La felicità è un contratto a tempo determinato pagato in Voucher.

Felicità è un'altalena: mentre una scende, l'altro sale.

 

La felicità è un contratto a tempo determinato pagato in Voucher. Un’eterna rincorsa alle illusioni, alle aspettative ( aspettative deriverà mica da “aspetta e spera”?)

La felicità è l’ultima fetta di viennetta con il crisp: e quando arrivo io è finita anche quella.

La felicità è l’abbraccio dei miei bambini quando riaccompagno loro a casa, unico momento in cui si accorgono di essere stati con me.

La felicità è il risveglio dopo l’operazione impossibile, essendomi addormentato con le parole del chirurgo che riecheggiavano “questo lo perdiamo!”

La felicità è il mio gatto che si appisola su di me, sul mio viso.

La felicità è un tuo bacio, inaspettato.

La felicità è un tuo messaggio, desiderato.

La felicità è un contratto di lavoro.

La felicità non esiste. O forse esiste ma è in ritardo.

Ho sempre pensato che la nostra vita fosse come l’universo: buio, oscuro e imperscrutabile. La felicità invece come le stelle: sparpagliate random e ad minchiam, in giro per l’universo.

Se hai una botta di culo pazzesco nasci accanto alle pleiadi che sono vicine tra di loro solo 420 anni luce, e quindi il sabato sera in giro per i locali, tra una birra ed una stella, fai il pieno di stelle-felicità.

Se sei un poco più sfigatello nasci lungo la via lattea (e là non ci sono solo stelle; ma sapete bene che mentre il Saggio indica le stelle, lo stolto cerca di cavarsi gli occhi con il dito, passando dal naso) e credi che siano tutte stelle quelle che luccicano. Invece ti ritrovi, ad un certo punto, con una manciata di polvere tra le mani, sabbia che scivola leggera. E scambi le stalle per le stelle o vedi le stelle nelle stalle. Insomma, la felicità non è una cosa così semplice da individuare.

Ancora oggi si cerca il famoso Bosone di Higgs. Non si è ancora capito bene dove lo abbia dimenticato all’interno del laboratorio. Eppure sono tutti là, migliaia di scienziati, alla ricerca di questa cosa che lo stesso Higgs dichiara sia indispensabile da trovare, ma non sa per cosa.

Le stelle invece, le incontri lungo il tuo cammino. Sono poche, luminose quanto basta, soddisfacenti mai abbastanza.

Insomma, la felicità non esiste.

Esiste la serenità, quella economica, quella fisica (esiste una serenità fisica?)

In tanti, nei secoli, agli albori dei primi pensieri abbozzati, hanno cercato di dare un significato al concetto di felicità. La verità è che di parole ne sono state spese tante ma nessuno è mai riuscito a definire con precisione questa nostra emozione così astratta e tanto spesso rara.

Pare che un giorno Albert Einstain abbia detto: Il ricordo della felicità non è più felicità, il ricordo del dolore è ancora dolore. (Albert Einstein)

Elisa Castrogiovanni, blogger e madre del terzo millennio, ha raccolto la mia provocazione faisbukkiana e ha rilanciato un suo post: la felicità. Interessante, perfetto ma il mio pessimismo cosmico mi spinge lontano, verso le delusioni, i fallimenti inenarrabili che vanno a scontrarsi, in una guerra titanica, con i più grandi e lieti eventi della vita. La mia, la vostra.

La mia felicità è una stella cadente: rapida, luminosa e improvvisa. Almeno credo. Oppure no. E’ passata ma non ho fatto in tempo ad esprimere desiderio alcuno.

Non sono mai stato felice. Forse non lo sarò mai.

Sono più portato per le delusioni programmatiche, i fallimenti assistiti, il ripascimento emotivo. Mi danno più soddisfazioni e soprattutto più garanzie di riuscita.

Sono giorni che aspetto la definizione perfetta per questa emozione perfetta ma di due l’una: o non avete mai conosciuto veramente la felicità, o lei non ha mai riconosciuto voi.

Mi consola il mio amico Charlie Brown: Il segreto della felicità è avere tre cose da aspettarti e nulla da temere!

Vi prego, aiutatemi. Fatemi capire cos’è la felicità.

Massimiliano

Sono Massimiliano Di Nicolantonio ma mi conoscete come Max Dejavù. Sono un poco scrittore e un poco blogger. Un po' tecnico e un molto padre. Sono un po' potamo e un po' troppo tutto il resto. Scrivo, disegno, presento e racconto.

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