Bambini ed emozioni: istruzioni per l’uso

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Iniziamo la settimana parlando di bambini ed emozioni. L’educazione emotiva delle mie figlie è proprio quello che nessuno ci ha insegnato. Penso che siamo la prima generazione di genitori a preoccuparsi dell’emotività dei propri figli e che crescere delle persone che sanno riconoscere e affrontare le emozioni sia un passo fondamentale per rendere migliore il nostro mondo.

Mi sento del tutto impreparata, come mamma, sotto questo punto di vista, così ho chiesto a Giulia Spertino, psicoterapeuta, di raccontarmi qualcosa di più su bambini ed emozioni.

 

Per noi genitori uno degli aspetti più complessi è l’ambito che riguarda le emozioni. Come si possono guidare i bambini in questo campo?
I bambini cominciano ad apprendere il linguaggio delle emozioni fin dai primissimi giorni di vita, poiché ognuno di noi nasce con la capacità innata di vivere esperienze emotive e sensoriali. È però fondamentale un ambiente “facilitante” in grado di stimolarle e significarle. Proviamo a spiegarci meglio: i nostri bambini e la loro predisposizione emotiva sono come un giardino, esso nasce fertile di per sé, ma le mamme e i papà, come degli esperti giardinieri, devono seminare, annaffiare e curare il terreno affinché da questo nascano fiori profumati e alberi rigogliosi. Per rispondere alla tua domanda, possiamo sostenere con fermezza che i genitori, per coltivare il “giardino emotivo” dei loro figli, debbano in primo luogo guidarli nel riconoscere e nel dare un nome a tutte le emozioni che essi provano. Dedicate, quindi, ai vostri figli un ascolto partecipato ed empatico, aiutateli a convalidare le loro emozioni suggerendo le parole per definirle. Questo permetterà loro di comprendere e riconoscere non solo le proprie emozioni, ma anche quelle delle altre persone e ciò sta alla base del rispetto e dell’accettazione dell’Altro.

 

Riconoscere le emozioni e saper loro dare un nome: quanto è importante per far crescere dei futuri adulti felici?
Riconoscere e nominare le emozioni è fondamentale per uno sviluppo armonico e sereno. Più un bambino è piccolo e meno è in grado di dare un nome a quello che sta provando e questo crea in lui un disagio. Anche a noi adulti capitano dei momenti in cui non sappiamo bene come ci sentiamo, cosa stiamo provando. Probabilmente in quei momenti ci sentiamo confusi, un po’ disorientati e non tanto sicuri di noi stessi. Figuriamoci quindi come si possano sentire i nostri figli.
Il genitore che aiuta il suo bambino ad apprendere il linguaggio delle emozioni, lo aiuta al tempo stesso a sviluppare l’autostima e la fiducia in se stesso nel corso della sua crescita. Uno dei regali più grandi che le mamme e i papà possono fare ai loro figli è quello di fornirgli una “base sicura”: ciò permetterà loro di diventare degli adulti in grado di manifestare al meglio la loro personalità, di agire e non solo di reagire e di coltivare e mantenere relazioni affettive sane e durature.

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Cosa ne pensate di Inside Out? Può essere d’aiuto la rappresentazione delle emozioni che fa?
Inside Out è un film che tutti i genitori (e gli “addetti ai lavori” con i bambini) dovrebbero vedere! Il modo in cui le emozioni vengono rappresentate è utile, comprensibile e molto accurato.
L’insegnamento più grande di questo film è che tutte le emozioni dei nostri figli hanno “diritto di cittadinanza”, anche quelle che comunemente vengono definite “negative”, come la tristezza, la rabbia e la paura. Inside Out ci insegna che tutte le emozioni che proviamo hanno la loro utilità. Uno dei desideri più grandi per un genitore è che i propri figli crescano felici, immuni da ogni forma di dolore e di sofferenza. Certo, come dar loro torto. Tuttavia, come si vede bene nel film, Tristezza non è solo disperazione, ma anche nostalgia, nel senso di mancanza di un legame forte ed indissolubile come quello che lega genitori e figli. È importantissimo che i bambini, a mano a mano che crescono, amplino il vocabolario del linguaggio delle emozioni e questo vocabolario deve comprendere tutte le emozioni anche quelle “negative”. Compito dei genitori è quello di sostenere i propri figli nella fatica di provarle senza giudicarle, banalizzarle o lasciandosene spaventare. Ciò permetterà ai loro bambini di diventare degli adulti che non si lasciano costantemente sopraffare dai sentimenti, ma che sono forti delle e nelle loro emozioni.

 

In cosa consiste il vostro approccio e perché secondo voi una mamma dovrebbe iscrivere il proprio bambino ai vostri corsi?
Noi, in qualità di psicologhe e psicoterapeute, sosteniamo fortemente che per i bambini il gioco sia un aspetto imprescindibile dell’apprendimento e che l’apprendimento sia facilitato quando avviene in un contesto ludico. I nostri laboratori, “Le domeniche delle emozioni” e “Il corpo racconta”, hanno come obiettivo quello di accompagnare i bambini in età scolare alla scoperta delle emozioni attraverso il piacere di esprimersi, creare e sperimentare in un’atmosfera, appunto, di gioco e divertimento.

In particolare, nel laboratorio “Le domeniche delle emozioni” dedicheremo una domenica al mese – a partire dal 15 di novembre – rispettivamente a Gioia, Rabbia, Tristezza, Paura e Disgusto in cui i bambini e i loro genitori, quest’ultimi in qualità di spettatori partecipanti, potranno esprimere attraverso il disegno, il racconto, il mimo e il gioco tutte queste emozioni. Inoltre, dato il legame indissolubile tra le emozioni e il nostro corpo, nel laboratorio “Il corpo racconta”, che inizierà a novembre e continuerà fino a maggio, dedicheremo un appuntamento settimanale in cui offriremo ai bambini uno spazio in cui poter esplorare, riconoscere e modulare le emozioni proprie e altrui attraverso l’espressività corporea. Il corpo verrà utilizzato come strumento per raccontare e raccontarsi in uno spazio sicuro e protetto per il bambino, all’insegna del gioco e del divertimento.

 

Lunedì 26 ottobre 2015: presentazione gratuita rivolta ai bambini e ai loro genitori. Tutti i laboratori si terranno a Torino, presso l’Associazione YOGAndo Studio che dal 2007 si occupa di promozione del benessere psico-fisico. Potete seguirle anche sulla pagina Facebook YOGando.

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