Diario delle emozioni per i nostri figli

Diario delle emozioni per i figli
Diario delle emozioni per i figli

Tra dieci anni sarai in grado di raccontare perfettamente ogni minima pearl drop dei tuoi pensieri, ai tuoi figli?

Se solo trovassi mai il coraggio di scrivervi o di parlarvi, bambini miei, ora che siete ancora piccoli!

Se riuscissi mai ad andare oltre le mie evidenti barriere, causate spesso dalla necessità o dalla mia incapacità di liofilizzare pensieri e parole, per poi somministrarveli con orologiaia precisione.

Vorrei trovare le parole giuste per descrivere le mie emozioni, se solo le sapessi, io oggi lo farei.

Ho paura però, e lo temo fortemente, che quando sarete troppo grandi, quando sarete in grado di avere più coscienza o cognizione di questa vita così bella ma allo stesso tempo così brutale, tutto ciò che avrei voluto e potuto dirvi, nel traffico dei miei infiniti pensieri, tutto sarà completamente cancellato dallo scrigno delle riflessioni, dal tesoro delle mie emozioni. Tutto andrà perduto e allora io mi troverò spaesato.

Spaesato in un brulicare di tentativi di vane reminiscenze, frenetici inseguimenti di pensieri perduti, di sensazioni mancate, di fili spezzati. Eppure sarebbe così facile, tutto così immensamente semplice ora. Ora che non potreste afferrare, neppure delicatamente, il cordino che lega stretto il palloncino fatto di battiti e levare del mio cuore.

In questo momento, in cui le mie emozioni sono così forti e così contrastanti. In cui tutto è tutto e spesso niente. Un continuo afferrare e abbandonare ciò che vorrei custodire, un frenetico prendere e depositare, delicatamente, senza lasciare cavillature sui vostri cuori.

Adesso, potrei trovare una risposta alle vostre innumerevoli domande; ora che, se anche rispondessi, non riuscireste a carpire l’essenza delle mie parole, il fondo dei miei pensieri.

Ho provato a spiegarvi il cuore di un padre. Ho provato a raccontarvi la vita di un uomo con le sue presenze alternanti e le assenze albeggianti. Ma siete, fortunatamente, ancora parte di in un mondo di fate e folletti, cavalieri e super eroi.

Ho cercato di raccontarvi la felicità racchiusa in un sorriso sdentato e la tristezza di una carezza mancata. Ho provato a raccogliere le lacrime nel cuore e dei sorrisi ve ne ho fatto sempre menzione.

Ho tentato di raccontarvi la distanza come stato fisico, ben diversa da quella mentale.

Sto provando a spiegarvi le ragioni del cuore e quelle della mente; che la rabbia non è necessariamente odio e che l’amore spesso ha una data di scadenza: il vino diventa aceto, l’amore diventa voglia di fuggire, come olio nell’acqua.

La vita è così breve per disperderla, per disperdersi o per rimpiangere.

Vorrei dirvi amori miei che nell’openspace del mio cuore ho costruito un castello di mille e millanta stanze, di cento e più centrioni. Vorrei dirvi amori miei che nella piazza grande del mio amore per voi, le mie assenze hanno costruito paesaggi incantati e tendoni da circo, dove poter far incontrare le nostre fantasie ogni qual volta le nostre distanze diventano grandi e difficili da sopportare.

E non mancherò mai di ribadirvi, fino al vomitevole momento in cui la vostra adolescenza vi porterà a sputarmi come un seme di cocomero, che ogni mia fibrillazione atriale è per voi.

E un giorno, quando sarà il momento, vi cederò con grande piacere il diario delle mie emozioni, il diario cominciato anni fa, nel quale ho iniziato a raccontare voi con gli occhi di un padre.

Vi cederò il diario del mio cuore, unico vero caveau inaccessibile della mia inesplorabile vita.

In quel diario, all’interno di quelle pagine, troverete decine di cavalieri senza testa, principesse senza torri, streghe cattive e profumate, caccole parlanti, coccole assordanti, una scuola con mille LittleOne e il lago misterioso formatosi con le lacrime di BigOne.

Volevo dirvi, ragazzi miei, che quando sarà il momento avrete il mio Diario delle emozioni, scritto a posta per voi. Scoprirete che sono forte, sono una roccia, non mi sono mai pianto addosso, mi sono sempre risollevato dopo essermi sbattuto via la polvere di dosso, che mi piace l’anguria, mi piacciono le pesche, amo l’amore e sono sempre qui, dalla parte del cuore…

Un diario delle emozioni è un buon modo per raccontare a loro di noi, e per raccontare a noi, di noi.

Massimiliano Di Nicolantonio

Massimiliano

Sono Massimiliano Di Nicolantonio ma mi conoscete come Max Dejavù. Sono un poco scrittore e un poco blogger. Un po' tecnico e un molto padre. Sono un po' potamo e un po' troppo tutto il resto. Scrivo, disegno, presento e racconto.

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