Voglio vivere d’emozioni e di ricordi: i suoni

Al di là dei sogni
Al di là dei sogni

Qualcuno disse, erroneamente, che l’emozione non ha voce. Le emozioni non solo hanno voce: hanno voce, odore, corpo, immagine, coscienza, immaginazione…

Queste emozioni, unite ai ricordi, possono generare delle sensazioni meravigliose o terrificanti. Rendere brillante la tua giornata o farla sprofondare nel peggiore dei down mai visti.

Mi trovo spesso a giocare con i ricordi e le emozioni. Ho bisogno di regalarmi tuffi al cuore, nelle sue profondità più dimenticate. Io vivo di emozioni e ricordi. Ne ho un bisogno vitale, come l’acqua e l’aria. Vivo di emozioni tattili, olfattive, visive, come il brivido per un abbraccio improvviso, il rossore per un bacio inaspettato.

Ho persino fatto delle sedute regressive che mi hanno triturato in un polpettone di emozioni meravigliose, sia per la parte positiva sia per la loro parte più negativa: gli incubi apparentemente dimenticati ma parcheggiati nel garage dei brutti ricordi.

Io, seduto sul mio letto, in riva al mare o su una panchina al parco, ascolto i suoni che mi avvolgono, e con gli occhi socchiusi cerco di tornare indietro con i ricordi.

È un esercizio che ho iniziato a fare fin da piccolo, avido e bisognoso di coccole. Le emozioni possono essere anche meravigliose coccole.

Facciamo un esperimento, mi piacerebbe condividerlo. Poi ditemi cosa siete riusciti a tirare fuori… Giocare con le emozioni è importante perché siamo derivati del mondo che ci circonda e attraverso i sensi, fin dalla nascita, incameriamo emozioni.

Respiriamo emozioni, assaggiamo emozioni, tocchiamo ed ascoltiamo emozioni e ricordi… diceva qualcuno che “siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”.

Io credo che noi siamo fatti della stessa sostanza dei nostri ricordi e delle emozioni ad essi associate.

Veniamo investiti da stimoli quotidianamente ma, non si è ancora compreso cosa, a livello celebrale, faccia sì che emozioni e ricordi vengano incamerati e altri no. Quella meravigliosa macchina che è il cervello, potrebbe anche aver incamerato tutti i nostri ricordi e le nostre emozioni, lasciando però che nello scorrere degli anni solo qualcuno più fulgido, possa riemergere, a seconda dello stimolo esterno che riesce a farlo riaffiorare.

Proviamo con l’udito.

Chiudete gli occhi, cercate di tornare indietro, ricordare i suoni della vostra vita: università, scuole, sport, primo amore, infanzia…

Per quanto mi riguarda, i suoni sono la parte più interessante e stimolante, dopo gli odori, per tutto quello che concerne le emozioni e i ricordi passati.

I suoni che più mi portano indietro nel tempo, quelli che riesco a ricordare con grande lucidità, i quali mi lasciano un retrogusto di felicità mista a malinconia, ai quali non potrei rinunciare, sono:

  • Il trillo della bicicletta;
  • Il battere sui tasti della macchina da scrivere di mio nonno, nello studio di casa sua;
  • Stazione: la voce che annuncia l’arrivo del treno;
  • La voce dei miei nonni;
  • Il crepitio delle radio analogiche, quando cercavi una stazione radio;
  • Il suono della TV quando ad una certa ora finivano le trasmissioni;
  • Il suono dei timbri, alla posta;
  • Mia madre che taglia le patate la domenica mattina;
  • I passi di mio padre, la mattina presto, dopo aver indossato gli stivali;
  • Il tintinnio del cucchiaino, nella tazzina da caffè, la mattina;
  • Il suono del gesso che batte sulla lavagna della classe;
  • L’HD che frigge, nei primi pc;
  • Il suono dell’acqua del mare, la mattina presto, al suo battere e levare sulla battigia.

Ci sono dei suoni che ricordano l’infanzia, altri che ricordano avvenimenti più recenti. Emozioni che ci coccolano e ci danno un senso di vicinanza agli eventi passati, ricordi delicati che spesso mi hanno toccato in maniera così vivida da farmi ancora sentire un fremito al cuore, lasciamo immobile, in lacrime, riassaporare vecchie emozioni.

Fatelo anche voi, prendetevi dieci minuti, chiudete gli occhi e cercate di tornare indietro, ricordare vecchi suoni, cercatene le emozioni… regalatevi una carezza al cuore.

 

Massimiliano

Sono Massimiliano Di Nicolantonio ma mi conoscete come Max Dejavù. Sono un poco scrittore e un poco blogger. Un po' tecnico e un molto padre. Sono un po' potamo e un po' troppo tutto il resto. Scrivo, disegno, presento e racconto.

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