Dei buoni propositi di fine anno

Buoni Propositi
Buoni Propositi

Ecco  il posto dei buoni propositi di fine anno e di altre inutili amenità che ci passano per la testa negli ultimi giorni della pessima annata.

Gli antichi usi e costumi, scanditi dal lungo e logorante ticchettio delle stagioni e quindi degli anni, ci hanno tramandato la visione distorta di una vita che muore il 31 dicembre e riparte, dopo uno squarcio rumoroso e rinnovatore, il 1 gennaio.

Il ripetersi eterno di eventi tiepido, caldo, tiepido, freddo, hanno dato a tutti la sensazione e forse anche la convinzione che la nostra piccola ed infinitesima vita, fatta di errori più o meno gravi e di buoni gesti più o meno encomiabili, sia espiabile. Crediamo che il nostro buon proposito si possa rinnovare e ancor più espiare alla fine dell’anno.

Nell’era di Internet siamo tutti più soli e più cinici. Le comunità vere si sono dissolte, sparite, svanite. Non ci vediamo più, non ci ascoltiamo più. Al massimo ci leggiamo, male.

Sono agnostico, ariete, sociopatico ma realista. Sono veramente una brutta persona, la peggiore che potete incontrare.

I buoni propositi di fine anno sono come la dieta del lunedì prossimo, come la palestra del primo del mese prossimo. I buoni propositi sono cibo per la nostra anima, assoluzione per il nostro senso di colpa, per i nostri ottimi spropositi.

Abbiamo la sensazione che la vita sia fatta di tanti piccoli anelli fatti di 365 giorni. Tanti, piccoli e dimenticabili, scollegati tra loro, non giudicabili nell’interezza del percorso naturale della nostra vita.

Per citare qualcuno, grandissimo, possiamo dire che la nostra vita, la nostra storia invece, prosegue “con la stessa linea fondamentale immutata.” La nostra vita è infatti una linea, unica, fatta di curve e cambi di direzione ma pur sempre una linea.

Ci portiamo dietro tutto il bagaglio degli anni passati, difficilmente cancellabile. Dobbiamo prenderne atto. Guardare più spesso al passato che al futuro.

Allora penso almeno ai miei ultimi 1000 giorni e tiro le somme e traggo conclusioni.

Pensate a quelli che vi hanno tradito, quelli che vi hanno abbandonato e a chi si è voltato dall’altra parte. Pensate a quelli che vi hanno teso la mano per poi lasciarvi cadere dentro un lungo abisso. Penso a queste persone e al loro “meraviglioso” Capodanno, fatto di buone intenzioni, di sorrisi e di nuove idee per dimenticare l’anno passato, pronti a  gioire e dimenticare quello appena passato.

Allora non pensate all’anno futuro, pensate agli anni passati, pensate a come poter riparare gli errori pregressi, le ferite mai rimarginate. Corrente indietro, recuperate le vostre mancanze, tutte.

Per migliorare il futuro bisogna aggiustare il passato, altrimenti l’orologio non potrà che andare avanti scandendo in maniera errata l’avanzare del tempo.

E non abbiate l’arroganza di voler allietare il Capodanno di chi non vede nulla da allietare. Non cercate di smacchiare la vostra coscienza con l’idea di condividere la vostra esplosiva euforia di fine anno, salvo poi offendervi nel profondo se la persona cara non riesce a trovare un motivo valido per condividere il vostro inspiegabile egoismo.

Nei momenti di difficoltà, abbiate la decenza di capire e condividere i silenzi altrui. Perché, citando Emily Dickinson, “A un cuore in pezzi Nessuno s’avvicini Senza l’alto privilegio Di aver sofferto altrettanto.”

Per tutto quanto sopra, mi auguro che il vostro “fine anno” diventi una tappa del vostro cammino, il momento anche breve per guardare al passato (perché al futuro si guarda ogni santissimo giorno).

Guardate indietro, guardatevi allo specchio e pensate a quante stronzate avete commesso negli anni passati e correte, correte come dei pazzi, ad aggiustare tutto, finché il tempo ve lo permette.

Buon Capodanno a tutti.

MaxDejavu

Sono Massimiliano Di Nicolantonio ma mi conoscete come Max Dejavù. Sono un poco scrittore e un poco blogger. Un po' tecnico e un molto padre. Sono un po' potamo e un po' troppo tutto il resto. Scrivo, disegno, presento e racconto.

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