Mamme imprenditrici: Riccarda Zezza e piano C

Il progetto di Piano C mi ha fatta impazzire dal primo momento in cui ne sono venuta a conoscenza. E vi dico di più: lo vorrei anche qui a Torino!
Immaginate uno spazio di coworking destinato alle mamme, con una zona lavoro, un’area corsi (con proposte che variano dallo yoga alla formazione), uno spazio relax e… un’isola in cui lasciare i bambini, suddivisi per età.
Non è grandioso?

A immaginare e progettare tutto questo non poteva che essere una donna, una mamma. Si tratta di Riccarda Zezza, pragmatica e ironica, che ha risposto alle mie domande con affermazioni che sottoscriverei in pieno. Come non riconoscersi in lei?

Quanto sei cambiata dopo la nascita dei tuoi figli?

Succede una cosa strana quando hai dei figli. Smetti di essere il centro del mondo. Ti rilassi: non sei più tu la protagonista, ma solo una comprimaria importante nella storia di altre persone che ti piacciono infinitamente. E poi ti abituano alla bellezza: vedi più spesso i loro musi bellissimi che la tua stessa faccia, ed è una cosa che fa sentire terribilmente fortunati.
Io sono diventata solida come chi scopre finalmente chi è.

Che lavoro facevi prima di iniziare la startup di Piano C?

Per quindici anni in aziende dai marchi noti, in comunicazione o nella gestione di partnership e progetti con il nonprofit, in Italia e all’estero.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

Mi sento come se avessi staccato gli ormeggi e non avessi più scuse. Tutto quel che non riuscirò a fare d’ora in poi sarà solo colpa mia – prima avevo la scusa dei capi che non me lo permettevano.
Il mio obiettivo è fare il meglio che posso con quello che ho. E so di avere molto.

Cosa consiglieresti ad una donna che vuole buttarsi in un’attività in proprio?

Di prepararsi benissimo. Devi sapere esattamente cosa vuoi fare e cosa ti aspetta. Servono basi molto solide perché il terreno è tutt’altro che agevole. Poi la passione, la convinzione assoluta. Sono due ottimi punti di partenza. E la fortuna di incontrare i soci giusti: da sole non si va molto lontano, ma con i soci sbagliati non si va da nessuna parte.

Infine, ecco come Riccarda tratteggia la vita di una mamma…

Certe volte mi incanto a guardare la perfezione di alcuni momenti: i bambini ridono, giochiamo insieme, tutto fila liscio. Mi sembra di essere la mamma perfetta.
Poi ci sono i momenti di mal di pancia, acqua rovesciata, urli laceranti, capricci, e i nervi che sembrano saltare, e tu ti senti negata.
Di fondo però lo so, che non sono né perfetta né negata. Io con loro dico sempre che sono “mamma pasticcia”: loro mi perdonano e io anche.
Il piano C non cerca la perfezione, quella è dei piani A, né il compromesso dei piani B. Il piano C per me è cominciare a giocare con regole nuove, su misura per la vita che vogliamo.

Preferisco non aggiungere nulla alle riflessioni di Riccarda, a cui auguro un grande successo. Riparleremo del suo progetto dopo l’inaugurazione di piano C.

Le altre mamme imprenditrici:

 

 

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5 Comments

  1. Ottavia Testore 4 Ott 2012 at 09:47

    Post bellissimo e idea fantastica, magari ci fosse anche a Torino e diventasse una realtà quotidiana per molte mamme in italia.

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  2. Micaela 4 Ott 2012 at 13:45

    quanto mi piacciono le tue interviste!

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  3. Laura 4 Ott 2012 at 13:50

    bellissimo il progetto Piano C, Riccarda sta facendo proprio un bel lavoro!

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  4. Moky 4 Ott 2012 at 17:12

    Vorrei avere la metà della forza di questa donna!!

    Reply

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