Buon Natale, papà. So This Is Christmas.

La casa è vuota senza di voi.

Buon Natale, papà. Buon Natale amori miei. So, This Is Christmas.

Lo devo ammettere, soffro di una terribile idiosincrasia alla distanza, alla loro distanza.

Un altro anno è passato, un’altra festa natalizia è alle porte, una nuova separazione ci sta per piombare addosso come acqua sottile, insidiosa tra le rocce, in attesa di gelare per gonfiarsi e frantumare sia le certezze che lo spirito. Quel maledetto Spirito del Natale presente.

Quella postilla inserita tra le tante presenti nell’atto di separazione “i figli per le feste in maniera alternata e comunque secondo le modalità e gli accordi delle parti” è una clausola tanto crudele quanto reale e tormentante.

Le famiglie si sfasciano, le famiglie si riciclano, le famiglie si adattano e si ricompongono con diverse geometrie, variabili. Le famiglie risorgono, lasciando tuttavia tappeti di ceneri lungo la via. Inutili cicatrici maleodoranti che impregnano e indicano la strada dalla quale siamo passati. Nuove famiglie nascono ma se la divisione di beni e oggetti, generalmente, può causare un dolore economico più che affettivo, la divisione dei figli, nei modi e nei tempi previsti dalla legge, crea sempre una piccola sofferenza, una leggera extrasistole che altera la successione regolare dei battiti dei giorni di mancata presenza.

Ma ora si avvicinano i giorni del Natale e le vostre origini non solo isolane (nel sangue avete l’Unità d’Italia.) creano la necessità di spostarsi, di andare a fare visita anche ai nonni materni, troppo lontani per potersi vedere quotidianamente durante l’anno, abbastanza vicini per potervi ritagliare un piccolo spazio nei periodi in cui le vacanze vi lasciano liberi dagli impegni scolastici.

Nell’estrazione della Venus non ci saranno i miei numeri, questa estrazione è un canale a senso unico, una triste presa di coscienza sul fatto che poco si possa fare se non accettare che voi andiate, partiate, al di là del mare. Ritengo sia giusto così. La situazione dei costi aerei non permette di fare troppe scelte. Ne soffrirebbero i nonni materni se non partiste, ne soffriranno i nonni paterni se partirete. Qualcuno dovrà pur soffrire, patire. Questa vita è una maledettissima copertina corta.

E questo è il Natale. Nonostante il nostro legame sia forte ed indissolubile, nonostante le migliaia di parole e i “Vi amo” spesi e sospesi al telefono, nonostante le coccole notturne, i “buonanotte”, i “siete gli amori della mia vita”, i “sei la mia principessa” o “sei il mio principino”, nonostante non ci sia un solo momento nel quale il mio pensiero non sia rivolto a voi, la vostra assenza è sempre un vuoto incolmabile che certe volte nemmeno la vostra presenza riesce a rassicurare…

E non vi scrivo per mettermi in mostra, non vi scrivo perché sono una persona triste ed esibizionista, non vi scrivo perché io abbia bisogno di creare una maschera che sia visibile al pubblico, fiera, desiderio di una improvvisa standing Ovation come miglior padre del 2016.

Vi scrivo perché ciò che vorrei dirvi, vi farebbe soffrire ed io, non vorrei mai vedere le vostre facce agitate per qualche mia improvvisa frase mal posta. Vi scrivo per dirvi che mi mancate ogni momento e in questo mondo, dove la cellulosa viene divorata dal tempo mentre la rete tutto ingoia e nulla digerisce, forse un giorno potrete leggere queste mie parole e capire chi era vostro padre quando voi, ancora infanti, infantili e puzzoni, conoscevate solo emozioni contrastanti ed estreme alle quali mancava la capacità di analizzare e di comprendere sfumature più oscure che spesso sono impresse su di noi ma non fanno parte di noi.

Vi scrivo perché ho bisogno di raccontare alla gente il disagio delle separazioni padri/figli, per raccontare alle persone che un padre ama e lo fa nel modo migliore che un essere possa fare.
Vi scrivo per dirvi che questi non erano i Natali che sognavo per voi. Sono cresciuto con la gioia e la malinconia nel cuore: la gioia dell’attesa del Natale, la malinconia di non sapere se mio padre sarebbe stato presente. Il mondo del lavoro è anche questo, entrare in servizio ad ora certa ignorando l’ora d’uscita, ignorando anche la città che ci farà da contorno per i prossimi anni. Ed io ero così, figlio di una famiglia a geometria variabile, variabile a seconda della vicinanza o meno di mio padre. Ma ricordo ancora oggi che il suo rientro era una festa: la lunga attesa era sempre ricompensata con qualche regalo. Quel ritorno era comunque una certezza, quella presenza a corrente alternata era un marchio di fabbrica come un’aritmia congenita.
Ma voi non siete nati con aritmie familiari, non siete nati con diabete sentimentale. E se spesso sentite un dolore, dalla parte del cuore, posso solo soffrirne e pensare che con un abbraccio passerà tutto.
Passerà tutto, ve lo prometto, ci saranno altri Natali, altre feste pasquali. Ci saranno tante nuove albe e migliaia di orizzonti da ammirare.
Ci sarà la mia speranza e le vostre paure e le notti insonni e la voglia di farvi crescere forti, coraggiosi, felici.
Ci saranno altri momenti per scartare regali, ci saranno altri momenti per gioire per l’arrivo del Natale.

E se la mia assenza nulla toglierà alla presenza degli altri, i quali vi circonderanno e vi riempiranno d’affetto; se la vostra assenza nulla toglierà alla presenza degli altri, che mi circonderanno e mi riempiranno d’amore, beh, se nessuna nostra assenza sarà così eterna, profonda e ingombrante da sconvolgere gli equilibri festivi, se saremo così bravi da tenere al caldo il giaciglio del cuore, allora saremo certi che potremo superare indenni anche queste festività senza improvvisi sbalzi di umore, senza squarci incolmabili da carezze e amore.

Volevo solo dirvi buon Natale, amori miei. Ovunque vuoi sarete in quella notte di Natale, qualsiasi cosa penserete in quella notte di Natale, io sarò con voi, dalla parte del cuore.

Papà.

cof
cof
Massimiliano

Sono Massimiliano Di Nicolantonio ma mi conoscete come Max Dejavù. Sono un poco scrittore e un poco blogger. Un po' tecnico e un molto padre. Sono un po' potamo e un po' troppo tutto il resto. Scrivo, disegno, presento e racconto.

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