Di eterofobia, omosessualità e gelosia

Pierrot maschera

Eterofobia, omosessualità e gelosia; possono sembrare argomenti distanti anni luce  tra loro eppure stanno spesso nello stesso calderone e si mescolano generando dei minestroni incredibili fatti di rabbia, odio, paura, angosce e privazioni.

Siamo proprio delle brutte persone, sempre più portate a curare il nostro orticello, anzi, spesso portate a gettare gramigna e acido muriatico nel terreno del vicino. Non siamo proprio in grado di fare qualcosa di nostro che esuli dal giudicare o fare paragoni con gli altri. Puntare il dito spesso è il minimo. Creiamo chat e gruppi privati per criticare questo o quello, parliamo male o facciamo congetture sul prossimo illudendoci sempre di più che il mondo virtuale non sia il mondo reale.

Così ci si ritrova spesso a festeggiare o a desiderare i fallimenti dell’altr* anziché lavorare sui propri successi; ovviamente questo comporta uno spreco di energie nettamente differente. Trovandomi in questi giorni ad essere un portatore sano di eventi riflessivi, rifletto con voi a voce bassa.

E allora mi ritrovo a pensare e fare un poco di introspezione su un fenomeno che spesso sottovalutavo, l’eterofobia. Lo chiamo così perché non ho trovato un termine che meglio riesca ad identificarlo e circoscriverlo.

Eterofobia.

Un tempo si era tutti concentrati sull’omosessualità. L’omosessuale era il male da sradicare, l’inconcepibile aberrazione. Ora fortunatamente qualcosa sta cambiando, la società ha finalmente deciso di imporre quella svolta che da tempo si attendeva.

Eterofobia.

Prendi un branco di uomini, contestualizzali nel loro ambiente naturale. Cerchiamo di stereotipare la visione (anche se io odio stereotipare o parlare per gruppi omogenei).

Questi uomini guardano le donne, bevono una birra, ruttano, si grattano il pacco. In mezzo al gruppo c’è uno, come loro, identico: guarda le donne, beve birra, rutta, si gratta il pacco…

Però fa qualcosa che a loro spiazza, e lo fa in una maniera terrificante… adora truccarsi. Sì, è proprio una sua passione. Sarà che è cresciuto in mezzo alle donne, sarà che è cresciuto in mezzo ad una collezione di Pierrot, sarà che ha fatto teatro (forse solo per truccarsi o forse è grazie al teatro che ha amplificato la sua passione).

Insomma, il motivo di questa sua passione non è dato da sapere e non ce ne frega una cippa del motivo, ci interessa solo sapere che c’è un gruppo di uomini con le loro comuni caratteristiche primordiali e ce n’è uno, come loro, che adora però fare qualcosa che manda il branco nel panico.

Potrete anche ridere o sorridere ma parliamo della stessa identica violenza che spesso si abbatte su persone accusate di essere “diverse”.

Cosa accade dunque, questo mi sono chiesto.

Accade che mentre l’omosessuale, nella sua visione testosterotipata, è proprio “il diverso”, una aberrazione e un errore della natura, l’uomo che si trucca no. E questo lo manda nel pallone, lo mette in ansia, lo agita.

Lui non può “diventare” un omosessuale perché pensa alle donne però ha paura di potersi ammalare di questa follia distruttiva che ha coinvolto l’amico.

“La gente chiacchiererà di te e quindi di noi che ti stiamo vicini” questo è quello che passa loro nella testa.

“Cosa dirà la gente di me, sapendo che sono amico tuo?”

Beh, di sicuro non si cura di ciò che può dire la gente sentendolo bestemmiare, ascoltando i suoi discorsi da macho conquistatore mentre spiega ad altri uomini cosa farebbe a quella donna se solo l’avesse tra le mani. Di sicuro non si cura di pensare cosa possa dire la gente quando parla in maniera violenta alternando punti e virgole tra i suoi turpiloqui testosteronali.

No, quello è “normale”. E’ normale perché la società dice che è normale e quindi lui sta a posto.

“Non possiamo pensare di frequentarti, sai, tu fai quella cosa…”

Quella cosa…

Ecco, eterofobia. Paura che un etero possa contagiarti quel piccolo dettaglio che manderebbe in pappa tutte le sue certezze.

Io la chiamo eterofobia, voi magari potete suggerirmi un termine più appropriato… accetto consigli.

Massimiliano Di Nicolantonio, Alias Max Dejavù

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Massimiliano

Sono Massimiliano Di Nicolantonio ma mi conoscete come Max Dejavù. Sono un poco scrittore e un poco blogger. Un po' tecnico e un molto padre. Sono un po' potamo e un po' troppo tutto il resto. Scrivo, disegno, presento e racconto.

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