Padre e figlio: la tradizione continua con Panasonic.

Rasoi per la barba Panasonic 

Sono cresciuto accompagnato dal rumore della lametta che batte sul lavabo e quell’odore inequivocabile di schiuma da barba. I movimenti rapidi per caricare il pennello e quel leggero fruscio di setola che scivola leggero sulla pelle.

Non c’era un orario prestabilito, poteva accadere in qualsiasi orario, in qualsiasi giorno della settimana. Era una certezza, come l’odore del sugo la domenica mattina.

Mio padre, militare in un periodo storico dove la barba si poteva tenere solo se corta e curata, anche se erano visti meglio quelli con la pelle liscia fresca di taglio, non lasciava che un giorno trascorresse senza che quel suono, metodico, tamburellante e rassicurante, riempisse le mura di casa.

Ero piccolo, trovavo dolcissimo poter osservare quei movimenti leggeri, conosciuti, familiari, accompagnare le espressioni facciali più divertenti di mio padre. Lo percepivo meno uomo, più bambino. Lo sentivo più vicino al mio mondo.

Ho imparato a farmi la barba osservando mio padre, rubando gli attimi da dietro un uscio della porta. Ero troppo timido per poter spiegare le mie emozioni, troppo bambino per poter sembrare un uomo; l’uomo che era mio padre e che non ero io.

Sono passati diversi anni e quel suono si è fatto lontano ed i miei giorni non sono più scanditi da quel suono ritmato e familiare.

Sono cresciuto, ho imparato a farmi la barba. Mi sono discostato dalla tradizione pur non dimenticandola. Ancora oggi, entrando nella stanza da bagno dei miei genitori, mi fa sorridere e mi porta in quei giorni lontani, il suo pennello e la sua schiuma da barba, sempre la stessa, posata sul ripiano delle “cose da uomo”.

Mi sono lasciato crescere la barba e una nuova tradizione è nata, nuovi riti e nuovi suoni riempiono gli ambienti di casa mia. Un nuovo giovane ragazzino curioso osserva suo padre aggiustare la sua barba: mio figlio.

Ora non c’è più il rapido martellare della “zappetta” nel lavello. Adesso non c’è più il dolce frusciare del pennello sulla pelle.

Ora c’è il leggero ronzio del mio rasoio elettrico, c’è il rapido martellare per pulire la testina e le sue lame. Ora c’è un bambino, che non sono io, che ha trovato il coraggio di osservare un uomo, suo padre, fare quelle insolite facce buffe che faceva suo padre, che aveva visto fare a suo nonno.

Oggi come allora c’è la tradizione, l’evoluzione ed il sentimento. Se vogliamo c’è anche l’evoluzione del sentimento.

Ho sperato e spero che mio figlio un giorno possa trovare appassionante un piccolo ricordo, un piccolo dettaglio, non necessariamente un evento straordinario che ci può accomunare. Preferisco momenti, perle, ricordi. Quei piccoli bagliori che ti fanno sorridere e ti riportano alla mente momenti felici, sensazioni che non potrai condividere con nessuno se non con te stesso.

Massimiliano

Sono Massimiliano Di Nicolantonio ma mi conoscete come Max Dejavù. Sono un poco scrittore e un poco blogger. Un po' tecnico e un molto padre. Sono un po' potamo e un po' troppo tutto il resto. Scrivo, disegno, presento e racconto.

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