Sgomento

Un papà dimentica la propria principessa in auto e lei, dopo aver lottato a lungo, muore. Passa qualche tempo, e la situazione si ripete: altro papà, questa volta di un principino, e stessa sorte per il cucciolo.
E l’opinione pubblica, miope e avida nella ricerca del colpevole a costo di non voler vedere la verità, addita i due uomini come MOSTRI, addossa loro la colpa di non aver tenuto a sufficienza ai propri bambini, di essere troppo coinvolti da altre faccende e di fregarsene della propria prole. Il popolo di Facebook insorge e nei giorni seguenti alle due tragedie qualcuno lancia messaggi accusatori contro i due papà “assassini”.
Bene, io mi fermerei a fare una riflessione. Una riflessione che sarebbe auspicabile facessero in molti, soprattutto chi ha in mano le redini di un Paese che, dal punto di vista sociale, fa acqua da tutte le parti.
Vi racconto brevemente cosa sta capitando a me in questo momento. La premessa è che io lavoro in una Grande Azienda, ma grande grande, diciamo una delle più grandi del Paese. Aggiungiamo che è un’azienda di un settore considerato da tutti come privilegiato e che attua, a suo dire, importanti attività per la conciliazione lavoro – famiglia. Dunque, come sapete, ho chiesto il part-time. E la risposta, non del capo ufficio, ma della Grande Azienda, è stata che non lo posso avere in quanto io, apprendista, non ne ho diritto! Prima di fare la richiesta, ho consultato tutte le normative, nazionali, regionali, di settore e il contratto integrativo. Il contratto nazionale, in tema di apprendistato, recita: “Il rapporto di apprendistato può essere costituito a tempo pieno o a tempo parziale…” e “per quanto non specificamente previsto dalla legge (…), si applica il presente contratto nazionale (…)”. Allora, perchè mi si dice che non è possibile? A quale strana legge si fa riferimento? Di come sto vivendo questa situazione scriverò in un altro post, ora voglio ragionare su un altro punto. Se una delle più Grandi aziende d’Italia prende queste posizioni nei confronti di una bi-mamma che ha un orizzonte temporale di lavoro di altri 30 anni (!!!), cosa succede in realtà più piccole e, almeno apparentemente, meno tutelate?
Eccoci al punto: una famiglia si trova a dover gestire lavoro, spesso stressantissimo e con responsabilità immani, bambini, con corsi, asili e malattie connessi, e casa, spesa, in alcuni casi famigliari da accudire, tensioni dovute ai soldi che non bastano mai, varie ed eventuali.
Beh, quando capitano tragedie come quelle appena accadute, tutti ci indignamo, prendendocela con chi ha distrutto la vita di un cucciolo e la propria, con chi ha troncato una famiglia e il futuro. Ma non è un po’ colpa anche di chi nega i part-time, di chi minaccia licenziamenti se non si raggiungono obiettivi di budget che non interessano a nessuno, di chi non promulga leggi per la tutela delle famiglie?
Propongo un bell’esame di coscienza a tutti!
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3 Comments

  1. barbi 30 Mag 2011 at 16:11

    Io di fronte a queste tragedie rimango sempre senza parole, non so, non so e non so. Il dolore è così grande che la capacità di empatia sfuma miseramente. Che sia di monito a tutti.
    Per l’organizzazione familiare invece ho ben chiara una cosa, o lavoro e carriera o casa e figli. La maggior parte delle persone fa tutto insieme con scarse soddisfazioni su entrambi i fronti, ma stress a parte chi ne paga le spese sono i figli, trascurati o pacchetti da spostare qua e la….. boh!!!! E’ difficile!

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  2. StelleGemelle 30 Mag 2011 at 16:51

    sono d’accordo con te…non si dovrebbe accusare quei padri che chissà per quale motivo hanno ‘dimenticato’…non oso immaginare quanto straziante sarà per loro…non li accuso…
    quando ho sentito le notizie anche io non ho pensato che fossero degli sbadati o menefreghista o chissà cos’altro….ho solo pensato a come staranno male…mi auguro di cuore che qualcuno li possa aiutare in un momento così devastante…

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