Un Natale da grinch

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Mai ci avrei creduto. Io, che da ragazzina ero soprannominata dalle mie amiche “sole, cuore, amore”, sto diventando cinica. Non me ne capacito. Ma sta succedendo. Questo Natale proprio non mi tocca, mi sta sfiorando solo da lontano, di sguincio, provocandomi tra l’altro il fastidio di dover cercare regali all’ultimo momento perché io, se non ho voglia di fare qualcosa, procrastino all’infinito, finché quello che devo fare non diventa super-urgente.

Le luci d’artista accese da fine ottobre, una temperatura che pare di essere a ottobre, certo tutto questo non aiuta a rendere magica l’atmosfera natalizia.

Ma il vero crack è avvenuto dentro di me. Incombenze e appuntamenti del mese di dicembre, che fino all’anno scorso erano una dolce parentesi nel tran tran quotidiano, mi stanno pesando come macigni. Fai gli auguri, compra i regali, chiudi lavori e fatturazioni. “Ah, se non ci vediamo prima, buon Natale!” Mamma mia che nervoso! Non possiamo addormentarci stasera e svegliarci il 27, vero? Non posso credere di averlo scritto io, a 3 giorni da Natale. E invece l’ho fatto. Me ne farò una ragione, quest’anno è così.

E a poco serve, purtroppo, vivere con due bimbe che non stanno più nella pelle. Natale quest’anno è loro e per loro. Non riesco proprio a mettermi in uno stato di predisposizione mentale nei confronti delle feste, c’aggiafà.

Ho ancora la speranza che lo spirito natalizio mi pervada tra il 23 e il 24 dicembre. Oppure vorrà dire che mi attaccherò al prosecco dell’aperitivo :-).

Insomma, una soluzione la trovo anche questa volta. E poi, grinch, tranquilli, che tra qualche giorno è tutto finito!

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