Come nasce una confettura di amarene

Una giornata alla scoperta dei segreti della confettura di amarene brusche di Modena IGP

Attenzione alla qualità delle materie prime, sicurezza, rispetto delle tradizioni e tanta passione! Queste sono “Le Conserve della Nonna”.

 

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Abbiamo avuto l’opportunità di trascorrere una giornata ospiti di “Le Conserve della Nonna” per seguire tutti i passaggi per la realizzazione di una bontà della tradizione modenese: la confettura di amarene “brusche”, ossia una confettura acida e dolce allo stesso tempo, perfetta per la preparazione di deliziose crostate e tortelli dolci…

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Il nostro tour è cominciato nell’azienda agricola Mugnano, dove sotto la guida esperta del proprietario Alberto Levi, nonché presidente del Consorzio dell’amarena di Modena IGP, abbiamo assistito alla raccolta meccanizzata delle amarene. E qui la prima scoperta: L’accurata ricerca sulla metodologia di raccolta con le macchine, durata quasi nove anni, e il conseguente abbattimento dei costi, ha permesso di preservare questo frutto che altrimenti sarebbe scomparso dalle nostre dispense… dato che l’amarena non è un frutto da tavola, per via del suo gusto asprognolo e pungente che non va incontro ai nostri gusti.

 

Assistere alla raccolta tra i filari del ceraseto è stato affascinante! Le amarene vengono riversate in grandi contenitori con acqua fresca (13° circa) per una prima pulitura e per tenerle fresche durante il trasporto allo stabilimento dove verranno lavorate il giorno stesso.

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Ebbene sì! Il grande punto di forza di “Le Conserve della Nonna” sta nel fatto che per quasi la totalità dei suoi prodotti utilizza esclusivamente materie prime italiane lavorate fresche.

Pensate, noi abbiamo assistito alla produzione della confettura di amarene raccolte quella stessa mattina!

Allo stabilimento siamo stati accolti da tutto lo staff con la tipica accoglienza emiliana, come in famiglia, ed è stato bello vedere i loro occhi brillare mentre parlavano della propria azienda. Non sono mancate le raccomandazioni da parte della responsabile della Qualità. Ci ha esortato a comunicare a tutte le nostre lettrici l’importanza delle regole d’igiene e sicurezza per la produzione di confetture e verdure sott’olio “home made”. Imbottigliarli caldi e capovolgerli non è sufficiente! Per evitare importanti contaminazioni è necessario aggiungere un passaggio successivo, far bollire i vasetti chiusi per circa trenta minuti. Ricordiamoci che “fatto in casa” non è sempre sinonimo di qualità e sicurezza!

Dopo aver seguito tutte le fasi di produzione e tempestato di domande lo staff che ci ospitava, abbiamo concluso alla grande la giornata: una buona merenda tradizionale con pane e marmellata! Ops! confettura… 🙂 infatti secondo la direttiva europea possiamo definire marmellata solo quella agli agrumi… 🙁

 

Questa giornata è stata ricca di emozioni ed è stato bello vedere con i propri occhi l’attenzione con la quale avviene la produzione, ancor di più se a km zero come nel caso di “Le Conserve della Nonna”.

 

#nonsolobuono

Cristiana

Innamorata della vita, entusiasta per natura, ottimista fino al midollo e testarda come un mulo. Sono io. Blogger per scelta e per amore.

2 Comments
  1. Che meraviglia…
    Io adoro questa marca, sia nelle confetture che nei sughi. Penso sia di qualità eccellente, e la tua visita lo dimostra ulteriormente!

    1. Anche io amo da sempre Le Conserve della Nonna. Ho sempre avuto la sensazione che fosse un prodotto genuino. E ne ho avuto la conferma.

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