Come affrontare le prime pappe

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C’è un momento magico, che non dimenticherò, in cui ho capito che la mia piccola Sofia non era più una neonata nel senso più stretto del termine. Dopo il primo sorriso, c’è stata la prima pappa a rappresentare una svolta nel mio essere mamma. Non sembra – se non sei genitore – ma cambiamenti di abitudini nei primi anni di vita del bimbo mettono alla prova equilibri conquistati a fatica e portano i genitori a imparare di nuovo da zero teorie, escamotage e spirito di osservazione.

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La fase di assestamento, per me che allattavo e che quindi non avevo problemi di preparazione di biberon, è stata complessa. Prima allattavo ovunque mi capitasse a tiro una panchina – il mio luogo preferito era la piazza San Carlo, luogo privilegiato per osservare le meraviglie della mia Torino. Dopo il passaggio alla pappa, necessitavo di tempo per preparare il brodo, di tempo per imboccare la mia bambina, tempo che veniva sottratto alle nostre amate passeggiate. In più, avevo sempre la sensazione che non mangiasse a sufficienza.

Ad un certo punto, ho smesso di preoccuparmi e mi sono fidata e affidata a Sofia. Da quel momento tutto è cambiato: la pappa è diventata un appuntamento piacevole, in cui insieme abbiamo sperimentato l’autonomia, lo sviluppo dei suoi gusti, abbiamo riso, condiviso, assaggiato insieme, finché il suo pranzo non è coinciso con il mio, in un prototipo di pasto insieme.

È venuto tutto con estrema naturalezza, solo quando ho capito che non tutti i bambini sono uguali. Non c’è scritto da nessuna parte che allo scoccare dei 6 mesi improvvisamente ogni neonato sia pronto per le pappe. C’è chi lo è prima, chi più tardi. Ma nessuno arriva a 3 anni bevendo solo latte, tranquille :-).

Ecco quindi qualche consiglio, frutto della mia esperienza:

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  1. Qualunque sia il metodo di svezzamento scelto (tradizionale, autosvezzamento), l’atteggiamento di mamma, papà e di chiunque si occupi di dare la pappa al bambino è fondamentale per la buona riuscita dell’operazione. Bisogna che serenità, calma e amore traspaiano da ogni gesto.
  2. Anche l’occhio vuole la sua parte. Dedicate attenzione alla preparazione dei piatti, rendendoli se possibile colorati e allegri. Scegliete stoviglie e bavaglini simpatici e adatti all’età del piccolo.
  3. La pazienza è la virtù che ogni mamma deve avere. Lo svezzamento è il banco di prova: superato quello si è pronte – forse – anche per l’adolescenza :-).
  4. Non forzare i bambini a mangiare. Nessun bambino sano si lascia morire di fame e tutti i piccoli si sanno regolare.
  5. Stimolare l’autonomia è il regalo migliore che possiamo fare a nostro figlio durante le prime pappe. Poi dovrete pulire il pavimento, ma volete mettere la soddisfazione per lui di portarsi alla bocca il cucchiaio da solo?

 

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Post creato in collaborazione con Noukie’s, prodotti Noukie’s.

Cristiana

Innamorata della vita, entusiasta per natura, ottimista fino al midollo e testarda come un mulo. Sono io. Blogger per scelta e per amore.

1 Comment
  1. Lo svezzamento, per me, è stato un grande tentativo. Nel senso che ne ho fatti tanti, di tentativi, prima di riuscire a capire che cosa potesse andare bene a mio figlio. E prima di capire che a lui le pappe piacevano freddine e collose, ce ne ho messo un po’, di tempo.
    Per me, la chiave è stata questa, provare: con molta, moltissima pazienza. E considerando quello che mangia, e quello che mangerebbe, direi che ce l’abbiamo fatta!

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