Genitori-insegnanti, un rapporto difficile

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Sono figlia di un’insegnante. Una di quelle che sarebbero dovute andare in pensione a 57 anni e che ora lavoreranno fino a 65. Di esperienza lei ne ha molta. Di generazioni di allievi ne ha viste passare parecchie – e anche di genitori.

Sono cresciuta con i racconti sulle marachelle piccole o grandi di questi adolescenti che prima mi sembravano grandi e ora piccoli piccoli.
Ma ciò che ho notato e che mi disturba nel profondo, in quanto mamma, è che negli ultimi anni i genitori non stimano né rispettano il lavoro dei docenti – educatori al pari loro.
Quando ero una studentessa e tornavo a casa con una nota o con un brutto voto, non veniva messo nulla in discussione. La fancazzista ero io, l’errore era mio e a pagarne le conseguenze sarei stata io. E non credo che i miei genitori approvassero sempre e comunque l’operato dei miei insegnanti, ma a me non era dato saperlo.
In questo modo ho sviluppato un rispetto per l’istituzione-scuola tale per cui non mi sognavo neanche più di nascondermi dietro scuse che a priori sapevo inutili. Se studi prendi un bel voto, se non lo fai no. Punto.
Ora stiamo crescendo ragazzi a suon di lettere dall’avvocato per una sgridata, di repliche alle note dai toni minatori, di scusanti sempre e comunque per i nostri “poveri bambini”.
Ma come possono sviluppare una stima per la Scuola, come possono imparare dagli insegnanti – bravi o meno, non importa – come possono assumersi le proprie responsabilità quando a casa c’è chi sputtana l’operato dei docenti 24 ore su 24, giustifica i bambini anche davanti all’evidenza e li protegge da qualsiasi assunzione di responsabilità?
Tutto questo mi fa riflettere sulla necessità di un passo indietro, di una presa di coscienza da parte di noi genitori: così stiamo facendo il male dei nostri figli, stiamo crescendo delle generazioni di imbecilli, stiamo affrancando la teoria per cui la colpa è sempre degli altri e stiamo costruendo degli adulti insicuri e viziati.
Ce ne rendiamo conto? Non lo so, dal canto mio so che farò di tutto per comportarmi con le mie figlie come i miei genitori hanno fatto con me.
Buon anno scolastico a tutti, insegnanti e genitori, nella speranza che si inizino ad aprire gli occhi.
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6 Comments

  1. Anonymous 7 Set 2012 at 08:55

    Cristiana..parole sante le tue! Proprio stamattina ne parlavo con una mia amica insegnante. I genitori dovrebbero insegnare proprio il rispetto nei confronti degli insegnanti e della scuola..ma così non è più, purtroppo.
    un bacio alle principesse,
    Daniela

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  2. Micaela 7 Set 2012 at 10:25

    Ottime e sagge parole!
    Eccellente monito per tutti noi!
    Anche io sono figlia di insegnante.
    Se avessi voluto scrivere io stessa un post in merito, non avrei saputo dire tutto questo meglio di te!
    B-R-A-V-A !!!!!!

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  3. La Culla 7 Set 2012 at 11:15

    Ciao Cristiana ci piacciono molto queste tue parole e questi tuoi pensieri. Purtroppo questa mancanza di rispetto è davvero molto diffusa ed è il sintomo di quanto si sia deteriorato il nostro rapporto con le istituzioni che dovrebbero organizzare la società in cui viviamo.

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  4. Rossana Lombardi 7 Set 2012 at 22:07

    Quello che dici è vero ma c’è anche da dire che gli insegnanti non sono più come quelli di una volta..te ne accorgerai quando le tue bimbe inizieranno la scuola.

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  5. Roberta Morasco 17 Ott 2012 at 18:17

    Porca miseria quanto condivido con te tutto quello che hai scritto!
    Io ho una figlia in 5 elementare e fin dal primo anno ho notato questa cosa. Ai nostri tempi se prendevi una nota anche se davvero non meritandola, una volta a casa ti ‘mazziavano’ anche i genitori, perché mai si sarebbero sognati di contestare l’insegnante, e secondo me era giusto così. Mai screditare il loro ruolo, nel bene e nel male secondo me. Anche se si vive un’ingiustizia, che può capitare perché anche gli insegnanti possono sbagliare, subirla non fa nemmeno tanto male perché, tutto sommato i bambini non bisogna sempre proteggerli. Devono anche ‘farsi le ossa’, e sopravvivere alle ingiustizie..che poi nella vita serve anche questo. Cosa faranno altrimenti alla prima difficoltà? Si suicidano?…Dovremmo tutti riflettere.. Grazie per questo post, molto bello.
    Roberta
    facciamocheerolacuoca.blogspot.it

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  6. Elena 20 Ago 2013 at 22:27

    Sante parole davvero.

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