Ripresa dell’asilo: come far dormire i bambini

Come far dormire i bambini al rientro all’asilo: le parole chiave sono costanza, pazienza, ritualità e oggetto transizionale.

doudounoukiesIl rientro dalle vacanze è un trauma per noi adulti, ma lo è ancora di più per i nostri figli. Ricordo che qualche anno fa ci misi una settimana a convincere mia figlia, allora duenne, a rimettersi le scarpe, per fare un banale esempio.

Un bambino piccolo si abitua con facilità ai ritmi estivi, fatti di mamma e papà sempre presenti, attività divertenti e condivise, rapporti 1:1 con gli adulti e coccole ad ogni ora del giorno e della notte. Il ritorno alla routine può essere un momento traumatico ed è in ogni caso una fase da gestire con serenità e organizzazione. Soprattutto per i bambini sotto i 3 anni, riprendere l’asilo nido comporta un cambiamento sostanziale. Anche se l’anno precedente frequentavano già il nido, infatti, può essere che i mesi estivi abbiano portato per il bimbo maggiore consapevolezza, data dalla crescita. Anche il bambino che andava all’asilo più volentieri può avere una crisi da rientro. Il bimbo può piangere quando viene accompagnato a scuola o mostrarsi irascibile e nervoso o, ancora avere un sonno agitato. Che ogni bambino è diverso dagli altri e dal bambino che è stato fino al giorno prima lo diciamo spesso. In questo caso vale ancora di più.

Vi lascio i miei consigli per una nanna serena e per una ripresa con il sorriso per i bambini sotto i 3 anni:

Priorità al sonno

Dimenticatevi di poter tornare a casa dalle vacanze la sera prima della ripresa del nido: i bambini hanno bisogno di tempo per riabituarsi. Se non potete farne a meno, cercate per lo meno di reinserire le vecchie buone abitudini da almeno una settimana prima della ripresa dell’asilo. Se in vacanza la routine prevedeva una messa a nanna in ora tarda, anticipate progressivamente ogni sera il momento della nanna, dedicandovi con pazienza e amore a questo passaggio. Ci vuole costanza per far prendere un’abitudine a un bambino così piccolo. Non sentitevi frustrati se le cose non vanno come vi aspettavate: i bambini non sono robot e rispondono ai nostri input, a volte, in modo del tutto inaspettato. Continuate con costanza ad ascoltarli e osservarli, offrendo coerenza e dolce decisione.

I riti che aiutano la nanna

Per riti intendo le azioni ripetute ogni sera, sempre le stesse, sempre nello stesso ordine. Sapere che al caldo bagnetto rilassante seguirà la nanna rilassa il bambino, che sa già cosa deve aspettarsi dopo. Indossare il pigiama negli ultimi 10 minuti di coccole con papà fa già capire al piccolo che al termine di ciò ci si sposterà in cameretta per la notte. L’importante è capire quali sono le attività che distendono il piccolo, in modo da proporle negli ultimi minuti prima della messa a nanna. Evitate giochi troppo attivi, televisione o schermi retroilluminati, risate e in generale tutto quello che eccita vostro figlio. A questo punto, trasformate la messa a nanna nel vostro tenero rito serale, scaricando voi stessi dall’ansia prima di cominciare e rispettando orario e ordine.

_STI5067[preview]

Se il bimbo ha un’età che lo consente, potete acquistare il pigiama insieme, per il rientro all’asilo. Coinvolgere i bimbi nella scelta dei capi che indosseranno li fa sentire partecipi e vi permette di spiegare loro con tranquillità cosa accadrà. Noukie’s propone una linea di pigiamini dai primi giorni di vita ai 6 anni, con caratteristiche diverse a seconda della fascia d’età. Sono di tessuto soffice e confortevole, hanno tagli studiati per risultare comodissimi e durano nonostante lavaggi frequenti. E poi sono adorabili. Si acquistano online sul sito Noukies.com.

L’oggetto transizionale

_STI5091[preview]

Il doudou è quel morbido compagno che coccola il bimbo nella transizione dal sonno alla veglia, o dalla presenza di mamma e papà al distacco da loro. È fondamentale per la nanna, utilissimo per l’accompagnamento all’asilo nido e indispensabile per la nanna pomeridiana fuori casa. Se vostro figlio è molto piccolo, potete provare a dormire una notte abbracciando il doudou, in modo che prenda il vostro odore, e poi metterlo nella culla del piccolo. Così, l’addormentamento sarà come quello tra le vostre braccia. Quando sono diventata mamma per la prima volta, ho messo la t-shirt del mio pigiama nel lettino della mia bimba, per farle sentire il mio odore durante la notte. Ma visto che poi ho capito che potesse essere pericoloso, ho optato per il doudou, con cui Sofia dorme ancora oggi, che di anni ne ha 8.

Tra l’altro, tempo fa ho visto la foto su instagram di una mamma che stava rientrando al lavoro dopo la maternità e che nella borsa aveva il doudou del suo bambino, come oggetto transizionale per se stessa. Perché alla fine mamme e bimbi spesso hanno gli stessi bisogni :-).

La serenità di mamma e papà

L’ingrediente fondamentale, quando si vuole instaurare una routine del sonno, è la serenità. Se vivete con ansia il momento della messa a nanna, se siete insicuri o temete la reazione del bambino, vostro figlio lo percepirà. Se sarete fermi e sereni nell’accompagnarlo al sonno, il bambino si fiderà di voi e si affiderà a voi, il suo punto di riferimento.

Non vi scrivo “come” dovete far dormire il vostro bambino, perché a mio avviso di ricette non ce ne sono. Cosleeping, ognuno nella propria stanza, addormentamento nel lettone o insieme ai fratelli, ogni famiglia ha il suo modo di gestire la “questione nanna”. E non ci sono metodi giusti o sbagliati. Ogni famiglia saprà cosa è giusto per sé. Con serenità e tanto tanto amore.

 

Cristiana

Innamorata della vita, entusiasta per natura, ottimista fino al midollo e testarda come un mulo. Sono io. Blogger per scelta e per amore.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>