L’ultima notte al mondo

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Come ti cambiano le prospettive i figli, nessuno mai!

Stavo ascoltando – e cantando come una matta – Tiziano Ferro in stato di semi-trance e pensavo, pensavo, pensavo. Parte “L’ultima notte al mondo”, parte la mia testa, inizio a ricordare come ci si sente quando arriva quel bacio tanto aspettato, sperato, bramato, sognato, immaginato.

Ho incontrato il tuo sorriso dolce, con questa neve bianca,

adesso mi sconvolge

e io ricordo di una nevicata osservata da una finestra sul tetto, mentre abbracciavo ciò che in quel momento era tutto ciò che desideravo.

Si sovrappongono in me tanti momenti in cui il mio cuore è esploso d’amore, diversi volti che appartengono al mio passato mi si proiettano davanti e ricordo quella sensazione di pienezza, che quasi mi faceva mancare il respiro. La gioia che si mescolava alla tristezza di sapere che tutto sarebbe finito, momenti al top seguiti da discese in picchiata, in un continuo giro su quell’ottovolante impazzito che sono io con le mie emozioni e i miei pensieri. Sì, l’equilibrio non è proprio la mia dote principale…

Crollare davanti a tutti e poi sorridere

Persa in questo turbinio di ricordi, arriva una frase della canzone:

L’ultima notte al mondo io la passerei con te

Con chi passerei “l’ultima notte al mondo”? Non ho alcun dubbio, non devo neanche pensarci: l’ultima notte al mondo me la immagino abbracciata alle mie figlie, stretta stretta a loro, senza che nulla del resto del mondo possa neanche lontanamente distogliere un briciolo della mia attenzione e del mio amore per loro.

Non ce n’è, non ci sono Amori, passioni o emozioni che possano neanche pensare di entrare in competizione con l’Amore che provo per loro. Posso amare mio marito, potrò, chi lo sa, amare un uomo, ma l’Ultima notte al mondo è per loro, solo per loro. E sarà così anche quando io non sarò più la loro ultima notte al mondo.

Questa semplice quanto destabilizzante certezza era immaginabile quando non ero ancora mamma, ma non so neppure spiegare quanto profondo e arcaico sia questo cordone che me le fa sentire lì, al centro della mia pancia. Per nessuno mai ho provato né penso proverò niente del genere. È molto più di un legame affettivo, è una necessità fisica, un attaccamento tangibile che assomiglia di più a una sensazione fisica primaria che a un sentimento. L’lultima notte al mondo sono e saranno per sempre le mie figlie. Che tutti gli altri affetti della mia vita si rassegnino, perché sono prima di tutto una Mamma. Per sempre, al 100%.

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