Forma e sostanza ai tempi del Coronavirus

Quando arrivi davanti al supermercato, con la mascherina e i guanti, e ciò che leggi sulla porta, appiccicato sopra le promo del mese, è un cartello che recita “INGRESSO CONTINGENTATO”, significa che la tua vita è cambiata.
Quel cartello, in tutta la sua potenza, segna uno spartiacque tra la vita “prima del Coronavirus” e oggi, domani, dopodomani.
Oggi al corso di reiki, qualcuna di noi raccontava di come con l’andare delle settimane le percezioni cambino e con loro anche il nostro essere dentro questo momento. L’insegnante ci ha fatto notare quante risorse abbiamo, ad adattarci a tutto questo, con una velocità che ci fa aprire ogni giorno gli occhi con una sensazione di abitudine nuova, ogni giorno di più.
Cambia la nostra vita, cambiamo noi. È meravigliosa la nostra resilienza, come individui, famiglia, comunità. Mai come in questo periodo ho sentito le persone vicine, disponibili, disposte a un gesto autentico di apertura verso il prossimo. Quante mani tese ad aiutare chi ci passa accanto, anche se non possiamo toccarci!

Il virus ci ha tolto tutto e ci ha messi davanti a noi stessi, al significato vero e profondo delle nostre vite. Chi siamo? Cosa conta davvero per noi? Chi vogliamo essere, oggi? E domani?

Ci ha costretti a spogliarci di tutto il superfluo – e l’essenziale – di cui le nostre vite sono piene, per richiuderci in una bolla, in cui l’energia che si percepisce è solo quella che riusciamo a generare noi stessi.

E così mostriamo a noi stessi e al mondo, attraverso quella meravigliosa finestra rimasta aperta del web, chi siamo davvero e quanta sostanza ci fosse sotto i tutorial di make-up e i viaggi intorno al mondo. Non c’è più un luogo in cui scappare, non c’è più un pubblico pronto a osannarci per l’ennesima inutile superficiale.

Oggi ci sono Persone, dentro e fuori dal web, che giorno dopo giorno tollerano sempre meno chi sta facendo finta che tutto sia come prima, in nome di un brand da portare avanti. E la crudezza di questo momento ci sta metaforicamente – non solo nel significato letterale – strappando ciglia finte, unghie con il gel, le pieghe dal parrucchiere, le sedute dal chirurgo estetico. Ci siamo noi, con la ricrescita, spesso struccate, con la casa in disordine e l’affollamento o la solitudine che stiamo vivendo.

Oggi si apre il sipario e scopriamo se quella messa in scena era vera o costruita ad arte, se le persone che ci erano sembrate mosse da buoni sentimenti lo fossero davvero o se invece siano solo belle facciate che anche in questo momento cercano disperatamente il proprio tornaconto, se chi ci era apparso come un faro in realtà non sia solo stato solo un riflesso in uno specchietto.

Oggi siamo chiamati a guardarci dentro, abbiamo l’occasione per stare in silenzio con noi stessi e dare al mondo ciò che siamo in grado di donare. E per il resto, tacere.

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