Lettera alla me stessa che sta iscrivendo la figlia al liceo

Cara Cristiana, che tenerezza!

All’improvviso sei lì, a guardarla e cercare di tradurre le mezze risposte, i sorrisi e gli sbuffi in aspettative, sogni, obiettivi. Vuoi sostenerla, quella tredicenne così goffa e insicura, in cui puoi scorgere il profilo della donna che sarà.
Ti chiedi come sia arrivato questo momento, come sia possibile che siamo già a scegliere il liceo, il luogo in cui anche tu – così pochi anni fa! – sei sbocciata.

Non era ieri che
“mamma, mamma, giochiamo che tu eri la signora che veniva nel mio ristorante?”?
Non era ieri che le toglievi un bracciolo per volta, mentre ora già parla di quando sarà istruttrice di immersioni?
Non era ieri che
“io sono Anna, Cicijia è Elsa, viviamo a Disneyland” mentre oggi ti sta raccontando di quando vivrà a Parigi?

A pochi giorni dalla chiusura delle iscrizioni, lei ha deciso di sparigliare le carte, di puntare sulla scuola che avevamo scartato. A pochi giorni dalla chiusura delle iscrizioni, ti trovi a fissare incontri, prendere informazioni, cercare di farle chiarire le idee.

Nessun obiettivo, solo che faccia la scelta che desidera fare, nessun rimpianto, nessun “ci avrei almeno potuto provare, se solo mi aveste lasciata”.

È strano come una decisionista e un’accentratrice come te, quando si tratta delle sue figlie si faccia piccola piccola, lanci un assist a loro e lasci che il gol lo facciano da sole. Finalmente sei diventata adulta, Cri?

E però sei anche quella che ostenta sicurezza e poi passa la notte insonne a chiedersi se sia la scelta giusta, se sia la strada per lei, se hai fatto tutto ciò che potevi per accompagnarla nel migliore dei modi. Forse ancora tanto adulta non sei, o forse è così che sarai adulta, per sempre…

L’hai vista accendersi, durante quel colloquio ottenuto al volo con quella scuola che sembrava proprio non fare per lei, fino a un attimo prima. Hai visto tutto lo scazzo, mood dei suoi tredici anni, svanire all’improvviso. È stato un lampo, un click di pochi minuti.

E anche stavolta, ti sei buttata a capofitto, perché il tuo sesto senso ti ha detto di lasciarle seguire il cuore. E se sarà la scelta sbagliata, avrete imparato qualcosa, tu e lei, sarete cresciute ancora un pochino, come avete fatto negli ultimi 13 anni, un giorno alla volta.

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