Come far durare un matrimonio dopo i figli

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Lo scossone che ti arriva addosso quando nasce il tuo primo figlio è simile all’effetto di uno tsunami: di quello che c’era prima non rimane nulla. I primi anni di vita sono quelli della costruzione dei nuovi equilibri, della nuova famiglia, del ritrovare se stesse e ricominciare a conoscersi e del correre. Per la coppia non c’è spazio, non c’è tempo, non c’è voglia. Se prima si viveva l’uno per l’altra, si bastava a se stessi, ora il partner è un socio con cui dividere compiti, responsabilità e gioie. Tutta la complicità e la centralità di prima non esistono più.

Vi avranno detto che è importante trovare del tempo da dedicarsi, che è fondamentale ritagliarsi delle serate “libere” dai figli da vivere a due, che il matrimonio altrimenti va in crisi e si rischia di lasciarsi. In teoria è tutto vero. Ma sfido chiunque ad essere felice di mollare il pupo di pochi mesi ai nonni o alla tata per andare a cena fuori. Io l’ho fatto. Siamo tornati a casa e dalla strada sentivamo Sofia che piangeva. Il risultato è stato che abbiamo deciso quella sera stessa che l’avremmo portata con noi al ristorante se avessimo deciso di uscire altre volte. E l’abbiamo fatto. Per anni non ce la siamo sentita di trovare quel tempo per noi, per anni io mi sono addormentata appena ho messo la testa sul cuscino la sera.

La mia attenzione era tutta focalizzata sulle mie figlie, il mio corpo era loro almeno fin quando le ho allattate. Lui ha capito e ha aspettato. Ho un marito intelligente, sapete? Ecco, questo è il vero modo di far durare un matrimonio: scegliere con attenzione il marito, come dice anche la mia amica Barbara. Ha aspettato, ha protestato per questa mia “assenza”, abbiamo litigato, parlato e siamo stati sinceri. Non abbiamo messo barricate, abbiamo usato questo momento di cambiamento per crescere come coppia. Sì, perché una delle lezioni migliori che io abbia ricevuto sul matrimonio mi è arrivata da un’ex collega che si stava separando, che a pochi giorni dal mio matrimonio mi disse: “Non lasciare che si creino i muri, parla di tutto quello che provi e che non va. I muri una volta eretti non si abbattono più”. E così abbiamo fatto, con enormi scazzi e abnorme fatica.

Datevi anche del tempo. Prima o poi ritagliarsi uno spazio diventerà una vostra necessità. Ma non per tutte l’ora x scatta in contemporanea. Ci può volere qualche mese oppure degli anni. Prima o poi quell’uscita col marito, quell’aperitivo con le amiche, quell’ora di running saranno fondamentali come le ore d’aria per i carcerati. Ma finchè non sentite che vi serve, non forzatevi. Immaginate che serata orrenda passereste se la vostra testa rimane a casa col bambino. Prima o poi il momento arriverà. Fate una prova, ma non pretendete di partire per una settimana di vacanza senza figli se è il primo distacco. Mi ricordo di aver incontrato una mamma in crociera, che stava festeggiando la sua luna di miele e che si è commossa a guardare la mia bambina, che allora aveva 14 mesi. La famiglia le aveva imposto di andare senza la figlia. E lei ha pianto per tutta la settimana. Che senso ha?

Le relazioni hanno bisogno di rispetto reciproco – e si tratta proprio di rispetto concedere tempo all’altro e aspettarlo. Io sono stata fortunata, ma ho anche scelto bene. E oggi, con le bimbe un po’ più grandi che stanno volentieri con altri oltre che con noi, è magnifico ritagliarsi una serata, un weekend o addirittura qualche settimana durante l’estate. E farlo con piacere, senza che nessuno dei due lo senta come un obbligo.

Solo con la sincerità e la pazienza si salvano i matrimoni, l’amore non basta.

Cristiana

Innamorata della vita, entusiasta per natura, ottimista fino al midollo e testarda come un mulo. Sono io. Blogger per scelta e per amore.

2 Comments
  1. Io ho il problema contrario. Pit l’ho sempre lasciato volentieri e mi sono sempre goduta la mia “ora d’aria”. è che un’ora d’aria non basta per ricostituire degli equilibri saldi, perché poi la routine, quella che scambieresti volentieri con le “ore d’aria”, è più insidiosa di tutto il resto.

    Per me, almeno, che ho sempre vissuto sola e non mi ero mai preoccupata di dover lavare i piatti o fare le lavatrici anche quando non avevo voglia.

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