smALLhome, abitare nelle famiglie a geometria variabile.

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Sono stato contattato, qualche tempo fa, dalla meravigliosa Raethia Corsini, Responsabile della Comunicazione e Media dell’associazione #smALLfamilies. Mi chiese se fossi disposto a scrivere un pezzo per loro. Un pezzo sulle famiglie a geometria variabile. Tema la casa, che detta così sembra il titolo di un film horror. A geometria variabile è qualsiasi famiglia il cui nucleo, per i più disparati motivi (separazioni, divorzi, lutti, lavoro) non può organizzare la propria vita nel modo più classico, comune e tradizionale del termine.

Nessuna condizione, nessun limite, nessuna censura. Voleva che scrivessi con tutta la libertà possibile, un racconto che avesse come nucleo la mia “famiglia”, i miei bambini. Me.

Dopo il mio primo romanzo, “All’ombra del nocciolo”, mi sono ritrovato a dover argomentare nuovamente su un tema molto toccante, molto personale. Non è stato così facile. Le brutte emozioni sono come il panettone del Natale 2013. Lo avete là, in alto nella dispensa. Tutti sanno che c’è ma tutti temono di doverlo aprire per consumarlo. Poi arriva la nonna a Pasqua del 2015 e chiede “ma non avete qualcosa di dolce?” e la mamma, #taccisua, tira fuori il panettone stantio, pieno di quei maledetti canditi e uvette che ti si incastrano tra i denti e ti graffiano la trachea quando scendono.

E così ho scritto, ho pensato, riflettuto, guardando la foto dei miei piccini.

Vi anticipo che non troverete alcuno scoop, nessuno J’accuse nei confronti di qualcuno. Nulla che possa far pensare che io scarichi o mi faccia carico di responsabilità. Nulla di tutto ciò. In primo luogo perché avrebbe fatto piacere e rabbia ad uno sparuto gruppo di persone desiderose di far scatenare malumori, in secondo luogo perché se devo smuovere accuse o responsabilità, ritengo sia giusto muoverle o incenerirmi il capo in separata sede, face to face con la persona interessata. Credo ad oggi che ciò che avevamo da dirci, noi, ce lo sia detto. Nulla da aggiungere. Nulla da dichiarare. Finita la Guerra dei Cento Anni, ora possiamo solo dialogare per il bene comune, per il bene dei Nani.

Il cuore del mio racconto è la casa. La casa come la vive un uomo geometricamente instabile e variabile, variegato e variopinto . La vita di un uomo-righello Martini che ha perso il suo equilibrio, il suo goniometro e il suo compasso.

Il cuore del racconto sono miei figli, loro. Il più grande, unico, inequiparabile, incalcolabile amore della vita di Max-papà. L’amore di un padre per i propri figli è tremendamente sottovalutato, svilito sia dal malpensare popolare comune, sia dalle leggi attuali, nonostante grandi passi avanti siano stati fatti per un rapporto paritario tra padri/madri separati.

Senza i miei puzzolentissimi nani, bestie rumorose, ansiose e ansiogene, io sarei un uomo morto.

Fulcro della storia è il mio cuore, la mia sofferenza, le mie paure, le mie preoccupazioni. Probabilmente anche quelle dei due Nani. E’ ovvio che non ci si possa snaturare, ignorare ciò che siamo e siamo stati, quello che sentiamo nel nostro profondo. Ovvio che si debbano fare i conti, spesso, con il passato. In un certo qual modo però bisogna dover cercare di raccontare, cercando di essere equilibrati nella maniera più saggia, narrando senza sragionare, togliendo le foglie esterne vittime delle intemperie, lasciando il cuore tenero, cresciuto preservato dai malumori del tempo.

La vita non è fatta di recriminazioni, di accuse. La mia vita è fatta di tante altre cose. La mia vita è fatta dei miei figli, della mia voglia di vivere, di ridere. La mia voglia di andare avanti.

La casa, dicevo, luogo e rifugio di ogni nostro pensiero che viene così condito e adornato, trasformato agli occhi del lettore, a seconda del punto di vista dello scrittore. Un dolce natalizio, un regalo per l’anima, brevi racconti che possono influenzare positivamente l’umore e lo spirito di chi legge. Una lettura differente che ti aiuta a catapultare i pensieri  del lettore e le sue visioni, in un mondo apparentemente conosciuto ma così distante dal nostro vissuto.

E’ un libro che tocca il cuore.

Un libro che vi stuzzicherà l’umore, vi condirà i pensieri di cannella, curry, pepe nero, zenzero e pepe rosso. Uno dei regali più belli da fare per il Natale 2016. Una dichiarazione d’amore alla persona alla quale lo regalerete. Perché amore è anche riflessione!

Oggi, 17 novembre, è in uscita in tutte le librerie d’Italia, il terzo libro della collana #smALLfamilies.

La presentazione del Libro il 19 novembre presso #BCM16, Gallerie Nuages.

Il libro è “smALLhome, abitare nelle famiglie a geometria variabile” 

Prefazione della grandissima Architetta Cini Boeri, copertina dell’indimenticabile Dario Fo. CinqueSensi Editore.

E’ una meravigliosa raccolta di racconti che hanno come tema centrale la casa. La casa nelle famiglie a geometria variabile, intesa nel più vasto dei suoi significati. Nell’opera terza della collana #smALLbooks, preceduta da i libri #smALLchristmas e #smALLholidays, hanno partecipato 34 firme importanti, grandi esponenti di differenti categorie lavorative che assieme hanno deciso di tirar fuori questo meraviglioso libro che ha come fulcro del narrare, appunto, la casa.

Alcuni stralci dall’antologia #smALLhome

  • “Ogni camera si offriva alle madri con figlio dotata di un letto singolo, un lettino per bambini, un tavolo-scrivania, alcune mensole sui muri. Tutte identiche, tutte con quei suppellettili anonimi e “da ufficio” in finto legno tipici delle strutture pubbliche, che sembrano ignorare il possibile apporto terapeutico dell’abitare.
    Ci addentrammo nelle camere deserte (le madri con i loro piccoli erano impegnate fuori) e nella vita che se ne poteva dedurre.
    Scoprimmo che ogni stanza era un mondo, e che c’era sempre almeno un oggetto che spiegava chi abitava quel mondo”. [dal racconto Un mondo di cinque stanze, a Firenze di Lilli Bacci] 
    NOTE SULL’AUTRICE Ama scrivere di case. Soprattutto di come le case sono abitate. Laureata in Antropologia Sociale con una ricerca sugli spazi abitati, che da sempre sono il centro del suo lavoro e del suo interesse. Libera professionista, lavora da anni come art director e stylist per servizi fotografici, stand, negozi e allestisce mostre ed eventi, portando attenzione e uno sguardo antropologico all’interno del mondo della “casa”. Collabora come giornalista freelance con diverse riviste e siti di arredamento, design e lifestyle.
  • “Casa: l’ha chiamata casa, quel posto dove ci sono persone che ti proteggono, persone che ti fanno da padre e da madre, che anche se corri via, non mollano la presa del tuo cuore. A volte anche noi la dobbiamo rincorrere e afferrare per il braccio per riportarla a Casa. Un giorno mi ha detto che è sempre stata al posto sbagliato nella sua vita e che anche ora da noi si sente nel posto sbagliato; altre volte, invece, ci sdraiamo a terra di fianco a lei a giocare con Luca e lì, da quella prospettiva, si può scorgere un angolo di luce limpida e bellissima, un angolo nei suoi occhi, dove Lucila si sente a casa”. [dalla testimonianza di Ingrid Bianchetti – Casa Accoglienza / Fondazione Arché Onlus] NOTE SULL’AUTRICE Nata a Milano, da sempre appassionata di psicoanalisi e filosofia, si laurea in Scienze dell’Educazione e dopo anni di lavoro nel sociale, oggi è Direttrice di una Comunità mamma bambino e ha deciso di dedicare la sua vita alle persone in difficoltà.

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SmALLhome è il terzo titolo della collana SmALLbooks.
Dopo il Natale e le Vacanze, il nuovo libro che sarà presentato il 19 novembre alle 16 nella Galleria Nuages  nell’ambito di Bookcity Milano, #BCM16, affronta il tema dell’Abitare.
Si tratta di un’antologia di racconti scritti da autori noti e non noti, tra questi anche alcuni architetti e designer, che attraverso la loro testimonianza personale confidano il loro rapporto con il sentirsi “a casa”.
Un ricco mosaico in cui la famiglia mono, scomposta, ricomposta, italiana, straniera, o mista, offre uno sguardo curioso e profondo sulle opportunità e sulle difficoltà connesse alla propria trasformazione e, di conseguenza, dei propri spazi e modi di abitare.
Anche quando una casa non c’è più.

Storie di “famiglie a geometria variabile” vissute da genitori, da figli, o da attenti osservatori coinvolti affettivamente. Storie attuali e storie passate.

34+1 racconti di Lilli Bacci, Pierluigi Bacci, Claudio Barbagallo – Barbecoq, Gisella Bassanini, Ingrid Bianchetti, Luca Cambi, Vincenzo Campisi, Marina Citterio, Lisa Corsi, Marianna Corte, Carlotta Dazzi, Johnny Dell’Orto, Max Di Nicolantonio, Viola Duini, Nora Esse, Alessandra Giordano, Diego Grandi, Margherita Loy, Eva Mangialajo Rantzer, Donatella Masiero, Eleonora Mazzola, Daniela Mosca, Alba Mottura, Silvia Piardi, Nino Piccolo, Leontine Regine, Massimo Renna, Stefano Scarano, Elisabetta Schiavone, Eleonora Simula, Maurizio Splendore, Giorgio Tartaro, Cristina Taverna, Diakite Ti + 1 ovvero le frasi dei bambini.

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Chi è Smallfamilies – Progetto

Smallfamilies® è un osservatorio sulle famiglie a geometria variabile e una bussola per genitori single. Obiettivo: orientare, informare, offrire strumenti per scegliere e affrontare insieme le numerose variabili tra le quali si muove una smallfamily. Perché la taglia piccola (small) è solo rispetto ai genitori: uno, cioè quello che convive in modo prevalente con i propri figli. Per il resto si tratta di famiglie come tutte le altre, variegate e alle prese con grandi numeri: dai costi economici alle relazioni. La nostra missione Almeno quattro milioni di famiglie italiane sono composte da uno o più figli che vivono prevalentemente con uno dei due genitori. Sono definite famiglie monoparentali. continua a leggere

Il nostro slogan:

Qualunque sia la sua composizione, ogni nucleo familiare ha dignità di “Famiglia”

Massimiliano

Sono Massimiliano Di Nicolantonio ma mi conoscete come Max Dejavù. Sono un poco scrittore e un poco blogger. Un po' tecnico e un molto padre. Sono un po' potamo e un po' troppo tutto il resto. Scrivo, disegno, presento e racconto.

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