Visite in ospedale dopo il parto: il bon ton

Una mamma che ha appena partorito non è al massimo delle sue forze. E di solito deve subire l’orda di parenti e amici che vanno a trovarla in ospedale per conoscere il neonato. Di sicuro alcune visite sono gradite, ma altre la neomamma se le eviterebbe volentieri, se solo potesse. Raccogliamo alcuni consigli per recare poco disturbo alla mamma, al bambino e agli altri degenti durante le visite in ospedale.


Ho “intervistato” le mamme della community di CentopercentoMamma su Facebook ed ecco i suggerimenti che ne sono venuti fuori:

Chiedere permesso

Prima di precipitarsi in ospedale perché la prozia di secondo grado ci ha avvisati che il bambino è nato informiamoci se la coppia di genitori gradisce visite e se il momento che avremmo scelto è un buon momento. Valentina ci ha raccontato su Facebook di aver chiesto ad amici e parenti di aspettare il rientro a casa.

Lasciare a casa i bambini

In molti ospedali, nonostante in teoria ci sia un regolamento che lo vieta, i bambini sono ammessi nei reparti di ostetricia. Il fatto che sia vietato già dovrebbe bastare a farci capire che non è il luogo adatto per un bambino, ma visto che siamo italiani e le regole non ci piacciono, i reparti pullulano di bambini. Ci sono delle motivazioni precise a questo divieto:

  • i bambini si ammalano più spesso degli adulti e potrebbero essere in un periodo di incubazione di una malattia (magari esantematica) che potrebbe rappresentare un rischio per i neonati ricoverati;
  • è vero che andrebbero educati i genitori, ma in molti casi i bambini vengono lasciati correre e urlare per i corridoi, disturbando il riposo dei piccoli e delle loro mamme; considerate che nei reparti ci sono anche mamme in travaglio, che non gradiscono la confusione.

“Sicuramente non portare bimbi più grandi (magari che tossiscono e starnutiscono in faccia al neonato)” Silvia.

Non stare troppo tempo

Passare troppo tempo in ospedale aumenta il rischio di sovraffollamento. Se vediamo che ci sono troppe persone a trovare la mamma, salutiamo, offriamo il nostro regalino, stiamo qualche minuto e andiamo via. Ci saranno altre occasioni per conoscere più da vicino il bambino.

Cosa regalare?

Evitiamo i fiori (sui fiori in ospedale potete leggere un post dedicato) e i regali ingombranti. Un piccolo pensiero per il bambino può andare bene. Anche se l’ideale è chiedere ai futuri genitori se desiderano qualcosa in particolare o se hanno fatto una lista: in questo modo eviteremo di regalare la seicentesima tutina taglia 1 mese! Per le taglie, se optiamo per l’abbigliamento, tenetevi larghi. Di solito i neonati ricevono molti vestiti per i primi mesi, per poi avere un calo verso i 6 mesi. Se acquistiamo qualcosa di grande, teniamo conto della stagione che cambierà.
Non dimentichiamoci della mamma, portando a lei un dolce pensiero o un regalo per se stessa.
E il bigliettino? “Nei biglietti rigorosamente le congratulazioni ad entrambi i genitori”, non escludiamo i papà, come ci ricorda Cristiana.

Rispettare i genitori, il neonato e gli altri degenti

I bambini appena nati non si prendono in braccio! Mi è capitato in più occasioni di vedere lotte all’accaparramento del bebè tra parenti alla lontana. Gli unici che, secondo me, possono prendere in braccio il bimbo sono i nonni. Anche loro dovrebbero evitare di portare il bambino fuori dalla stanza o lontano dalla sua mamma. Pensiamo sempre che le mamme hanno appena partorito i neonati, che fino a quel momento vivevano dentro di loro. Concediamo loro di avere un distacco graduale, giorno per giorno.
Per stare a chiacchierare con parenti e amici nel corridoio, magari ridendo e parlando a voce alta, possiamo anche spostarci e andare al bar dell’ospedale. Come dicevo sopra, una visita di 10 minuti è più che sufficiente. Ho visto intere schiere di parenti entrare in stanza, salutare e stazionare nel corridoio per i successivi 40 minuti.

Non è un obbligo!

Infine, ricordiamoci che non sta scritto da nessuna parte che andare in ospedale appena un bambino è nato è obbligatorio. Se decideremo di far visita in un secondo momento alla mamma, probabilmente lei ce ne sarà grata, soprattutto se il nostro rapporto non è così stretto.

Perché questo post?

Perché a me ha dato fastidio che arrivassero in ospedale, a nemmeno 24 ore dal cesareo, persone che avevo visto l’ultima volta al mio matrimonio 18 mesi prima.

Perché a me ha dato fastidio sentire le urla dei bambini che correvano nel corridoio.
Perché io ho avuto paura delle malattie infettive per la mia bambina.
Perché io avrei preferito poter avere accanto solo le persone a cui voglio bene in quel momento.

Ognuno di noi è diverso, ma proprio per questo cerchiamo di rispettare gli altri e non passare sopra tutto in nome di un’usanza che si tramanda da 50 anni!

Cristiana

Innamorata della vita, entusiasta per natura, ottimista fino al midollo e testarda come un mulo. Sono io. Blogger per scelta e per amore.

3 Comments
  1. ricordo ancora come un incubo la visita a due giorni dal cesareo di un’amica chiacchierona… mi sentivo sfinita ma che fare di fronte alla cordialità e gentilezza? In quel caso l’ho presa con filosofia, un po’ meno i baci sul nasino di mio figlio neonato da parte di una parente: non sono fanatica dell’igiene ma lì mi stava venendo un travaso di bile.

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