Panificare in casa: pro e contro

panificazione

Mio papà, da buon ingegnere, mi ha cresciuta esortandomi a fare sempre un “fogliolino” diviso in pro e contro o meglio in costi e benefici, per affrontare le decisioni in tutti campi, dalle cose leggere alle cose importanti.
In tutta onestà non posso dire di aver sempre applicato questo metodo (forse avrei dovuto) e spesso mi sono affidata più all’istinto che al computo, ma tale metodo mi viene in soccorso per analizzare un fenomeno culturale e sociale molto in voga in questo periodo: panificare in casa.
Forse farà sorridere un approccio così teutonico all’argomento, ma confesso che in apparenza sembrerebbero tutti pro e pochi contro, invece compilando il “fogliolino” il risultato potrebbe variare o almeno lasciarci un dubbio.

PRO: fare il pane in casa

  • è salutare
  • è economico
  • è un’esperienza fisica
  • è un’esperienza olfattiva
  • è un’esperienza didattica, se lo si fa con i propri figli (anche quelli degli altri vanno bene)
  • genera soddisfazione (anche quando non è buonissimo, si può dire l’ho fatto io!)
  • è un esercizio di pazienza (si impasta, si aspettano la lievitazione e la cottura e infine si mangia)
  • fa venire le mani belle (me lo ha detto un chef!)
  • fa venire i muscoletti (braccia e addominali)

 

CONTRO: per fare il pane (buono) bisogna

  • saper scegliere la farina adatta (c’è un mondo intero da conoscere in merito)
  • saper lavorare l’impasto, altrimenti risulta duro
  • non aggiungere troppa acqua perchè l’impasto perde tono (mi dicono che si tende sempre ad abbondare in acqua)
  • essere dei maghi della lievitazione, ovvero calcolare il giusto tempo di fermentazione (e non apro il capitolo scelta lieviti
  • altrimenti devo fare un “sub fogliolino”)
  • sapere come si “piegano” e come si “formano” i pani, perchè anche dalla forma dipende il loro successo
  • saper infornare al momento giusto altrimenti il pane resta troppo denso
  • saper cuocere e saper gestire vapore e umidità (ci avreste mai pensato?)
  • saper raffreddare con adeguata ventilazione i pani, altrimenti diventano molli

Dunque, vi siete entusiasmati con i PRO e smontati con i CONTRO? Visto che il risultato non era scontato?
Il mio bilancio pende per i CONTRO, perchè se è vero che si possono avere soglie diverse di perfezione nella panificazione, inserire questa pratica nel mio ménage familiare non è cosa da poco.
Sicuramente il sano e economico sono due fattori che hanno un bel peso nella scelta, ma anche una gestione familiare fluida (senza arrivare con gli occhi di fuori come una rana e la lingua penzoloni come un aski ad agosto) ha importanza. Forse è solo questione di organizzazione e prima di imparare a panificare dovrei imparare ad organizzarmi? Com’è il vostro bilancio?

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