Lavorare da casa: conciliazione e soddisfazione?

A noi donne sono sempre posti dei bivi. Ci siamo abituate sin da piccole. Siamo cresciute con l’idea di dover mediare tra i propri obiettivi e le esigenze degli altri. Forse sto generalizzando, ma a me sembra di vedere questo intorno a me e di averlo vissuto sulla mia pelle.
Quando si diventa mamme, poi, la pressione aumenta e ci si ritrova in molti casi a fare i conti con sensi di colpa nei confronti del datore di lavoro e dei figli, con una grande difficoltà di organizzazione dei tempi e delle necessità della famiglia e con la scarsa elasticità del mondo aziendale.

Ognuna ne viene fuori a modo suo, ognuna trova la soluzione migliore che può trovare, ognuna si adatta a fare i salti mortali e a dividersi tra mille impegni, a piangere di nascosto perché non si sente all’altezza. Continuo a scrivere sulla base dell’esperienza che ho vissuto e di ciò che ho visto accadere intorno a me.
Il fatto è uno: vive bene solo chi ha una rete di aiuti familiari molto ben sviluppata. Le altre si barcamenano.

La mia scelta non è la panacea di tutti i mali, lo so. So che non sarà tutto rose e fiori e che il tempo dedicato alle mie bambine non sarà esponenzialmente più elevato di ieri.

Ma volete che vi dica come mi sento? LIBERA. Libera di voler stare con mia figlia quando ha l’influenza, libera di lavorare seduta per terra se mi va, libera di iniziare a lavorare alle 21 e finire alle 4. Libera di essere libera. Senza vincoli, orari, sedi, ricatti e meschinità. Libera di scegliere le persone con cui lavorare. Libera di rischiare, entusiasmarmi e buttarmi giù. LIBERA DI FARE IL LAVORO CHE AMO.

Oggi mi sento così. E meno male!

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Cristiana

Innamorata della vita, entusiasta per natura, ottimista fino al midollo e testarda come un mulo. Sono io. Blogger per scelta e per amore.

10 Comments
  1. Dispensa questi post e ti seguirò in capo al mondo! Io appartengo al gruppo “mi barcameno”, niente parenti, tre figli!
    Suggerisci, suggerisci ;D!
    Sei una grande donna! Un abbraccio fortissimo!

  2. Alla vigilia del mio rientro in ufficio, che, come sai, mi rattrista parecchio, questo tuo post mi ha fatto aumentare questo senso di malinconia…
    ho trascorso tutto ieri sera a piangere, come dici tu…
    ma sono contenta per te, per il tuo coraggio e ti ammiro.

  3. Grazie a tutte, mi fate arrossire! 🙂
    Micaela, non piangere, vedrai che ce la farai! Non è detto che per tutte sia come è stato per me e poi tu fai un lavoro che ti piace, a differenza mia! Ti abbraccio fortissimo, in bocca al lupo!

  4. tutti dovrebbero essere liberi di fare il lavoro che amano. per quanto mi riguarda sono felice di avere un lavoro fuori casa, a prescindere dal fatto che il mio lavoro non potrebbe mai essere svolto a casa. ma è il lavoro che volevo e che mi piace, mi trovo bene con i colleghi… insomma mi dà energia e soddisfazione! ma non avrei mai accettato se non si fosse rispettato il fatto che ho dei figli e una vita “fuori”. insomma ogni cosa deve avere il giusto spazio e ognuno trova il suo modo per ritagliarsi quello spazio. l’importante è riuscire a ritagliarlo, purtroppo in questo paese la maggiorparte delle mamme non ci riescono… quindi complimenti a te e in bocca al lupo!

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