Guida pratica: portare i bambini

Ovvero: come scegliere la fascia adatta.
Per la nascita di Sofia mi è stato regalato il classico marsupio della Chicco. A mio avviso scomodissimo e innaturale per entrambe. Poi sono stata affascinata dal mondo delle fasce porta-bebè. Da completa neofita in materia ho acquistato la prima che ho trovato e mi sono ritrovata a casa a tentare di infilarmi addosso una fascia lunga elastica con tanto di dvd di istruzioni. Sofia ha fatto dei sonnellini meravigliosi all’interno della fascia, ma poi è arrivato il caldo e per me è diventato insostenibile indossare la fascia, di un cotone molto pesante. Ma ho assaggiato cosa significasse portare addosso a me la mia cucciola, sentirla stretta stretta al mio cuore e permetterle di ascoltare il mio, il ritmo che ha scandito per nove mesi la sua vita e che, da un momento all’altro, l’ha abbandonata. Mi sono resa conto della serenità che il contatto fisico produceva in me e in lei. Pensiamoci bene, i bimbi sono stati 9 mesi nella nostra pancia, non è un po’ innaturale e violento lasciarli lontano da noi? Non dico nulla di nuovo o non detto, vorrei solo che riflettessimo tutti sull’importanza del contatto fisico tra mamma e neonato.
Quando è nata Cecilia, al problema del voler tenere accanto a me la piccola si è aggiunto quello di non far sentire messa da parte la più grande. Ma con le mani impegnate nel tenere in braccio Cecilia non potevo fare altrimenti. Ho così conosciuto delle magiche, a mio avviso, fasce ad anello, che non richiedevano brevetti da contorsionista né saune non gradite. Le fasce ad anello devono essere acquistate nella propria taglia e sono rapidissime da indossare. Il problema successivo è stato trovare delle fasce che mi piacessero. Infatti, le fantasie delle stoffe erano per me troppo “alternative”. Io amo lo stile urban-chic e l’etnico non mi si addice proprio. Così mi sono imbattuta in un’azienda americana che produce delle  fasce di cotone americano stampato in modo sublime. Belle da morire!Adatte a qualsiasi abbigliamento e con delle accortezze che le rendono ancora più comode. Solo una mamma americana poteva pensare, infatti, ad inserire una taschina tra i due strati di tessuto – esterno ed interno – per mettere cellulare, chiavi o qualche soldino. O più semplicemente un ciuccio.
Quando ho ricevuto le due fasce che avevo ordinato la mia vita è migliorata di molto.
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7 Comments

  1. Anonymous 17 Ott 2011 at 13:50

    Interessatissima… come si chiama il sito da cui hai acquistato questa splendida fascia?
    Grazie mille per l’info! Ana76

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  2. Elisabetta 17 Ott 2011 at 14:31

    Anch’io li ho sempre portati alla nascita del primo 15 anni fa usavo il marsupio per andare ovunque anche in casa!

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  3. pinkmommy 17 Ott 2011 at 15:00

    io con gnomo non ho mai usato neanche il marsupio, ma già da un bel po’ ho deciso che se arriva il secondo sicuramente userò la fascia! grazie per le info, spero che mi serviranno! 🙂

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  4. Cento per cento Mamma 17 Ott 2011 at 21:30

    @Elisabetta, sei stata un’antesignana delle moderne mamme-canguro!!! 15 anni fa si usava poco questo tipo di supporti.
    @pinkmommy, mi devi promettere che se, e te lo auguro con tutto il cuore, arriverà il secondo ti rivolgerai a ma. Sono stata talmente entusiasta della mia fascia che ho deciso di iniziare ad importarle… Un abbraccio

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  5. il contatto naturale 2 Mag 2012 at 13:02

    portare è essenziale…
    ma questa tua guida pratica è un po’ riduttiva.. di supporti ce ne sono tanti e diversi, come non citare il mitico mei tai ad esempio??
    ciao

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  6. Anonymous 21 Ott 2012 at 13:39

    @centopercentomamma anch’io come @elisabetta ne ho fatto uso fin da subito già con il primo figlio (17 anni).
    Prima ho usato il marsupio, un modello americano, molto copiato, poi la fascia. L’importanza del contatto mamma-bambino è fondamentale, ci sono ampi studi su questo argomento.
    Farei attenzione però a tenere il cellulare vicino al bebè 😉

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