Perché la gentilezza ti porterà ovunque

La gentilezza è amore

Quante persone gentili incontri ogni giorno? Di cosa ti ricordi, alla fine della giornata?

Credo di aver finalmente capito che ciò che conta nella vita è come la trascorriamo. Il tempo, più passano gli anni e più ne sono consapevole, è limitato e ogni giorno potrebbe essere l’ultimo. È un pensiero sinistro e che vogliamo rifuggire, lo so, ma osservando e imparando dalla realtà è un punto con cui è bene fare i conti.

L’amore – o il suo contrario, l’odio – sono le due tensioni che reggono il mondo, la nostra vita, le relazioni. L’amore ci rimane nel cuore, pervade i nostri pensieri e lascia quel sapore dolce nei ricordi. Mentre scrivo immagino lo sguardo un po’ schifato dei cinici, che probabilmente qui non saranno neppure arrivati perché avranno ritenuto questo testo colmo delle peggiori banalità. Sì, perché ad essere positivi, portatori d’amore e di gentilezza si viene scambiati per degli imbecilli, senza armi per affrontare il mondo cattivo, degli Orsetti del Cuore che affrontano così la vita perché non hanno mai avuto difficoltà. Peccato per loro e peccato anche per noi, perché il mondo ormai è governato da cinismo, cattiva educazione, cattiveria, fretta.

La gentilezza come veicolo d’amore

L’amore non è qui inteso nell’accezione romantica, ma nel sentimento che unisce gli esseri umani nel loro complesso, nei confronti della vita, della natura, del mondo reale e irreale.

La gentilezza è il modo in cui l’amore per la vita viene dimostrato nella pratica. Mettere in moto la catena della gentilezza è un gesto di enorme forza. Parlo di catena perché ricevere un gesto gentile mette nella condizione di restituirlo, di sentirsi in obbligo morale nei confronti di chi l’ha fatto. La reciprocità della gentilezza la rende un potentissimo mezzo di diffusione dell’amore. Un piccolo gesto può migliorare la giornata di una persona e può diffondersi come i cerchi lasciati da una pietra gettata in un lago.

Non c’è più tempo per la gentilezza?

Siamo tutti di corsa, per strada, nei negozi, sul lavoro, in famiglia. Per questo giustifichiamo la nostra maleducazione con la mancanza di tempo.

Ma siamo così sicuri che ci voglia più tempo per fermarsi sulle strisce e fare un sorriso di incoraggiamento al pedone piuttosto che inchiodare e sibilare un “vaffanculo” tra i denti?

Siamo così sicuri che urlare in malo modo un ordine al proprio collega sia più rapido che rivolgerci a lui con un sorriso e un “per favore”? Soprattutto sul medio periodo, essere trattati con gentilezza sul lavoro ci fa sentire importanti e considerati, cosa che ci spinge a impegnarci di più, essere più produttivi. Quindi, facendo dei semplici conti, ci si accorge facilmente che la gentilezza è un investimento di tempo che porta i suoi frutti. Il tempo si trova, per le cose importanti.

 

Lascia un buon ricordo di te

Vediamo la situazione da un punto di vista più cinico. Lasciare un buon ricordo di te nelle persone che incontri nella tua vita è, certo, un bene a livello concettuale, ma non solo. Hai presente quei film in cui il protagonista che sta correndo al lavoro ha uno scontro verbale con un passante, che poi si rivela essere il nuovo capo/la controparte al processo/l’ispettore che deve valutare il suo lavoro? Ecco, non è così improbabile che qualcuno che fa un’incursione nella nostra vita per un secondo, prima o poi non ci torni in pianta stabile. Lasciare il ricordo di una persona gentile, affabile, sorridente e disponibile lascia aperta la porta in futuro. Chi semina vento raccoglie tempesta, diceva un detto.

 

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Essere gentile non significa non avere le palle

Come dicevo all’inizio dell’articolo, le persone gentili vengono scambiate per poco determinate. Non c’è errore più grande. Con la gentilezza si arriva molto più avanti che con l’arroganza, infatti. Ti faccio un esempio banale: chiami un call center per farti risolvere un problema tecnico sulla linea adsl. Sai che la colpa del disguido è della compagnia telefonica. Hai due possibilità: insultare il malcapitato operatore o chiedere con gentilezza e fermezza che il servizio venga ripristinato, spiegando con chiarezza le tue ragioni. Nel 99% dei casi, sarà più facile che l’operatore si sbatta per farti risolvere il problema se sarai riuscito a farlo sentire importante e magari a strappargli un sorriso. Ti distinguerai dalla massa dei maleducati con cui ogni giorno ha a che fare e probabilmente si prenderà a cuore il tuo problema. Non da ultimo, eviterai di arrabbiarti ancora una volta.

Determinazione e gentilezza possono andare a braccetto, se lo vogliamo.

 

Il vaffanculo terapeutico

Detto tutto questo, a volte la gentilezza non basta. Oppure può capitare che non sia proprio il caso di essere gentili. Un bel vaffanculo ogni tanto aiuta a vivere meglio e a scrollarsi di dosso situazioni che ci vanno strette. È vero che far circolare amore è il modo migliore di vivere, ma sprecare energie per trattar bene chi non vuole saperne di essere non dico gentile, ma almeno educato non è necessario.

Cadere dalla gentilezza all’ipocrisia è un attimo. In questi casi, un bel vaffanculo risolve ogni cosa!

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Cristiana

Innamorata della vita, entusiasta per natura, ottimista fino al midollo e testarda come un mulo. Sono io. Blogger per scelta e per amore.

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