Sulla separazione e su ciò che spesso ignorate

Separazione e Divorzio

Nell’ultimo periodo vivo circondato da persone che hanno “finalmente” deciso di dare una svolta alla propria vita. Io amo le persone propositive e con slanci di entusiasmo spumeggiante.

Grandi entusiasmi per l’improvvisa e illuminante presa di coscienza. Una grossa illuminazione o un abbaglio? La chiamata del Signore o di un Call-Center?

Beati gli invitati alla tavola del Signore, diceva uno. Beati quelli che hanno delle certezze così solide, quelli che hanno una risposta a tutto, quelli che prima di aprire l’uovo pasquale sanno già quale sarà la sorpresa.

Beati, vi dico, guardando al cielo!

All’alba dei quaranta (qualcuno prima, qualcuno dopo), con partner e figli a carico, molti si svegliano la mattina e con la certezza inconfutabile del leone affamato che inizia a correre (solo perché lo dice il proverbio), decidono di formattare la propria vita e separarsi.

Premesso che non sono contro la separazione/divorzio e che la mia analisi non vuole esaminare il mio caso specifico, vorrei comunque chiarire alcuni aspetti che le persone sottovalutano. Quei particolari che fanno sgranare gli occhi a quelle persone che spesso mi dicono “ma dai, su, sei tornato fidanzatino!” oppure “beato te che sei tornato a quando avevamo 20 anni” oppure “Certo che ti ha fatto un gran bel favore!”

Dettagli così piccoli ed insignificanti da passare spesso in secondo piano ma che, altrettanto spesso, finiscono per distruggere l’esistenza delle persone stesse, con l’identica semplicità e leggerezza con la quale quelle persone hanno pensato che la separazione fosse la panacea di tutti i mali.

Facendo un’analisi abbastanza generalista, senza entrare nel merito di ogni singolo caso di separazione, ritengo con quasi assoluta certezza che se non fai parte delle categorie che sto per indicarti, forse è meglio che la tua euforia venga spesa in altre direzioni, o meglio separati con coscienza:

  1. Sei molto ricco e hai molte case, oppure uno o l’altro.
  2. Te ne strafotti dei tuoi figli, tanto c’è il partner.
  3. Fai un lavoro che ti impegna 2 ore lavorative al giorno.

Ecco, se fai parte delle tre categorie sei assolutamente a cavallo. In caso contrario…

  • Separazione significa raddoppio dei costi, un dettaglio che spesso non viene preso in considerazione:

Due bollette luce, due bollette acqua, due bollette gas, forse un mutuo cointestato e una casa da prendere in affitto. Capirete facilmente, voi che di matematica ne masticate dall’alba al tramonto che se nella coppia lavorano entrambi, con due stipendi e il dimezzamento delle spese, si vive abbastanza bene. In caso contrario non vi basterà la banca Nazionale Sangue.

  • Separazione significa stare lontani e voler vedere i propri figli:

Nell’era della tecnologia potrebbe bastarvi un semplice video o delle fotografie. Magari a voi ma non a vostri figli o viceversa.

Quando il giudice chiede come vi organizzerete con i minori, la risposta è spesso “a giorni alterni”.

È abbastanza evidente che se non siete voi il coniuge affidatario o per qualche motivo avete trovato una nuova alcova lontana dalla casa dei figliuoli, il dispendio mensile di carburante sarà pari a quello di ogni missione dello Shuttle spedito sulla Luna. (in Sardegna anche 35 km è “lontano”, se vivete a Roma, Milano o Torino anche solo l’idea di andare dall’altra parte della città significa organizzare i viveri per il lungo viaggio)

  • Separazione significa vita sregolata:

Non siate troppo felici, sregolata non significa “sesso, alcool, rave-party e depilazione definitiva dei peli sulla lingua”

Se la separazione, voluta o indotta, ha il suo periodo di devastazione iniziale, è altrettanto vero che poi rabbia o entusiasmo (dipende da quale parte stai) iniziano a scemare. Come sempre accade con gli uomini e con gli animali, ci si inizia ad adattare alla nuova realtà; si mette su un nuovo nucleo familiare (qualcuno lo fa prima di separarsi, qualcuno lo fa dopo) e si cerca di ricominciare. Quel ricominciare, se non fai parte di quelli del gruppo 2 e 3, è un arrancare inseguendo qualcosa.

In settimana a giorni alterni vai dai tuoi bambini; altrettanto dicasi per i WE: sabato con te, domenica con me oppure sabato con me, domenica con te.

Insomma, se non fai parte di quelli del punto due e tre, capisci che la tua vita è diventata improvvisamente un correre a giorni alterni dai tuoi figli, rincorrere a giorni alterni gli impegni procrastinati al “prima o poi”, vivere a giorni alterni la tua nuova relazione. Insomma, una vita spesa a percorrere a giorni alterni chilometri e chilometri la propria vita. (Casa nuova, lavoro, casa bambini, casa nuova in loop).

Devi aggiungere il lavoro, gli affetti vecchi e nuovi, una probabile nuova vita sentimentale. Tutto questo correre ed inseguire, se rinunci al sonno sarà costretto in sole 24 ore. Se avrai l’ardire di voler riposare avrai solo 18 ore di tempo per fare tutto, ogni santo santissimo giorno.

La vita vecchia, quella insoddisfacente, triste, frustrante ma comunque quadrata, delineata e comoda all’interno delle fantastiche e lineari parentesi quadre, quella vita comoda dove per comodo intendo la poltrona di casa che ha la forma del vostro chiappone, per ovvie ragioni non esisterà più.

Distrutta, andata, svampata, strappata, calpestata, macinata, rullata… aggiungete voi.

La separazione rispecchia uno dei principali problemi giuridici e sociali dell’Italia: l’incertezza della pena. Tu non sai a quale condanna sarai sottoposto, non lo sai proprio, lo ignori completamente.

I tempi in cui tornavi a casa in panciolle e il tuo partner di dava la tanto agognata tregua non esisteranno più. I tempi in cui ti sbracavi in poltrona a guardare la TV pensando che tanto il giorno dopo avresti avuto il tempo di fare quel famoso qualcosa che facilmente rinviavi al domani, non ci sarà più.

Non parlo della mia vita specifica, le mie conclusioni e come si è evoluta e sviluppata la mia vita è sempre e comunque storia a sè. Ognuno di noi poi è una storia differente.

Ci tenevo ad esprimermi alla luce di una miriade di piccoli casi in cui alcune persone mi hanno parlato della separazione come una cosa che tutti dovrebbero provare.

Vi dico, dunque, separatevi, divorziate e siate felici. Fatelo, ma con coscienza, prendendo atto delle vostre scelte, dirette o indirette, volute o indotte.

Prenderne atto non significa decidere di restare assieme senza se e senza ma. Prenderne atto significa, forse, fare le giuste valutazioni prima del matrimonio e farne di giustissime in fase di separazione, senza distruggere la vostra vita o quella del vostro partner.

E se pensate che ci possa essere un barlume di speranza, per la vostra vita o la coppia, lottate.

Quindi, dall’alto della mia vita incasinata ma felice, vi dico nuovamente: fatelo prendendo coscienza che tutta la vostra vita futura subirà dei cambiamenti che vi porterete dietro fino alla pensione.

Però ho sentito dire che l’età di pensionamento verrà spostata a 83 anni. Pensa te che culo che avete!

Massimiliano

 

Massimiliano

Sono Massimiliano Di Nicolantonio ma mi conoscete come Max Dejavù. Sono un poco scrittore e un poco blogger. Un po' tecnico e un molto padre. Sono un po' potamo e un po' troppo tutto il resto. Scrivo, disegno, presento e racconto.

2 Comments
  1. Purtroppo è tutto vero. Si vive a giorni alterni. Diventano due mezze vite affannose e affaticate. Poi si vive in solitudine e ti fa compagnia solo la nostalgia. Sia che tu sia l’artefice o la vittima, si perde (qualcosa) sempre.

    1. Sì, purtroppo sì. Tutto quello che cerchi di ricostruire appare come un cavallo zoppo: manca la serenità, il tempo e la freschezza.

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