Alimentazione dei bambini: nutrire la curiosità

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Lo dico subito: questo non vuole essere un post sullo svezzamento o sulla scelta dei cibi da introdurre nell’alimentazione dei bambini, ma un post sulla gioia e la libertà di nutrirsi, fin da piccoli.
Ritengo fondamentale il rispetto di alcuni principi nell’ambito dell’alimentazione dei bambini:

  • la scelta dei nuovi alimenti deve avvenire in modo naturale, senza forzature;
  • i bambini devono nutrirsi in maniera adeguata per crescere: quantità eccessive o insufficienti di cibo sono nocive per la salute, sia da piccoli che da grandi.

Il bambino come sceglie il cibo?

Il bambino, a differenza dell’adulto, non pensa se il cibo possa fargli bene o male, ma lo valuta attraverso le sensazioni che i sensi gli trasmettono e quindi si affida:

  • all’olfatto con il profumo delle pietanze cucinate
  • al gusto, attraverso il sapore più gradito (dolce o salato)
  • alla vista, con la presentazione dei piatti (piselli, carote e patate disposti a immagine di topolino, ad esempio)
  • al tatto, per avvicinare il cibo (ad esempio infilando le dita nei dadini di pasta per mangiarli uno a uno).

Mangiare deve quindi costituire un momento di gioia (tappandosi naso e occhi quando i bambini mangiano da soli, sputando tutto in giro): attraverso l’allegria del cibo i bambini capiranno che nessuno cibo è a priori buono o cattivo e che mangiare è vario, piacevole e colorato.

La condivisione dei pasti

I pasti, compatibilmente con gli impegni di tutti i familiari, è bene che siano un momento di convivialità serena da cui i bambini possano apprendere cose nuove sia attraverso il comportamento dei genitori, sia attraverso la condivisione del cibo con gli stessi e la scoperta di nuovi gusti che gli adulti propongono.
L’introduzione di gusti nuovi, affinchè essi vengano accettati, deve proprio avvenire attraverso l’offerta ai piccoli di nuovi cibi che in primis mangiano i genitori, in modo da suscitare curiosità verso il nuovo e voglia di emulazione dei grandi.
Questa funzione del cibo offre a mio avviso una grande potenzialità per lo sviluppo dell’apertura mentale e della voglia di sperimentare e conoscere dei bambini.
Ovviamente non sostengo il viceversa, in quanto ritengo non sia giusto fare forzature sull’infanzia, solo per esercitare nuovi stimoli.

Cibo come cultura

Sono dell’opinione che sia giusto incentivare al massimo la curiosità culinaria dei bambini facendo anche loro capire tradizioni e cultura (ricordando che la torta che stanno mangiando è fatta con la ricetta della nonna o raccontando che l’involtino primnavera del take away cinese è il cibo preferito di bambini che vivono molto lontano), fermo restando che il gioco lo conducono i grandi.
Questo concetto comporta quindi che non si tratti di una mera questione di cibo, ma che esista tutto un sistema in cui coinvolgere i bambini: dall’andare a fare la spesa al mercato scegliendo la verdura colorata, al cucinare e apparecchiare, curando sia la presentazione dei cibi che la disposizione della tavola.
Ultimo, ma non meno importante: insegnare ai bambini come stare educatamente a tavola, perchè il cibo va rispettato (e anche gli altri commensali)!
Voi come vi comportate con i cibi nuovi per i vostri figli? Sostenete interminabili dispute sui piselli o lasciate che i bambini si autoregolino?

Cristiana

Innamorata della vita, entusiasta per natura, ottimista fino al midollo e testarda come un mulo. Sono io. Blogger per scelta e per amore.

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