La storia nelle cose – il fascino dell’antiquariato

Gli oggetti hanno un’anima, raccontano la storia di chi li ha posseduti e ne tramandano il ricordo.
Ho sempre preferito senza esitazione, tra una casa appena costruita e un’abitazione d’epoca, la seconda opzione. Tra un mobile appena uscito dalla fabbrica, nuovo fiammante, e un pezzo di antiquariato, il secondo, anche se un po’ usurato e mal ridotto.

Il fascino del passato che rivive tra le pareti di casa mia, l’alone lasciato da chi le ha vissute a modo proprio, mi incanta.

Mi sento protetta e accompagnata da tutti coloro che prima di me hanno superato problemi e paure, vissuto gioie e soddisfazioni.

Nei mercatini dell’antiquariato adoro perdermi tra le bancarelle, lasciandomi trasportare da quel profumo di passato che li accompagna.
Mi piace acquistare pezzi da rivisitare, dando loro una nuova vita e un nuovo splendore, donando loro un pizzico della mia personalità. Crescendo, però, mi rendo conto che il mio amore per il restauro si sta trasformando in una reverenza nei confronti dell’usura che i secoli hanno impresso sugli oggetti. Così spesso mi capita di non intervenire per migliorare l’aspetto dei miei acquisti, ma amarne i “difetti” che li hanno consegnati nelle mie mani. Il rispetto per le cose e per il tempo passa anche attraverso questi gesti.

Quando poi si ha la fortuna, come me, di possedere in casa i mobili che sono appartenuti a nonni, in alcuni casi bisnonni, la sensazione di continuità e di ricordo di chi non c’è più è ancora più forte. Quando ci siamo trovati ad arredare casa, abbiamo deciso di accostare pezzi antichi, vintage e modernissimi, in uno stile che a noi allora è parso armonioso e piacevole. È stato bellissimo – ed estremamente economico – poter riprendere in mano sedie, credenze, tavolini e macchine da cucire appartenuti ai miei nonni.

 

Oggi sono cambiata, abbandonando lo stile moderno e lasciandomi cullare dal passato, da un tempo andato e sconosciuto, in cui persone che oggi non ci sono più hanno vissuto, amato, lottato, sofferto e gioito. Mi piace vivere sospesa in questo tempo-non-tempo, pranzare con i piatti comprati al Balon di Torino, sedermi sulla sedia della scrivania di mio nonno bambino, ascoltare i dischi al grammofono e circondarmi di fantasie andate.

 

Cristiana

Innamorata della vita, entusiasta per natura, ottimista fino al midollo e testarda come un mulo. Sono io. Blogger per scelta e per amore.

4 Comments
  1. Io in sala ho una credenza, il tavolo e le sedie che sono appartenute alla nonna di mio marito… Il resto della sala invece è moderno… Mi piacciono un sacco i contrasti e poi gli oggetti antichi scaldano l’ambiente… E fanno tanto “casa”

  2. @Eu, e non è emozionante pensare che su quelle stesse sedie e su quello stesso tavolo tuo marito ha giocato, cenato e magari disegnato quando era bambino? E’ proprio questo il valore dei mobili dei nonni, hai ragione!

  3. anche io sono circondata da pezzi di recupero…tra quelli di famiglia e quelli trovati da rigattieri marmisti….
    anche io mi sento più protetta…..e ti devo dire che la casa assume un aspetto più caloroso accogliente…anche quelli che mi vengono a trovare dicono sempre che si sentono bene…e son soddisfazioni!!!!:))
    ma ce li fai vedere i comodini e l’armadio?!?

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