Obama, le elezioni USA 2012 e i nostri figli

Si è conclusa anche questa nottata elettorale, l’America ha confermato Obama per altri 4 anni.
Tanti cantano vittoria, tanti salgono sul carro del vincitore, tanti sembrano volersi trasferire in USA domani mattina.
Io no.

Premesso che se avesse vinto Romney sarebbe stato peggio – e questo è un dato di fatto – ma dire che io sia soddisfatta è un’altra cosa.

Ci avevo creduto, speravo che il primo Presidente afroamericano degli Stati Uniti sarebbe stato l’uomo del cambiamento, che il mondo grazie a lui sarebbe stato migliore. 4 anni fa ero emozionata guardando l’insediamento alla Casa Bianca, ero felice di assistere ad un cambio epocale alla guida di un Paese che aveva bisogno di ritrovarsi. Mi sentivo davanti alla Storia, pensavo che cinquant’anni dopo avrei potuto dire ai figli delle mie figlie “io c’ero”.

Poi il Nobel per la pace, a pochi mesi dall’elezione a Presidente, che è parso più un auspicio che un premio meritato.

Poi 4 anni di crisi economica, guerre, tentativi di mettere a punto il suo programma elettorale, rivisitazioni della riforma sanitaria che hanno portato a una legge diversa da quella che ci si aspettava durante la campagna elettorale, il debito pubblico salito alle stelle e molti altri tasselli che mi hanno fatto perdere l’entusiasmo per quest’uomo giovane e bello.

Già, giovane, bello, divertente, con una famiglia solida a fianco, una moglie con le palle e due figlie che si mostrano come ragazze perbene.

Il profilo della famiglia presidenziale perfetta, l’immagine del sogno americano, il ragazzo che ce l’ha fatta, con solidi principi e tanto lavoro.

Quest’immagine perfetta ha iniziato a sgretolarsi, la speranza che davvero stessimo preparando un mondo migliore per i nostri figli è andata in pezzi. E mi son rimasti in mano i cocci.

Così ho affrontato le elezioni 2012 in USA, non avendo più fiducia in un uomo in cui avevo creduto, a cui mi ero appesa.

Il discorso della vittoria fa venire le lacrime agli occhi, dovremmo ascoltarlo ogni mattina appena alzati per averne la carica giusta per affrontare la giornata. MA E’ UN DISCORSO. Tante belle parole preparate da chissà chi per caricare gli animi demoralizzati. La famiglia ancora una volta compatta, baci in tv, abbracci su Instagram.

E poi? Cosa ci aspetterà nei prossimi 4 anni? Spero di ricredermi, di poter scrivere tra due anni un nuovo post in cui vi spiego perché ho nuovamente cambiato idea su Obama.

Me lo auguro di cuore, per me stessa e per il Mondo.

Ma oggi come mi sento? Così:

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6 Comments

  1. lucyinvacanzadaunavita 7 Nov 2012 at 10:38

    sono d’accordo con te. con la differenza che neanche 4 anni fa avevo pensato a lui come l’uomo sul quale fondare ogni speranza in un cambiamento. starò diventando cinica, ma i salvatori della patria mi sanno di fregatura. Meglio fondare la propria speranza su qualcosa d’altro… ciao!!!

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  2. Figliadelladepressione 7 Nov 2012 at 11:19

    Anch’io condivido il tuo stesso stato d’animo. In Italia non possiamo fidarci di nessuno (i fatti lo dimmostrano)…magari uno come Obama avrebbe fatto al caso nostro ma anche no.
    La sua rielezione rappresenta un ulteriore possibilità di cambiamento che quest’uomo dall’immagine apparentemente perfetta può attuare attraverso il suo mandato.

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  3. Andrea 7 Nov 2012 at 13:20

    Ciao, alla fine del primo mandato è sempre difficile giudicare l’operato di un Presidente o di una coalizione perché subentra alla gestione precedente che puntualmente ha lasciato disastri e buchi spaventosi (abbiamo moltissimi esempi in casa nostra). Nella campagna elettorale per la rielezione si gioca tutto sul fatto che sono stati fatti grossi sacrifici e che il meglio deve ancora venire o meglio i risultati/benefici si vedranno nel secondo mandato…Diciamo che i democratici si giocano gran parte della credibilità nei prossimi 4 anni. Probabilmente la crescita che tutti si aspettano arriverà nei prossimi anni e forse ne usciranno vincenti. Mi auguro che il secondo mandato di Obama sia la fotocopia di quello di Clinton, noi non possiamo fare altro che guardare e sperare…

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  4. Anonymous 8 Nov 2012 at 11:48

    Si chiama Barak Obama e non mago Merlino. Noi in Italia abbiamo avuto un imbonitore da strapazzo che ha promesso per quasi 20 anni quello che non ha mai mantenuto e non era nemmeno giovane, bello e con una famiglia sana. Governare in pratica il mondo non credo sia un esercizio facile, conservare il consenso in un periodo come questo praticamente era impossibile ma Obama ci è riuscito.
    Certo, se contavi sulla costruzione di un rifugio antiatomico in Sardegna con Romney avresti avuto maggiori opportunità di farlo ma ognuno di noi, per sè e per i suoi figli, auspica ciò che ritiene il meglio e questo evidentemente non è lo stesso per tutti.

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  5. Cento per cento Mamma 8 Nov 2012 at 11:56

    Sono felice che queste mie riflessioni abbiano generato altri vostri pensieri su questo tema.

    @Marina non posso che essere d’accordo con te
    @Figliadelladepressione spero con tutta me stessa di ricredermi
    @Andrea noi speriamo e continuiamo ad amare gli USA 😉
    @Anonimo, se avessi letto l’articolo sapresti che ero del tutto contraria all’elezione di Romney – e le battutine di spirito sulla Sardegna sono sgraditissime!

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