Apologia del progresso

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Quando mi sono sposata Facebook non c’era. Quando ci penso questa cosa mi fa effetto. Sono passati appena 7 anni e la nostra vita si è radicalmente modificata.
L’altra sera parlavo con Il Maritino della nostra iscrizione al social network, nella primavera 2008, e di quanti nostri amici “reali” avessero un account: praticamente nessuno.
Ricordo perfettamente i miei primi tempi su Facebook, allora non avrei mai immaginato quanto la mia vita sarebbe cambiata grazie al web – o sarebbe meglio dire a causa del web.
Non so perché in questi giorni mi stiano tornando in mente situazioni passate. Stavo cercando una gomma quando in un cassetto ho trovato un rullino fotografico, altro oggetto che fino a 10 anni fa faceva parte della mia vita di ogni giorno. Scattavi le foto, finivi il rullino e lo portavi a sviluppare. Sofia, vedendomi con quell’oggetto a lei sconosciuto in mano, mi ha chiesto di cosa si trattasse. Sono caduta dal pero, come se anche lei dovesse per forza conoscerlo…
Altro momento di riflessione, in treno, tornando da Milano. In una settimana, per ben due volte, ho fatto ciò che prima dell’avvento dell’Alta Velocità sarebbe stato impensabile:

  • Sono andata a Firenze in giornata.
  • Sono riuscita a visitare una fiera a Milano e presentarmi in tempo a Torino a prendere le bimbe all’uscita da scuola.

Impensabile, dicevo, fino a pochi anni fa, la norma oggi.
Quante cose do per scontate ogni giorno – vedere un link di un libro che mi interessa e riceverlo a casa due giorni dopo, avere in testa una melodia, scoprire di che canzone si tratta e scaricarla sul telefono, videotelefonare con mio marito dall’altra parte dell’Oceano, avere amiche a 10.000 km di distanza con cui mi confido più che con le persone che vedo ogni giorno. L’elenco potrebbe continuare all’infinito…

Ma perché questo post? Perché io continuo ad amare profondamente la tecnologia, perché nonostante i lati oscuri del web adoro il progresso. Per questo ho scritto quest’articolo, perché non è vero che si stava meglio quando si stava peggio, perché, a conti fatti, la mia vita è migliorata negli ultimi 10 anni, anche se il bip bip di whatsapp accompagna il mio dormiveglia la sera mentre mi addormento, anche se rispondo alle mail di lavoro mentre taglio i pomodori per la cena, anche se ricevo la telefonata di un cliente mentre sono in coda dal medico.

Questo post è una dichiarazione d’amore, condivisibile o meno…

E voi, che rapporto avete con i cambiamenti e le novità?

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5 Comments

  1. Moky 25 Gen 2014 at 17:21

    La tecnologia ha messo in comunicazione molte mamme, facendole sentire meno sole e meno sbagliate. Ci fosse stato quando avevo il primo figlio, mi sarei fatta meno seghe mentali…

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  2. Federica MammaMoglieDonna 26 Gen 2014 at 20:01

    Molto bello questo post. La tecnologia ci ha rivoluzionato la vita. E’ indubbio. Ce l’ha migliorata sicuramente e sicuramente ci ha aperto le porte di questo meraviglioso mondo che è quello delle blogger, ma per certi versi ce l’ha anche complicata.. perché rispondere ad una mail mentre si tagliano i pomodori, lo faccio anche io, ma mica è tanto bello! 😉
    Un bacio
    Fede

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  3. Pingback: Il meglio della settimana 5 | MammaMoglieDonna

  4. Lucia Malanotteno 1 Feb 2014 at 19:52

    Sono perfettamente d’accordo . soprattutto considerando anche gli aspetti non prettamente legati alle comunicazioni, ma anche alle tecnologie mediche o energetiche. Nello si stava meglio quando si stava peggio non ci ho mai creduto!

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  5. Elena 1 Feb 2014 at 23:35

    Sai che facevo più o meno le stesse riflessioni? Quando è nato Stefano non avevo facebook e una vita social., è arrivato tutto poi, e per fortuna, tutti gli amici che avevo prima di diventare mamma sono quasi scomparsi, con Paolo ho avuto un sacco di web zie, gente che seppure distante chilometri ho sentito vicinissime, amiche che tutti i giorni mi chiedono come sto e come sta il piccolo, mentre gli amici reali sono rimasti due. Anche a me piace tutto questo e quando sento dire, una volta non c’era, beh rispondo che una volta si stava peggio. QUando facevo lunghe telefonate col mio fidanzatino adolescenziale pensavamo quanto sarebbe stato bello avere un videotelefono, ed eccolo ora c’è.
    Senza contare tutte le occasioni di lavoro che ho avuto che se non ci fosse stato internet ancora starei in un ufficetto triste e buio..
    Elena

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