Il ruolo di mamma

Vi ho sempre raccontato la mia esperienza diretta e, forse peccando di presunzione, ho sempre visto il mondo mammesco solo dalla mia prospettiva. Per me – vi ricordate questo post? – lo scoprire di essere incinta, la gravidanza e il post partum sono stati momenti idilliaci. Ho raccontato le mie emozioni, spesso le ho vomitate, ho avuto momenti bui o giornate no, ho reagito inizialmente con paura alla scoperta della seconda gravidanza. Ma, tirando le somme, è stata un’esperienza emotivamente meravigliosa.
Non per tutti è così.

L’ approccio negativo alla gravidanza, anche se inaspettata, spesso genera in me una reazione rabbiosa. Un figlio è la miglior cosa che ci possa capitare, no?! Seguire sul web chi ha avuto difficoltà a sentirsi “mamma dentro”, come Wonderland, inizialmente mi faceva innervosire. Non capivo. Come poteva una mamma non rimanere estasiata all’idea che dentro di sé stesse crescendo una vita? Come poteva un sorriso del proprio bambino non riuscire a cancellare tutta la stanchezza e il disagio?
Ma nelle ultime settimane sono venuta in contatto con parecchie situazioni diverse dalla mia, con future mamme che non accettano lo tsunami nella propria vita, con neomamme in preda allo sconforto. L’altra sera, poi, ho avuto modo di confrontarmi con Bismama, durante una meravigliosa chat Livestream organizzata da BabyClub a cui hanno partecipato Francesca Sanzo e tante altre mamme. E’ stato come andare a bere qualcosa con le mie amiche, una situazione distesa e rilassata, quattro chiacchiere tra amiche. E Serena, alias Bismama, ha raccontato del suo libro, Mamma non si nasce, e della sua esperienza.
E ho capito che la maternità è il rito di passaggio per eccellenza. Che ognuna ne ha una percezione diversa e che per molte può diventare il motivo di una profonda depressione. Bisogna parlarne, bisogna rompere quel tabù che, come riportava Bismama, non ha permesso alla generazione delle nostre mamme di ammettere il senso di inadeguatezza e di disagio. Ma per noi è diverso. Noi abbiamo il web, l’esempio di chi come Wonderland e Bismama ha il coraggio di mettersi in gioco e di raccontare anche il lato oscuro dell’essere mamma.
Da parte mia, leggerò il libro e vi dirò il mio Cento per cento Mamma-pensiero!
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1 Comment

  1. bismama 2.0 5 Nov 2011 at 11:35

    Grazie per le belle parole. In effetti, per chi approda a una maternità serena e cercata può sembrare strano ritrovarsi a leggere esperienze così contrastanti con la propria. Pensa a me che ho cercato, voluto e combattuto a 22 anni per la prima gravidanza. Il parto avrebbe dovuto essere il coronamento di un sogno. E invece. Anche per questo non riuscivo ad accettare quei sentimenti e quel tunnel che mi si era aperto sotto i piedi. Ma quel passaggio era necessario, è servito a rendermi più forte nonché consapevole del mio modo di amare.

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