La crisi secondo una mamma e un nonno

Crescere dei bambini durante la crisi che ha colpito il nostro sistema economico, essere genitori quando tutte le certezze con cui siamo cresciuti vacillano, è difficile.
Io questa crisi la sto vivendo in modo amplificato, proprio perché ho deciso di cambiar vita mentre tutti ripetono di tenersi ciò che si ha senza essere troppo choosy.
E, vista la mia indole ottimistica, da questa situazione, dopo un primo spaesamento, sto traendo spunti di riflessione interessanti. Qui sta crollando tutto. Le certezze di generazioni cresciute nel benessere – e nel consumismo più sfrenato – si sono sgretolate nel giro di pochi anni. Le lotte sindacali degli anni Settanta sono state spazzate via dall’esigenza di lavorare a qualunque costo, non importa in che condizioni. L’avere prima dell’essere non esiste più.

Un cambio di rotta drastico e velocissimo che ha sconquassato tutto quello che ci avevano insegnato, che ha cambiato l’orizzonte per noi che certe cose ormai le davamo per scontate.
I nuovi scenari che si stanno aprendo sono secondo me molto interessanti: questo periodo di crisi ci ha fatto cambiare la testa e il modo di vedere il mondo. Ci sta facendo crescere ed evolvere. Ci sta dando la possibilità di uscire dalla nostra zona di comfort e misurarci con una realtà “altra” che non conoscevamo. E a livello personale e lavorativo da una situazione come quella che stiamo vivendo non possiamo che tirare fuori il meglio di noi stessi e delle nostre idee. E perché no, mettere tutto se stesso in un sogno che abbiamo da tempo. Già, quando ciò che si ha da perdere diminuisce drasticamente, è più facile rimettersi in gioco!

Mi rendo conto che per la generazione dei nostri genitori sia molto più difficile accettare di dover ridurre il proprio tenore di vita, conquistato in una vita di lavoro. Loro sono cresciuti con il boom economico, hanno avuto tutto dalla vita e i sacrifici gli sono serviti per costruire qualcosa. Oggi i sacrifici vengono richiesti per sopravvivere.
Mi sono accorta della percezione completamente diversa dalla mia che ha mio papà da molte discussioni che abbiamo avuto nei mesi scorsi sulla crisi. Come sapete, mio papà è scrittore e poeta e parla così della crisi:

Non vorrei



Non vorrei mai vedere
un bambino piangere.

Non vorrei mai vedere
un uomo che fruga nell’immondizia.

Non vorrei mai vedere
una mano tesa che si ritrae con un niente.

Non vorrei mai vedere
un uomo che muore solo.

Non vorrei mai vedere
due occhi imploranti guardare una vetrina.

Non vorrei mai vedere
qualcuno che odia perché non può avere.

Non vorrei mai vedere
i malati affastellati in cortili senza speranza.

Vorrei che fosse un mondo d’amore,
un alveare ronzante di api operose.

Enrico Calilli

0
(Visited 21 times, 1 visits today)

5 Comments

  1. Un fiore di Crilà 20 Giu 2013 at 14:47

    E’ vero la crisi ci rimette in gioco, e forse noi riusciamo a cambiare il modo di vedere e cerchiamo di adattarci alla nuova realtà. I nostri genitori no, con sua poesia tuo papà è riuscito a trasmettermi tutta la malinconia che prova chi ha lavorato una vita e si ritrova con poco se non pochissimo. Adesso a noi mamme, però, tocca un compito ancora più difficile che è quello di far capire ai nostri figli preadolescenti che non è possibile avere tutto è soprattutto non lo si può avere subito e che talvolta dobbiamo fare delle scelte, come rinunciare al nuovo telefonino e accantonare i soldi per l’università. Bacioni Cristina

    Reply
  2. Twinsbimamma Barbara 20 Giu 2013 at 16:33

    che bella poesia complimenti al nonno…questo periodi sono difficili x tutti…tranne che per i nostri politici naturalmente…

    Reply
  3. Mamma Avvocato 20 Giu 2013 at 17:24

    In parte condivido il tuo pensiero. Non dimentichiamo però, che se per alcuni di noi si tratta di rinunciare ad un telefonino, una vacanza al mare , a cambiare l’auto o comprare vestiti nuovi, per altri si tratta di non avere neanche soldi per comprare il cibo e pagare il riscaldamento. Per alcuni significa perdere, insieme al lavoro, la dignita.Per il loro, il lato positivo della crisi non c’è ed è inutile fingere.

    Reply
  4. Cristiana Calilli 20 Giu 2013 at 17:32

    @Un fiore di Crilà, spesso mi capita di pensare che sono fortunata ad avere bambine ancora troppo piccole per chiedere spiegazioni. Deve essere difficilissimo avere a che fare con un adolescente oggi.

    @Barbara, grazie!

    @MammaAvvocato, concordo con te sui due piani della crisi. Ci sono molti casi di persone che, perso il lavoro, sono riusciti a farsi venire un’idea, hanno avuto le capacità per rimettersi in gioco e ce la stanno facendo. Il mio post vuole essere un inno proprio a loro!

    Reply
  5. Il Tondo e l Ovale - Event and Wedding 21 Giu 2013 at 09:54

    Come non condividere ciò che dici.
    Sono una libera professionista da anni e in questo ultimo periodo ho ampliato la mia attività non ai soli eventi aziendali anche a quelli privati. Ho deciso di investire ore del mio lavoro, e non risorse perchè non ce ne sono, per trovare altre opportunità, per ampliare il lavoro.
    Mi ha fatto molto piacere leggere quanto hai scritto.
    Complimenti!!!

    Reply

Leave A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.