Bambini, tablet e televisione

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La diatriba tra chi ritiene che il tablet sia parte integrante della vita di un futuro adulto e lascia che i piccoli guardino la tv e chi invece demonizza contenuti e schermi è sempre più accesa. Come sempre, penso che le infinite sfumature di grigio siano la zona giusta in cui collocarsi e offrano la giusta via di mezzo tra due posizioni che presentano alcuni pro e molti contro.

Anche l’American Academy of Pediatrics si è più volte espressa sulla questione, sottolineando l’importanza, nel 2011, di tenere i bambini sotto i 2 anni lontani da tv e tablet per una serie di ragioni:

  • i bambini devono imparare con il gioco e l’esperienza diretta, non attraverso un monitor;
  • i contenuti televisivi che sono identificati come “educativi” spesso non lo sono;
  • i bambini molto piccoli apprendono con maggior facilità attraverso l’interazione con le persone, che non può essere sostituita dai media elettronici;
  • la tv prima della nanna rende il sonno agitato e l’addormentamento difficile;
  • da alcune ricerche pare che i bambini che sono molto a contatto con i media elettronici abbiano difficoltà nell’apprendimento del linguaggio.

La conclusione dei pediatri americani è quella di evitare la tv in camera del bambino e di preferire giochi “reali”.

Un altro aspetto importante è quello legato ai disturbi della vista. Smartphone e tablet, infatti, emettono luce blu, la stessa luce naturale del sole, con una frequenza e un’energia maggiori. Per questa ragione, l’utilizzo prolungato di questi apparecchi può provocare danni alla retina (aiuto, chissà in che condizioni disastrose è la mia retina :-O!). L’aggravante ulteriore è data dal fatto che questi schermi vengono utilizzati a distanza molto ravvicinata. Il consiglio è dunque quello di far usare con moderazione smartphone e tablet ai bambini.

Ho già più volte spiegato la mia posizione sull’avvicinamento dei bambini alle tecnologie, ho già detto in molte occasioni che secondo me l’accompagnamento da parte di noi adulti è fondamentale. Alla luce di questi studi e raccomandazioni è basilare che impariamo a usare e proponiamo ai nostri bambini lo strumento conoscendone pro e contro, rispettando quello che il buonsenso ci suggerisce.

E voi cosa ne pensate?

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