Mi lamento spesso del fatto che le mie figlie si sentano principesse, si vestano da principesse, giochino alle principesse e chiamino il papà “il principe”.
Ma se penso a come giocavo io da bambina, tutti i miei dubbi sulla pericolosa genderizzazione del gioco svaniscono.
Io giocavo a Barbie, a nutrire, vestire, pulire il culetto alle bambole, alla mamma.
E il mio gioco preferito era trasformarmi in Magica Emy – ve la ricordate, quella del cartone “gira e sfera, sfera e gira, quel che vuoi si avvererà”. Emy era una Winx 30 anni prima delle Winx, era una ragazza che sprizzava femminilità da tutti i pori e io, per le mie trasformazioni, indossavo i tacchi della mamma e mi chiudevo in bagno per truccarmi.
Esattamente come fanno le mie bambine.
Poi c’era Gira la moda, anch’esso tutt’altro che neutro a livello di genderizzazione. Fucsia e lilla, permetteva di creare outfit, scegliendo e abbinando capi e texture.
E in ultimo le perline, passione pre-adolescenziale che non mi abbandona neanche ora. Ricordo i primi braccialetti venduti a 1.000 lire ad una mostra dei minerali in cui mio padre esponeva i pezzi di minerali che aveva raccolto in cava. Che soddisfazione vedere che qualcuno si fermava e comprava i gioiellini che io avevo fatto con le mie mani! Quella sensazione non mi ha mai abbandonata, è la stessa che mi accompagna oggi quando ricevo un ordine.
Tra qualche anno un Babbo Natale porterà le perline anche alle mie figlie, chissà che anche loro non si appassionino alla creazione dei bijoux?
Perché vi sto raccontando tutto questo? Perché La Città del sole sta realizzando un libro fotografico che narra le storie di tanti ex-bambini e del loro giocattolo preferito, o di quello che ha in qualche modo ispirato la loro vita futura. A questo scopo, ha creato il sito I giochi che non finiscono mai, su cui ognuno di noi può caricare il proprio ritratto con il gioco o giocattolo del cuore.
Un fotografo e uno scrittore, Emanuele Bastoni e Luca Carlucci, stanno facendo un viaggio attraverso l’Italia per incontrare e ascoltare la storia di tanti ex-bambini con il loro giocattolo preferito.
Per partecipare al progetto e raccontare la propria storia potete chiedere informazioni nei negozi Città del sole nelle località toccate dal viaggio, oppure collegarvi al sito www.igiochichenonfinisconomai.it, o caricare la vostra foto con il giocattolo preferito sul sito con un breve commento. Città del sole premierà le tre foto più belle caricate sul sito, inserendole in una sezione speciale del libro.
Il ricavato della vendita del libro libro “I giochi che non finiscono mai”, edito dalla casa editrice Alinari e distribuito da Città del Sole, sarà interamente devoluto alle comunità nomadi Kalbelia, in India, con cui ActionAid sta sviluppando un progetto per la scolarizzazione dei bambini.
Che aspettate a partecipare?
Quale era il vostro gioco preferito?
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che belle righe… e che bella iniziativa; un briciolo di malinconia, quella piacevole che mi piace raccontare ai miei turulli… vado a fare un giro sul sito 🙂
Ciao e benvenuta! Anche a me fa venire un po’ di malinconia pensare ai miei giochi di bambina…
ciao, guarda ho letto con piacere questo post:
1) io adoro Magica Magica Emy (avevo anche l’album ma m’è mancata una figurina per finirlo. ogni tanto ho ancora gli incubi…)
2) abito a Piacenza e proprio sulla strada che mi porta al nido del mio nano c’è il negozio La città del sole dove domani mattina andrò a chiedere di questa iniziativa.
Purtroppo non esistono foto in cui gioco con il pupazzo preferito ma vorrei partecipare in qualche modo. E ti ringrazio per aver messo in luce questo argomento.
🙂
Ciao Lafranci,
benvenuta e fammi sapere cosa ti hanno detto. Di sicuro troverete un modo per partecipare.