PAS ovvero tutta colpa di tua madre, tutta colpa di tuo padre!

Per colpa di tuo padre, per colpa di tua madre.

Quante volte abbiamo detto “per colpa di tua madre, per colpa di tuo padre!”

Oppure

“Tuo padre è un deficiente.”

“Tua madre è pazza!”

“Per colpa di tua madre, non possiamo uscire!”

“Smettete di giocare e riordinate, per colpa di vostro padre che vuole le cose in ordine!”

“Amore, piango per colpa di tuo padre… ma non voglio dire nulla!”

“Purtroppo, se non fosse per tua madre…”

“Questi figli sono dei disadattati, colpa tua che sei una pessima madre!”

“Se non fosse per me…”

“Sacrifico la mia vita per voi e guardate il ringraziamento di vostro padre…”

Queste e altre innumerevoli affermazioni riempiono la vita delle nostre famiglie, in maniera più o meno evidente, più o meno sottile. Traboccano dalla testa dei nostri bambini, in maniera più o meno violenta ed manifesta, ma ci sono, sono là latenti, attendono solamente di esplodere. In che modo? Non ci è dato saperlo.

Secondo una ipotetica e controversa dinamica psicologica disfunzionale, oggetto di grandissime discussioni sia in Italia che in altre parti del mondo, relativamente alla sua esistenza reale o meno, oltre ad essere un atteggiamento decisamente diseducativo e antisociale, causerebbe nei bambini la Sindrome da alienazione genitoriale (o Pas – Parental Alienation Syndrome).*

Tale sindrome, si attiverebbe soprattutto (ma non direi esclusivamente, n.d.a.) nei minori coinvolti nelle separazioni e nei divorzi conflittuali, mediati in maniera poco adeguata o, come spesso accade, senza nessuna mediazione.

In Italia la PAS non è stata ancora riconosciuta ma, nella sua teoria, lo psicologo Richard Gardner, evidenzia alcuni comportamenti che, nonostante la mancanza di legislazione e di riconoscimento dovrebbe portare tanti, tantissimi genitori, a riflettere sui comportamenti assolutamente errati che si ripetono nel quotidiano all’interno del contesto familiare anche senza la presenza di una separazione/divorzio in corso.

Gardner sostiene infatti che il disturbo insorga normalmente nel contesto di controversie per la custodia dei figli.

In sunto tutto scaturirebbe da una programmazione dei figli da parte di uno dei due genitori, quello così detto “Alienante” che con il suo atteggiamento negativo e persistente, creerebbe una specie di lavaggio del cervello, il quale porterebbe i figli a perdere il contatto con la realtà degli affetti familiari, generando infine astio e disprezzo immotivato e continuativo verso l’altro genitore, in questo caso “alienato”

Insomma, un vero e proprio mobbing familiare attraverso una violenza sottocutanea ai danni dei nostri bambini.

Il concetto di programmazione consisterebbe in una malsana quanto irreale (nei fatti, non nella visione del genitore che magari ha lui stesso una visione distorta della realtà n.d.a.) ripetizione di accuse denigratorie nei confronti del genitore “alienato”, creando così una realtà familiare virtuale, fatta di terrore e vessazione, che genererebbe nei figli sentimenti di odio e diffidenza nei suoi confronti.

I minori si troverebbero di fatto contagiati dalla sofferenza del genitore “alienante”, iniziando a sostenere la visione distorta del genitore “alienante”.

La Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA), nelle sue Linee guida in tema di abuso sui minori, pubblicate nel 2007, ha incluso la PAS tra le possibili forme di abuso psicologico, laddove, invece, l’ex presidente della Società Italiana di Psichiatria, definisce la PAS «priva di presupposti clinici, di validità e di affidabilità»

In conclusione, in Italia non è mai stata riconosciuta la PAS ma in realtà anche le normative in merito sono pressoché inesistenti.

Di fatto, nonostante la PAS sia priva di adeguati studi scientifici, si dovrebbe affrontare il problema della manipolazione dei bambini, in maniera più dettagliata ed incisiva, anche semplicemente da un punto di vista informativo se non anche di educazione civica.

I figli subiscono le pressioni e le influenze dei genitori già in assenza di gravi o gravissime situazioni, e già all’interno di un contesto familiare “sano” possono accadere fatti che con il tempo deteriorano o ledono il rapporto tra genitori e figli.

Di fatto però, la totale assenza di una mediazione, in presenza di separazione o divorzio, anche al cospetto di situazioni apparentemente pacifiche e moderate, può con il tempo generare uno strappo tra un genitore e i figli, o tra genitori e figli.

Le continue battute, più o meno velate, di lamentela nei confronti di uno dei due genitori, crea sofferenza nei nostri bambini, crea un dolore che spesso può diventare incolmabile e che in qualche modo dovrà uscire fuori, nel futuro, anche semplicemente nelle stesse relazioni personali dei bambini oramai divenuti adulti.

Tutelare l’altro coniuge, con commenti o anche attenzioni positive, sia nelle famiglie “classiche” sia in un contesto di famiglia allargata, è di fatto la più semplice tutela dei nostri bambini.

Come le continue litigate tra moglie e marito sono spesso causa di sofferenza in un contesto di famiglia classica, ancor di più le sofferenze aumentano in caso di separazione. Queste lasciano intendere ai bambini che la tanto agognata pace familiare, che la serenità nel quotidiano sarà solo un lontano miraggio.

La PAS è di sicuro una sindrome sulla quale si spenderanno ancora per lungo tempo psicologi, psichiatri, sociologi e avvocati, prima di poterne cavare un ragno dal buco. Nonostante questo, qualcosa si deve muovere dentro ognuno di noi. La famosa politica della cultura, dell’educazione e del rispetto, dovrebbe essere sempre presente nei nostri pensieri e nei nostri buoni propositi giornalieri.

Facciamo così, diciamo che la PAS non esiste, visto che per una serie di motivi ancora non si è arrivati né ad accettare né a chiudergli completamente la porta.

Però ritengo che sia accettabile e ragionevole poter sostenere che esista la manipolazione dei minori e che spesso venga messa in atto per colpire il coniuge avversario. Questo modo di operare è sicuramente un abuso, una violenza che dovrebbe essere gestita sia in ambito giuridico che nella psicanalisi.

La Legge con i suoi istituti e le istituzioni si stanno spendendo, giustamente, per definire meglio le situazioni di violenza fisica ma poco ancora si sta facendo per cercare di definire gli spazi, i movimenti e i rischi diretti e indiretti degli abusi psicologici sistematici ai danni del coniuge, attraverso l’uso scellerato di minori.

Non sono uno specialista del settore ma un semplice genitore che osserva il mondo. Per questo ritengo che sarebbe interessante riuscire ad aprire un dibattito tra genitori e specialisti del settore, al fine di poter mettere in chiaro quali siano gli atteggiamenti, le frasi più o meno comuni da evitare, i comportamenti verbali e non verbali che nel quotidiano intaccano le certezze e la serenità dei nostri figli.

Ad oggi, continuo ad essere un sostenitore dell’educazione e del rispetto. Rispetto per il coniuge o ex coniuge il quale, nei modi e nei tempi quotidiani (dettati o meno dalla legge), deve prendersi cura dei propri bambini. Evitiamo dunque aggressioni verbali, aggressioni non verbali, tentativi più o meno velati di mettere in cattiva luce l’altra figura genitoriale.

Cercare di far del male all’altro coniuge ferisce prima di tutto i nostri bambini.

Massimiliano Di Nicolantonio

https://www.facebook.com/maxdinicolantonio/

https://www.instagram.com/maxdinicolantonio/

*fonti Wikipedia e manualistica sui PAS

Massimiliano

Sono Massimiliano Di Nicolantonio ma mi conoscete come Max Dejavù. Sono un poco scrittore e un poco blogger. Un po' tecnico e un molto padre. Sono un po' potamo e un po' troppo tutto il resto. Scrivo, disegno, presento e racconto.

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