Genitori separati: è sbagliata la legge o chi ne chiede l’applicazione?

Separazione, “La guerra dei Roses“. Quale miglior film può rappresentare la psiche degli ex coniugi. Chi aveva ragione? Chi aveva torto? Lo ricordate? Avevano entrambi ragione e allo stesso tempo torto ma fecero delle cose così orribili che se anche ci fosse stato precedentemente qualcosa di buono in loro, i loro gesti spazzarono via tutto in una coltre di polvere e cenere!

Separazione, faccio zapping sulla rete, nei forum, nei blog e leggo:

“La mia ex moglie non mi fa vedere mio figlio, cosa devo fare?”

“Il mio ex marito non mi passa gli alimenti, come posso fare?”

“La mia ex moglie non risponde al telefono quando chiamo per sentire mio figlio, devo chiamare i carabinieri?”

“Il mio ex marito si fa la vacanza con la sua amichetta ma sono 3 mesi che non dà i soldi per sua figlia, posso denunciarlo?”

“La mia ex moglie si sputtana i soldi che passo per i miei bambini, posso chiedere la rendicontazione?”

“Il mio ex marito non vede la figlia da quasi un anno, posso obbligarlo?”

La verità, amici miei, è che nessuna legge potrà mai essere buona se gli utilizzatori principali, gli attori che ne chiederanno l’applicazione, non sono o non saranno buoni e giusti nelle loro richieste.

In quest’ultima settimana mi sono finiti sotto gli occhi due situazioni emblematiche.

Caso 1.

Nei vari forum che seguo in giro sulla rete, ho letto lo sfogo di una donna che verosimilmente esausta dagli strascichi del divorzio, pubblicava un post che suonava così: “Sono felicissima, dopo la sentenza di ieri sono finalmente riuscita a distruggere la vita del mio ex marito. Gli ho fatto pignorare la casa dove viveva, visti tutti i suoi arretrati. I figli non gli parlano da dieci anni. La mia vendetta si è conclusa.”
Ovviamente i commenti del pubblico maschile contro tale gentildonna sono stati devastanti ma, sottolineo ma, anche quelli del popolo femminile non sono stati meno gentili. Sostanzialmente le si chiedeva di giustificare una rabbia tanto inaudita da essere felice di aver fatto pignorare la casa all’ex marito, non lavoratore con casetta ricevuta in eredità.
Ora, senza entrare nei dettagli specifici del caso, mi chiedo se sia sbagliata la legge o il nostro modo di approcciarci al mondo? Può la nostra furia cieca portarci ed esaltarci per un gesto così sconsiderato che probabilmente metterà una persona per strada?

Caso 2.

Gli uomini sostengono che le donne odino il genere maschile, le donne dichiarano la stessa identica cosa. Forse semplicemente facciamo le stesse cose, chiamandole in modo differente.

In risposta al caso 1, questa settimana ho letto un post lasciato da un papà verosimilmente esausto dagli strascichi giudiziari, ha pubblicato un post che mi ha fatto sobbalzare dalla sedia.

Per diritto di anonimato non riporterò mai i post in maniera speculare in modo da non arrivare mai a scoprire l’autore.

Insomma, il post suonava così “Non potete capire la gioia che provo da un mese a questa parte. Mie figlie piangono dalla disperazione tutte le volte che le riporto a casa.

Gridano contro la madre, le dicono che è cattiva e che loro voglio stare solo con me. Sono felice di vedere la sua faccia stizzita.”

I commenti sono stati, anche in questa situazione da ambo le parti abbastanza negativi. Rallegrarsi di un ipotetico fallimento di un genitore è quanto di più stupido uno o l’altro coniuge possa augurare all’altro.

Nella separazione il benessere dei nostri bambini dovrebbe essere quanto di più importante e necessario.

So e conosco genitori che hanno lavorato (volontariamente e involontariamente) per screditare l’altro coniuge. Paradossalmente questo capita anche tra coppie ancora sposate, non è un fenomeno unicamente presente nelle coppie scoppiate.

C’è bisogno di cambiare la legge o necessità di cambiare il modo di vedere delle persone?

C’è bisogno di attaccarsi ad ogni cavillo burocratico o arriveremo al punto che un avvocato, alzandosi dalla sedia, si toglierà la toga e dirà “Adesso è troppo!” perché se è vero che la legge da delle linee per il diritto di tutela è anche vero che alla fine sono le persone che posso scegliere quali armi mettere in campo e, spesso purtroppo, è la nostra peggiore immagine.

 

Massimiliano

Sono Massimiliano Di Nicolantonio ma mi conoscete come Max Dejavù. Sono un poco scrittore e un poco blogger. Un po' tecnico e un molto padre. Sono un po' potamo e un po' troppo tutto il resto. Scrivo, disegno, presento e racconto.

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