Guida pratica: dove far dormire il neonato?

Siete incinta, state immaginando come sarà la vostra vita dopo l’arrivo del bebè e… il dubbio vi assale. Dove dovrò far dormire il neonato? Avete sentito racconti di amiche e colleghe che non riescono più a togliersi il bambino – quasi pronto per le scuole medie – dal lettone e non volete che capiti anche a voi. Già la vita sessuale di coppia ne risente – prima o poi farò un bel post a riguardo! – ma almeno l’intimità della camera da letto lasciamola a questi poveri Papà.

Eh, già, credo abbiate capito come la penso: ognuno a dormire nella propria camera e ognuno a riposare nel proprio letto.
Quando ero incinta della mia primogenita mi sembrava un assioma così semplice che non c’era nemmeno da discuterne… Con Il Maritino avevamo giurato: “due o tre notti in camera con noi e poi subito nella sua cameretta!“.

Ma al rientro dall’ospedale vi assicuro che anche le mamme più signorina-Rottermaier-oriented perdono le proprie convinzioni e così, se non ci fosse stato Il Maritino, sarei anch’io a lottare con bimba duenne che non vuole andare a dormire nella propria camera. Una volta impostata la routine è la cosa più naturale per tutta la famiglia. Certo, le eccezioni ci sono: se Il Maritino è in trasferta per lavoro il letto di mamma si apre alle cucciole, se qualcuno sta male ci si riorganizza letti e spazi, ma – passata l’anomalia – ognuno nel proprio letto senza capricci.

Ma come mettere in pratica questa bella teoria della nanna?

  1. Non mettere in camera di mamma e papà la culla o il lettino in cui si intende far dormire il bebè al rientro dall’ospedale;
  2. per i due o tre giorni in cui il bimbo dormirà con mamma e papà, utilizzare la carrozzina;
  3. mettere nella lista dei regali da farsi fare da parenti e amici un interfono per sentire pianti e movimenti del bimbo – VI PREGO non quelle con lo schermo e la telecamera: sono da PARANOICI!!!
  4. allestire una bella cameretta accogliente per il futuro bebè, possibilmente scegliendo una stanza attigua alla vostra camera da letto – sarà più comodo andare a prendere il bimbo nella notte;
  5. tenere addosso una maglia, magari per dormire e poi metterla nella culla del bebè, in modo che lui possa sentire l’odore della mamma.

Io personalmente, per pigrizia, ho sempre allattato le mie bimbe nel lettone, ma alla fine della poppata ognuno nel proprio letto.

Capisco che la sensazione che proverete la prima notte sarà un misto di sentimenti forti e contrastanti. Sentirete il distacco e proprio per questo prendetevi i vostri tempi, cercando di rispettare voi stesse e il vostro bambino: “Poverino, lui così piccolo, da solo in quella stanza troppo grande!”

Altre risorse:

Cristiana

Innamorata della vita, entusiasta per natura, ottimista fino al midollo e testarda come un mulo. Sono io. Blogger per scelta e per amore.

2 Comments
  1. Confesso che sul sonno di ns. figlio, che ora ha oltre quattro anni, non mi sono mai fatta tante paranoie. Abbiamo usato una radiolina da cameretta per tutto il tempo e ha funzionato benissimo. Confesso anche (sarò l’unica madre a nord dell’equatore) che ho sempre dormito con i tappi nelle orecchie, mia irrinunciabile abitudine, perchè ho la “fortuna” di svegliarmi in qualunque momento della notte ed essere in piedi al primo rumore nel giro di un secondo e mezzo. Però credo di aver fatto una scelta disgraziata mettendo mio figlio a due mesi nella sua cameretta, solo, in un lettino adatto a un bambino di un anno… (tra l’altro, grazie Tata Lucia per l'”utilissimo” consiglio). Mio figlio ha sempre vissuto malissimo il momento della nanna, nonostante tutti i vari rituali ripetitivi di ogni sera ecc. Abbiamo passato un periodo di mesi e mesi con risvegli notturni e stati d’ansia che allora non eravamo in grado di interpretare (tra l’altro: c’è sempre l’idiota di turno che ti dice “sono i denti”, “è l’età”, “è normale” ecc. e tu sei più idiota perchè ci credi). Ho pensato di abituarlo fin da piccolo alla sua cameretta da solo, all’indipendenza… ora mi dispiace averlo fatto, avrei dovuto fargli sentire più contatto fisico e la presenza di qualcuno con lui nella stanza. Forse dipende da bambino a bambino, magari alcuni risentono meno della solitudine notturna. Questa cosa mi ha insegnato di ascoltare sì i pareri degli esperti ma di decidere non in base a loro ma in base alla sensibilità del bambino.

  2. Saró mamma tra qualche mese e ho letto di tutto e di più sul tema, mi sono confrontata con amiche di ogni provenienza e credo ormai che quello della nanna sia una questione culturale. Ho sempre pensato che la cosa migliore fosse che il bambini, appena arrivato a casa, dovesse andare nella sua culla posizionata nella sua cameretta ma le raccomandazioni per ridurre il rischio di sindrome da morte súbita indicano l’opposto. Come comportarsi allora?

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