 Comment

  1. Marina 5 Feb 2012 at 17:41

    Se mio figlio avesse dormito meglio di notte la mia vita sarebbe stata molto diversa (anche sul fronte del lavoro). Ho fatto l’errore fondamentale di seguire un consiglio di una delle varie tate-fenomeno in tv: con le nostre migliori intenzioni, a due mesi e mezzo mio figlio ha iniziato a dormire nella sua cameretta, nell’ottica di abituarlo da subito al suo spazio. Temevo che, abituandolo diversamente, sarebbe stato poi difficile recuperare terreno e convincerlo a stare nella sua cameretta una volta cresciuto un po’. E’ stato invece un errore fondamentale, pensare che un neonato possa abituarsi all’assenza di contatto, di presenza, di calore per stare nella sua cameretta in un lettino troppo grande per lui.
    Con questo sistema mio figlio ha sempre vissuto molto male il momento di dormire (purtroppo ce ne siamo resi conto soltanto dopo molto tempo), ho passato notti in piedi per riaddormentarlo e giornate di lavoro stressantissime per l’assenza di sonno.

    Probabilmente le tue figlie, avendo poca differenza di età, si tengono anche molta compagnia e la notte per loro non è un problema.

    Con questo mi sento di dire: ogni mamma dovrebbe seguire il suo istinto e non quello delle “esperte”, una stanza vuota non è l’ideale per un neonato o per un bimbo di pochi anni.

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