Come aprire un blog per hobby?

Tanti amici in questi giorni mi hanno fatto la stessa domanda: “vorrei aprire un blog per scrivere delle mie passioni. Come devo fare?”. Ho pensato quindi di raccogliere qualche suggerimento per aspiranti blogger per hobby.
Per tutte le indicazioni approfondite e che riguardano la professione di blogger rimando a ReteLab, un approfondito e interessantissimo blog curato da Barbara e Nestore, con tutte le “dritte”.
Il mio obiettivo qui è fare un piccolo ABC per neofiti dei blog.
Passo 1: fatevi la fatidica domanda: qual è il mio obiettivo? Se la risposta è “scrivere delle mie passioni” siete nel posto giusto. Se la risposta è “farlo diventare un lavoro” il discorso è ben più complesso e richiede analisi più approfondite.

Passo 2: la scelta della piattaforma. Tra Blogger e WordPress la scelta è ardua. Parlo per esperienza: Blogger per me è stato più immediato nell’utilizzo, WP mi da maggiori soddisfazioni sul lungo periodo. Non mi schiero a favore o contro nessuna delle due piattaforme. Penso che se vi mancano le basi del mondo del blog sia meglio Blogger per la semplicità di utilizzo. Ah, mi son dimenticata di dirvi che entrambe sono piattaforme gratuite.
Passo 3: il tema grafico o template. Attenentevi ai temi che vi vengono offerti da Blogger o WordPress e seguite le istruzioni fornite passo passo. Evitate di andare a toccare il codice a meno che non siate degli esperti di html – ma in quel caso non sareste qui a leggere l’abc!

Passo 4: se vi interessa monitorare le visite – che si sa, fa bene all’ego! – potete usare le statistiche di Blogger. In alternativa, per essere un tantino più professional, esiste il mitico Google Analytics.

Ed ora, non vi resta che buttarvi e iniziare a scrivere!

Passo 5: il social. Se scrivete, aldilà del piacere intrinseco nel farlo, può far piacere che gli altri conoscano il vostro blog. A questo scopo vi consiglio di aprire una pagina Facebook su cui pubblicare i link ai nuovi post e attraverso cui invitare i vostri amici a seguirvi.

Domande, suggerimenti, tips?

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3 Comments

  1. Fefy 18 Apr 2012 at 15:40

    Molto dipende anche dal “bagagliaio tecnico” dell’utente: uno più “navigato” preferirà una piattaforma sulla quale sperimentare (WordPress), qualcun altro sceglierà quella con un po’ di community (iobloggo), qualcun altro ancora andrà sul semplice e classico (blogspot).
    Più che altro partire con uno “scopo” vale solo se si sa a cosa si va incontro, perchè alla fine chi determina le sorti del blog non è solo l’autore ma anche i visitatori.
    Quel che è certo è che per pubblicizzarlo i social network aiutano molto, e anche usare un minimo di buon senso (come ad esempio scrivere in italiano corretto, o per i più spavaldi darsi al blog internazionale), rendere la navigazione piacevole (ad esempio con immagini non troppo “pesanti” e senza effetti speciali che appesantiscano le prestazioni) o… scegliere un nome per il blog che non sia troppo lungo o impossibile da ricordare anche per se stessi!

    Reply
  2. Cento per cento Mamma 18 Apr 2012 at 21:28

    Fefy, grazie per il tuo intervento, che aggiunge tanto al mio post! Sono d’accordo con te solo in parte, perché io giudico un blog “professionale” quello gestito in modo professionale, al di là che si tratti di una professione vera e propria. Per me i blog “hobbistici” sono quelli completamente autogestiti, in cui il numero di lettori conta relativamente poco e che vengono aperti per puro piacere personale.

    In effetti abbiamo dimenticato di dire che, se poi il blog dovesse prendere una piega diversa da quella iniziale, si è sempre in tempo a traslocare, ricordandoci che non è un’operazione semplicissima…

    Reply
  3. Marina 18 Apr 2012 at 23:15

    Anche a me piacerebbe molto un blog, quando ho iniziato a pensarci mi sembrava la cosa più semplice del mondo…

    Solo dopo aver maneggiato un po’ wordpress e blogger (e aver provato a mettere giù qualche idea) mi sono resa conto che è una cosa tutt’altro che facile. Una cosa è l’immediatezza dei contenuti, sostenuti da una passione o un interesse, un’altra cosa è l’improvvisazione.

    Alla fine quello del/la blogger mi è sembrato il “mestiere” più impegnativo e serio del mondo!

    Chissà, magari un giorno.

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