Come gestire un lavoro da casa

Il lavoro da casa è spesso percepito come la panacea di tutti i mali o come un modo elegante per non dire “faccio la casalinga”. Ma non è così.
Essere professionisti e avere la propria sede di lavoro in casa non è tutto rose e fiori. Lavorare da casa è anche:

  • Essere professionali in una conference su Skype dopo aver appena steso una lavatrice;
  • Diventare il punto di riferimento del postino;
  • Essere subissati di richieste di commissioni da parte del parentado tutto;
  • Lavorare fino alle 3 del mattino perché i bambini durante il giorno avevano la febbre o c’era uno sciopero a scuola;
  • Lavorare con l’influenza;
  • Portarsi il lavoro a letto.

Insomma, aspiranti lavoratori-da-casa, qui non si sta mica a pettinare le bambole! 🙂
Ci vuole una ferrea organizzazione e tanta capacità di cambiare i piani a seconda delle emergenze.
E un po’ di sana stronzaggine.
Perché?

Ecco i punti salienti di una sana coesistenza di vita lavorativa e vita familiare – secondo la mia esperienza di 9 mesi:

  1. avere uno spazio adibito a ufficio: può essere una stanza o una scrivania in camera da letto, l’importante è che quella sia una zona dedicata alle attività lavorative;
  2. imporsi degli orari di lavoro, che possono variare da un giorno all’altro e sono flessibili, ma non farlo significa alternare continuamente attività di casa con quelle dell’ufficio, creando perdite di tempo e di concentrazione;
  3. mettere paletti rigidi ad amici e parenti: essere a casa non significa poter stare un’ora al telefono o aprire a 12 persone al giorno che vengono a chiedere un uovo;
  4.  fingere di non esserci: quando la misura è colma, fingere di non essere in casa, staccare il telefono, mettere il silenzioso al cellulare e concentrarsi sul lavoro;
  5. uscire, andare in giro, vedere gente, fare cose: in una parola VIVERE!
  6. godersi i lati positivi dell’ufficio in casa: un giorno qualsiasi tenere a casa i bambini e dedicare la giornata a loro;
  7. essere rigidi anche al contrario: il lavoro non deve essere la vostra sola attività quotidiana, quando si spegne il pc o si esce dallo “studio” ci si può occupare di tutto il resto.

Mi aiutate a implementare quest’elenco?

Altre risorse:

Cristiana

Innamorata della vita, entusiasta per natura, ottimista fino al midollo e testarda come un mulo. Sono io. Blogger per scelta e per amore.

7 Comments
  1. Dovrò far tesoro di questo tuo vademecum. Da che ho l’ufficio/scrivania in casa vivo incollata al mac. Mi sono data però un paletto: vestirmi e truccarmi sempre, come se dovessi andare in ufficio 🙂

  2. Ho lavorato per ben 15 anni come artigiana, con il laboratorio sotto casa, quindi so cosa vuol dire. Il fatto che tu sia a casa non vuol dire che tu sia sempre disponibile, ma per gli altri è dura capirla. Io mi sono sempre imposta degli orari, ero molto severa con me stessa, altrimenti andava a discapito del lavoro e ci perdevo in termini monetari. Quando lavoravo, non c’ero x nessuno, solo per il figlio, che rispettava i miei tempi, avendo capito che ciò che facevo era una roba seria, mica stavo a smacchiare i leopardi!!!

  3. Io sto provando la cosa in questi giorni di cassa integrazione… per come sono fatta io devo impormi regole ferree, elenchi e promemoria, altrimenti arrivo a mezzogiorno e mi sono persa in mille lavori che non erano quello che avrei dovuto fare…ottima lista! Grazie!

  4. Una buona organizzazione è fondamentale, ma su questo bisogna lavorare molto se non sei abile a farlo in maniera naturale (io, ad esempio, sono incapace…).
    Bisogna imparare a gestire gli imprevisti, che possono essere numerosi e frequenti.
    Anche per questo dobbiamo abituarci a darci una pacca sulla spalla (da sole) quando non riusciamo, a dispetto dei nostri migliori propositi.

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